Polizia di Stato e Skuola.net rilanciano oggi in Italia la diciannovesima edizione della campagna “Maturità al sicuro”, alla vigilia della prima prova dell’esame di Stato. L’iniziativa punta a contrastare la disinformazione sulle tracce e a chiarire le regole per l’uso dei dispositivi elettronici durante le prove, diffondendo materiali informativi sui canali social. Il rilancio segue un monitoraggio di mille studenti condotto da Skuola.net che segnala convinzioni errate tra i maturandi: il 20% si aspetta anticipazioni online e il 23% ritiene ammissibili dispositivi capaci di usare intelligenza artificiale senza connessione.
Il monitoraggio su mille studenti fornisce diverse rilevazioni. Il 20% dei maturandi è convinto di poter scovare qualcosa di utile in rete prima dell’apertura dei plichi ministeriali. Di questo 20%, il 13% ritiene che circoleranno in anteprima gli argomenti e il 7% è certo di poter trovare il testo integrale delle tracce. Nella vigilia dell’esame le abitudini dichiarate variano. Il 16% degli studenti dichiara che trascorrerà la notte sveglio fino a tardi o con la sveglia all’alba; un 30% rimarrà sveglio o si farà tardi, ma per ripassare. Otto studenti su dieci, quindi l’80%, indicano che su Internet possono circolare previsioni, “totoesame” o ripassi.
I dati vengono portati all’attenzione di dirigenti scolastici, docenti e famiglie: la diffusione di false certezze sulla possibilità di trovare le tracce o di usare scorciatoie online si conferma anche quest’anno.
Convinzioni sui telefoni e sugli smartwatch
Le risposte cambiano a seconda del tipo di dispositivo. L’85% dei maturandi sa che il cellulare va consegnato prima dell’inizio delle prove, pena l’invalidazione della prova e dell’esame. Rimane però uno zoccolo del 15% che potrebbe commettere errori.
Nel dettaglio il 10% dei candidati pensa di poter tenere il cellulare in tasca purché rimanga spento; un ulteriore 5% ritiene di poterlo usare, valutando al massimo un abbassamento del voto come conseguenza. Su questi numeri la campagna richiama la differenza tra regole formali e convinzioni diffuse.
La percentuale sale per gli smartwatch e altri dispositivi indossabili: il 19% dei maturandi potrebbe rischiare l’esclusione a causa di uno smartwatch. Di questo 19%, il 16% dichiara che lo terrebbe al polso a patto che sia disconnesso da Internet, mentre il 3% crede di poterlo usare senza alcuna limitazione.
Infine quasi un quarto dei maturandi, il 23%, è convinto di poter portare in aula dispositivi tecnologici o app che consentono di usare l’intelligenza artificiale senza connessione. Di questi, il 20% ritiene che basti non comunicare con l’esterno e il 3% pensa che un eventuale richiamo si traduca solo in una penalità sul voto.
Polizia di Stato e Skuola.net e la diretta web
La strategia della campagna si basa su informazione e prevenzione, con contenuti pensati per i canali frequentati dai ragazzi: video e post social che smontano le principali bufale ricorrenti. Gli operatori del Commissariato online sono a disposizione dei maturandi per chiarire dubbi e fornire indicazioni pratiche.
Per l’ultimo giro di chiarimenti, Skuola.net organizza una diretta web questa sera alle ore 20. Alla trasmissione parteciperà un rappresentante della Polizia di Stato e un rappresentante dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con l’obiettivo di rispondere alle domande degli studenti.
La campagna ribadisce i punti fermi: consegnare il cellulare prima dell’inizio delle prove; non portare device indossabili che possano generare dubbi; usare i canali ufficiali per verificare informazioni. La diretta di questa sera alle 20 è il prossimo appuntamento pubblico indicato dagli organizzatori.
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