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Accordo Usa-Iran, firma attesa venerdì in Svizzera: Hormuz verso la riapertura

Il memorandum apre alla fine delle ostilità e alla ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz. Restano però aperti i nodi su nucleare, sanzioni, Libano e ruolo di Israele

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Secondo round di colloqui tra Iran e USA

Secondo round di colloqui tra Iran e USA | Shutterstock – alanews

Redazione Esteri di Redazione Esteri

La Redazione Esteri di alanews.it segue e analizza i principali avvenimenti internazionali, offrendo aggiornamenti tempestivi e approfondimenti sui temi che influenzano gli equilibri globali. Il team monitora costantemente politica, economia, conflitti, diplomazia e società nei diversi continenti, con particolare attenzione all’impatto delle dinamiche internazionali sull’Italia e sull’Europa. Attraverso notizie, analisi e contenuti multimediali, la redazione racconta l’attualità globale con un approccio chiaro, verificato e basato su fonti affidabili, contribuendo a fornire ai lettori una visione completa e contestualizzata degli eventi che segnano il panorama internazionale.

La firma ufficiale dell’accordo tra Stati Uniti e Iran è attesa per venerdì 19 giugno in Svizzera, nei pressi di Lucerna. Il memorandum d’intesa, secondo quanto emerso nelle ultime ore, dovrebbe aprire una nuova fase diplomatica dopo mesi di guerra e tensioni in Medio Oriente, con la riapertura progressiva dello Stretto di Hormuz e la cessazione delle ostilità “su tutti i fronti”, Libano compreso secondo la lettura iraniana. La Casa Bianca presenta l’intesa come un passo decisivo, ma il testo non è ancora stato diffuso integralmente e diversi punti restano oggetto di interpretazioni divergenti tra Washington, Teheran e gli alleati regionali.

La firma in Svizzera e il nodo Hormuz

La Svizzera ha fatto sapere che la cerimonia per la firma “fisica” dell’accordo potrebbe tenersi venerdì vicino a Lucerna. Il memorandum, già indicato da alcune fonti come un’intesa preliminare, rappresenterebbe soprattutto una cornice per la fine dei combattimenti e per l’avvio di una nuova fase negoziale. Uno dei passaggi più rilevanti riguarda lo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il traffico energetico globale, rimasto al centro della crisi tra Washington e Teheran.

Donald Trump, parlando al G7 di Evian, ha affermato che Hormuz sarà riaperto completamente e senza pedaggi. Da Teheran, però, fonti vicine ai negoziati hanno fatto filtrare una versione più cauta: il passaggio gratuito delle navi sarebbe garantito per 60 giorni, mentre le condizioni successive dovrebbero essere discusse nei negoziati tecnici. Proprio questa differenza di lettura rende il capitolo Hormuz uno dei più delicati dell’intera intesa.

Trump: “Il testo sarà reso pubblico”

Il presidente americano ha annunciato che il testo dell’accordo sarà reso pubblico in una sede formale nei prossimi giorni. Trump ha anche aperto alla possibilità di trasmettere il memorandum al Congresso, dopo le richieste arrivate da alcuni parlamentari repubblicani. Secondo il presidente Usa, il documento stabilirebbe in modo chiaro che l’Iran non potrà dotarsi di un’arma nucleare.

Il punto, tuttavia, non è ancora risolto in via definitiva. La questione nucleare dovrebbe essere affrontata nella fase successiva dei colloqui, con una finestra di 60 giorni per arrivare a un’intesa più strutturata. Fonti statunitensi e iraniane danno versioni non del tutto coincidenti anche sulle possibili misure future: Washington insiste sulla necessità che Teheran non sviluppi capacità militari nucleari, mentre l’Iran ribadisce di non voler rinunciare alla propria sovranità tecnologica e diplomatica.

Libano e Israele restano i fronti più fragili

Il memorandum dovrebbe estendersi anche al fronte libanese, dove resta alta la tensione tra Israele e Hezbollah. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che eventuali attacchi in Libano costituirebbero una violazione dell’accordo. Allo stesso tempo, media libanesi hanno riferito di nuovi colpi di artiglieria israeliani nel sud del Paese.

La posizione israeliana resta un elemento di forte incertezza. Secondo media israeliani citati da RaiNews, gli Stati Uniti avrebbero respinto la richiesta di Israele di visionare il testo del memorandum. Intanto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ribadito che le forze israeliane resteranno nelle “zone di sicurezza” in Libano, Siria e Gaza senza limiti di tempo. Una linea che potrebbe complicare l’attuazione dell’intesa, soprattutto se la cessazione delle ostilità verrà interpretata in modo diverso dalle parti coinvolte.

L’Europa pronta a sostenere la riapertura

Sul fronte europeo, Regno Unito, Francia, Germania e Italia hanno espresso disponibilità a collaborare con Stati Uniti, Iran e partner regionali per consolidare la finestra diplomatica aperta dall’accordo. Il gruppo E4 ha ribadito che Teheran “non dovrà mai acquisire armi nucleari”, ma si è detto pronto a valutare la revoca di alcune sanzioni nel quadro di un percorso negoziale.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il memorandum Usa-Iran “un’occasione di pace da cogliere” e ha aperto alla possibilità di un contributo italiano a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz, subordinando però l’eventuale partecipazione alla necessaria autorizzazione parlamentare. L’accordo, dunque, segna un passaggio politico importante, ma non chiude la crisi: la tenuta della tregua dipenderà dai prossimi giorni e dalla capacità delle parti di trasformare il memorandum in un’intesa stabile.

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