La Procura di Napoli l’11 giugno 2026 ha ritenuto irregolari oltre 4.200 iscrizioni all’Università Telematica Pegaso. Gli atti hanno contestato le procedure di immatricolazione, il riconoscimento dei crediti formativi e l’organizzazione di esami e tirocini a distanza. L’indagine, partita da verifiche su iscrizioni e pratiche amministrative, ha portato i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria a eseguire perquisizioni personali, domiciliari e informatiche e ne è seguito l’inserimento di 40 persone nel registro degli indagati.
L’inchiesta sull’Università Pegaso
L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno e affidata ai sostituti procuratori Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francescapaola Colonna Romano. Gli atti contestano, tra l’altro, presunte irregolarità nelle procedure di immatricolazione, nel riconoscimento dei crediti formativi e nell’organizzazione di esami e tirocini a distanza. Un capitolo a parte riguarda lo svolgimento degli esami a distanza: dalle indagini emergono l’uso, sui dispositivi degli studenti, di software di accesso remoto come TeamViewer e AnyDesk e la presunta condivisione preventiva di panieri contenenti domande e risposte delle prove d’esame.
Gli inquirenti ipotizzano anche reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica: associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. Tra gli indagati figurano, a vario titolo, Danilo Iervolino – fondatore e proprietario della Pegaso fino a maggio 2022 – e Andrea Buonomo, già direttore operativo e commerciale del gruppo Multiversity. Gli investigatori riferiscono che, sulla base di verifiche tecniche, le condotte contestate risalgono al periodo di guida di Iervolino e si sarebbero protratte negli anni successivi fino al 2025; gli atti indicano come obiettivo l’ampliamento della base degli iscritti e l’incremento dei ricavi dell’offerta formativa.
Il Tribunale del Riesame è stato chiamato a pronunciarsi sulle impugnazioni contro sequestri e perquisizioni: in diverse udienze gli atti segnalano che le misure disposte dalla Procura sono state confermate nella loro legittimità.
Pegaso, ministero e sindacato: le dichiarazioni
L’Università Telematica Pegaso si è costituita parte lesa nel procedimento e ha avviato un audit interno che ha portato alla presentazione di un esposto formale alle autorità, principalmente relativo ai controlli sui requisiti di iscrizione a un corso professionalizzante. L’ateneo sostiene che i casi segnalati riguardano situazioni isolate risalenti a diversi anni fa, circoscritte a un numero limitato di ex dipendenti e studenti, e che i dipendenti coinvolti non sono più associati all’istituzione a seguito delle verifiche interne e dei procedimenti disciplinari.
La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha annunciato che il ministero chiederà l’acquisizione degli atti per valutare le verifiche svolte e agire di conseguenza; in conferenza a Palazzo Chigi ha aggiunto: “tutto quello che può illuminare per noi è benvenuto“. Il decreto ministeriale n. 1835 del 2024, ricorda il dossier d’indagine, aveva già introdotto regole più rigorose per la didattica a distanza e previsto il ritorno degli esami in presenza come modalità ordinaria.
La Federazione Lavoratori della Conoscenza della CGIL, tramite la segretaria generale Gianna Fracassi, ha dichiarato di aver prodotto dossier e segnalazioni al Ministero e considera l’indagine un elemento da cui partire per verifiche più ampie sul sistema degli atenei for profit; Fracassi ha aggiunto: “la laurea deve tornare a essere il risultato di un percorso di studio autentico”
Gli atti investigativi citano anche un accertamento sulla eventuale responsabilità amministrativa del gruppo ai sensi del decreto legislativo 231/2001, con la contestazione che Multiversity e Università Pegaso avrebbero beneficiato dell’ampliamento della base degli iscritti.
Al momento risultano 40 persone iscritte nel registro degli indagati; le perquisizioni sono state eseguite dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e il Tribunale del Riesame ha già pronunciato udienze confermando, in più decisioni indicate negli atti, la legittimità di alcuni provvedimenti istruttori.
