A Londra, l’11 giugno 2026 si è dimesso il ministro della Difesa John Healey.
Ha annunciato le dimissioni in una lettera pubblicata su X, motivandole con «disaccordi sulla spesa militare».
La decisione arriva dopo mesi di negoziati bloccati tra il ministero della Difesa e il Tesoro, il rinvio del Piano di Investimento per la Difesa e le accuse dell’industria bellica: è la seconda uscita di rilievo nel governo Starmer dopo la partenza di Wes Streeting a metà maggio.
Il motivo: disaccordi sulla spesa militare
Nella lettera pubblicata sul social X Healey ha rivolto parole dure al primo ministro e ai vertici del Tesoro, attribuendo la scelta a divergenze sulla quantità e sui tempi degli impegni finanziari destinati alla difesa.
«Lei non è stato in grado – rivolgendosi a Starmer -, e il Tesoro non ha voluto, impegnare le risorse di cui la nazione ha bisogno per difendere il Paese in questo momento di crescenti minacce».
Il passaggio è stato ripreso integralmente nella comunicazione diffusa dall’ex ministro, che ha collegato la scelta alle conseguenze pratiche del mancato stanziamento sulle capacità industriali e programmatiche del settore militare.
Le trattative bloccate e l’industria della difesa
I ministeri della Difesa e delle Finanze sono «bloccati da mesi», scrive il pezzo di ricostruzione: il Piano di Investimento per la Difesa britannico è stato rinviato dallo scorso anno e non ha ancora una road map finanziaria definita.
L’industria della difesa, secondo quanto riportato, ha detto di non poter avviare investimenti su programmi a lungo termine senza certezze sul finanziamento, un vincolo che il settore definisce incompatibile con l’attuale volatilità geopolitica.
Nel testo si sottolinea anche il contesto internazionale: mentre Londra chiede maggiori sforzi, gli Stati Uniti si stanno progressivamente allontanando dal ruolo di tutela diretta dell’Europa, secondo le valutazioni citate nella ricostruzione del quadro strategico.
Impatto politico: la seconda defezione
Si tratta della seconda dimissione di rilievo nell’esecutivo laburista in meno di un mese. A metà maggio Wes Streeting aveva lasciato il governo dopo i risultati negativi del Labour nelle elezioni amministrative, con l’intento dichiarato di sfidare la leadership del partito.
La partenza di Healey aggiunge pressione sul premier Keir Starmer e apre interrogativi sulla tenuta della squadra di governo in un momento in cui le scelte sul bilancio e sulla difesa restano al centro del dibattito politico e industriale.
È la seconda dimissione di rilievo in meno di un mese dopo le dimissioni di Wes Streeting a metà maggio.
