12 giugno 2026 – Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato oggi gli esiti della mobilità del personale ATA per l’anno scolastico 2026/2027. Bidelli, segretari scolastici, assistenti tecnici e tutto il personale non docente che lavora ogni giorno nelle scuole italiane può ora conoscere l’esito della propria domanda di trasferimento o passaggio di profilo. La pubblicazione – che completa il ciclo avviato con gli esiti per docenti e personale educativo – riguarda trasferimenti provinciali, interprovinciali e passaggi di profilo, in attuazione dell’Ordinanza ministeriale n. 43 del 2026.
Come verificare l’esito: tre canali a disposizione
Il personale scolastico che ha presentato domanda di mobilità ha ricevuto la notifica dell’esito direttamente via posta elettronica e tramite l’app IO. Chi preferisce consultarlo autonomamente può accedere alla piattaforma Istanze Online del Ministero. In parallelo, gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali hanno pubblicato sui propri siti istituzionali i bollettini con i risultati complessivi di tutte le operazioni. La Flc Cgil ha confermato che la pubblicazione rispetta il calendario stabilito dall’Ordinanza ministeriale n. 43 del 2026. Restano possibili rettifiche nei casi previsti dal Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) sulla mobilità scolastica.
Quasi 35mila posti vacanti nelle scuole italiane
I numeri elaborati dalla Uil Scuola fotografano una situazione di carenza diffusa: al termine delle operazioni di mobilità restano 34.969 posti vacanti nelle scuole a livello nazionale. La categoria più scoperta è quella dei collaboratori scolastici – i cosiddetti bidelli – con 21.391 posti disponibili. Seguono gli assistenti amministrativi delle segreterie scolastiche con 8.374 posti, gli assistenti tecnici nei laboratori con 3.597, i funzionari ed elevate qualificazioni (EQ) con 971. Più contenute, ma comunque significative, le vacanze tra operatori dei servizi agrari (241 posti), cuochi (216), guardarobieri (136) e infermieri scolastici (43).
Il nodo del precariato nella scuola: la richiesta dei sindacati
Di fronte a questi numeri, la Uil Scuola è chiara: tutti i posti vacanti devono essere destinati alle immissioni in ruolo, ovvero a contratti stabili e a tempo indeterminato. Il sindacato denuncia come il ricorso ai contratti a tempo determinato nel comparto ATA continui a crescere di anno in anno, mentre le assunzioni a tempo indeterminato non riescono nemmeno a coprire il turnover naturale del personale che va in pensione.
A sostenere la battaglia sindacale arriva anche una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha censurato l’abuso dei contratti precari nel settore ATA delle scuole italiane. Sulla base di questo pronunciamento, la Uil Scuola chiede con forza “un piano straordinario di stabilizzazione” per migliaia di lavoratori che ogni anno garantiscono il funzionamento degli istituti senza prospettive certe di continuità occupazionale.
Cosa succede adesso nelle scuole
Sul piano operativo, le scuole riceveranno l’assegnazione del personale ATA in base ai movimenti appena pubblicati. Gli Uffici Scolastici aggiorneranno i bollettini con eventuali rettifiche nei casi previsti dal CCNI. Per il personale scolastico rimasto in attesa, i prossimi passaggi riguarderanno le operazioni di assunzione sui posti rimasti vacanti – al centro del braccio di ferro tra sindacati e Ministero dell’Istruzione sulla riduzione del precariato nella scuola pubblica italiana
