15 giugno 2026 – Francesca ha festeggiato i suoi 17 anni al reparto Grandi Ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano, dove è ricoverata dall’inizio di gennaio dopo l’incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana. Domenica, decine di persone – amici, compagni di classe e animatori dell’oratorio di Buscate — si sono radunate nel cortile dell’ospedale per festeggiarla, con i primi auguri arrivati a mezzanotte dal personale medico e la manifestazione proseguita fino al pomeriggio.
Il compleanno sotto le finestre del reparto
Uno striscione con la scritta “Sii forte e coraggiosa, noi siamo sempre qui a fare il tifo per te, ti vogliamo tanto bene” è stato esposto sotto le finestre del reparto. Palloncini, cori e maracas hanno accompagnato l’arrivo degli ospiti; a piccoli gruppi, alcuni ragazzi si sono coperti con camici e mascherine e sono saliti in reparto per parlare con Francesca in camera. Alcune amiche dell’oratorio hanno raccontato che “è sempre la stessa, molto spiritosa e autoironica”. Bouquet, pasticcini e una torta con una sua foto sono stati portati in stanza; tra i regali, secondo le amiche, c’erano jeans, sneakers, profumi e braccialetti che la ragazza amava indossare e che la notte dell’incendio aveva perso.
Le condizioni e i progressi dopo l’incendio al Crans-Montana
Francesca presenta ustioni di secondo e terzo grado sul 70% del corpo e ha subito 50 interventi nei sei mesi di degenza. Dovrà restare al Niguarda ancora per alcune settimane mentre proseguono terapie e riabilitazione. Il padre Stefano ha ricordato il momento del ritrovamento dopo l’incendio: “L’ho trovata al bar di fronte, era seduta su uno sgabello, chiedeva: ‘Sono morta? Cosa è successo?'”. Negli ultimi giorni la ragazza ha tolto il sondino nasogastrico ed è tornata a mangiare. “Da un paio di settimane ha cominciato a camminare col deambulatore e riesce a stare seduta per un paio d’ore”, ha aggiunto il padre.
Didattica e promozioni: come hanno seguito le scuole i giovani feriti
Sotto le finestre erano presenti anche i familiari degli altri feriti italiani. I parenti hanno riferito che tutti i giovani feriti italiani sono stati promossi grazie a programmi di didattica a distanza o a piani didattici personalizzati predisposti dalle rispettive scuole. Diversa la situazione per i giovani svizzeri: i genitori hanno segnalato che le loro scuole non hanno fatto avanzare i figli all’anno successivo. Il padre di Giuseppe ha confermato la prosecuzione delle cure: “Nostro figlio ha difficoltà di concentrazione dopo ciò che è accaduto, ma con l’aiuto della scuola, il Gonzaga, ha superato l’anno”, precisando che il ragazzo continuerà le sedute di laser e porterà le guaine protettive prescritte. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, presente al Niguarda per gli auguri, ha ricordato l’impegno sanitario: “Per curare i feriti di Crans-Montana sono stati fatti un migliaio di interventi”.
Crans-Montana, cosa prevede la legge italiana
L’incendio di Crans-Montana ha riaperto il dibattito sulla sicurezza nei locali notturni e sulle norme antincendio in vigore nelle stazioni turistiche alpine. Il locale Le Constellation si trovava a Crans-Montana, rinomata stazione sciistica del Canton Vallese, in Svizzera, a circa 1.500 metri di altitudine. Nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, durante i festeggiamenti di Capodanno, le fiamme si propagarono rapidamente nell’ambiente affollato, rendendo difficile la fuga per molti avventori. I feriti più gravi furono trasferiti in ospedali specializzati in diversi Paesi: i giovani italiani vennero indirizzati verso strutture d’eccellenza come il Niguarda, uno dei centri più attrezzati in Italia per il trattamento delle grandi ustioni.
Per approfondire: Strage di Crans-Montana: le vittime erano sobrie e le vie di fuga erano sbarrate
