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Consiglio europeo, nessuna accelerazione sull’adesione Ue dell’Ucraina: “Scelta condivisa dai 27”

I leader europei hanno deciso di non accelerare l'adesione dell'Ucraina all'UE, trasformando l'impegno in un "auspicio". Approvato, invece, il rinnovo annuale delle sanzioni alla Russia

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Consiglio Europeo 19 giugno 2026 alanews

La bandiera dell'Unione europea (Ue) | Pixabay @kdg2020 – alanews.it

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

19 giugno 2026 – a Bruxelles i 27 capi di Stato e di governo dell’Unione europea hanno approvato il testo finale delle conclusioni del Consiglio europeo. Nel documento è stato tolto il riferimento temporale che impegnava l’Unione ad aprire i successivi cluster negoziali per l’ingresso dell’Ucraina “il prima possibile”. È la prima volta in oltre 18 mesi, da dicembre 2024, che le conclusioni sono state approvate all’unanimità, e i leader hanno inoltre dato il via libera al rinnovo annuale, anziché semestrale, delle sanzioni settoriali alla Russia.

Consiglio Europeo, cosa dice il testo finale

La versione definitiva del paragrafo sull’allargamento ha cancellato la formula con una tempistica vincolante e ha trasformato l’impegno in un “auspicio” sull’avvio degli altri gruppi tematici, rimandando le decisioni a valutazioni basate sul merito. Il Consiglio europeo ha registrato l’apertura del cluster sui criteri fondamentali, avvenuta il 15 giugno 2026; nel documento i Ventisette hanno scritto che “attendono con interesse l’avvio degli altri gruppi tematici, in linea con l’approccio basato sul merito”. La modifica rallenta formalmente l’avanzamento del negoziato rispetto alle bozze circolate alla vigilia del vertice.

La formulazione finale è stata rivendicata dal primo ministro ungherese Péter Magyar. “Su mia iniziativa, all’ultimo momento è stata eliminata dal testo la clausola che faceva riferimento all’accelerazione dell’adesione. Non è stato facile”, ha scritto Magyar su X, attribuendosi la rimozione.

Interventi dei leader e incontri bilaterali

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha preso la parola durante il vertice e ha chiesto un percorso accelerato per l’adesione, ribadendo la posizione di Kiev. “Il passo più importante in tal senso potrebbe essere un percorso accelerato per l’Ucraina per aderire all’Unione europea”, ha detto Zelensky, aggiungendo che “l’Ucraina crede che ogni nazione democratica in Europa meriti di essere un membro a pieno titolo dell’Unione europea” e ringraziando i Paesi vicini che hanno sostenuto Kiev.

Sul fronte economico, il cancelliere tedesco Friedrich Merz è intervenuto sul futuro Quadro finanziario pluriennale 2028-2034: ha detto che “la proposta attualmente sul tavolo è chiaramente troppo elevata” e ha chiesto una riduzione delle cifre, avvertendo contro un ulteriore indebitamento dell’Unione. Merz ha aggiunto di condividere la posizione con “una serie di altri Stati membri”, pur riconoscendo che non rappresenta la maggioranza, e ha auspicato un accordo unanime entro il secondo semestre del 2026.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ospitato una riunione informale sulla migrazione con Italia, Danimarca, Paesi Bassi, Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Polonia, Malta, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia e Ungheria, alla quale hanno partecipato anche rappresentanti della Commissione. Palazzo Chigi ha riferito che la presidente Meloni “ha sottolineato la necessità di avviare rapidamente progetti pilota concreti e replicabili” e che nell’incontro è stato espresso apprezzamento per misure già adottate, tra cui la lista europea dei Paesi sicuri d’origine e il nuovo Regolamento Rimpatri.

Cina e difesa commerciale: la richiesta alla Commissione

I Ventisette hanno invitato la Commissione a esaminare strumenti per ridurre i rischi di dipendenza e rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione. Un alto funzionario europeo ha spiegato che la richiesta risponde agli squilibri macroeconomici globali e alla necessità di risposte coordinate. “I leader hanno chiesto alla Commissione Unione europea di sviluppare ed eventualmente ampliare la gamma di strumenti in materia di difesa commerciale e politica industriale, per garantire che l’Unione europea disponga di tutti gli strumenti necessari a difendere i propri interessi e ridurre i rischi”, ha riferito lo stesso funzionario. Nella dichiarazione è stato aggiunto che i Ventisette concordano sulla necessità di diversificare gli scambi e diminuire le dipendenze.

La Commissione è stata incaricata di sviluppare gli strumenti concordati e di procedere all’esame tecnico necessario per l’avvio degli altri cluster sull’allargamento. Il rinnovo annuale delle sanzioni settoriali alla Russia è stato formalmente approvato dai Ventisette durante il vertice.

Per approfondire: La settimana ad alta tensione dell’Europa tra G7, Nato e vertice Ue

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