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Achille Lauro conquista 60mila all’Olimpico, sul palco anche Antonello Venditti a sorpresa

Tra simboli biblici, omaggi a Fellini e il duetto con Antonello Venditti, Achille Lauro trasforma l’Olimpico in un racconto teatrale davanti a 60mila spettatori

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Achille Lauro sul palco. Conquista lo Stadio Olimpico di Roma con 60mila spettatori

Achille Lauro | Ansa/ FABIO FRUSTACI

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Sessantamila persone hanno riempito l’Olimpico di Roma, immerse in un’atmosfera densa di simboli e immagini che si rincorrevano sui maxi schermi. Achille Lauro non si è limitato a cantare: ha guidato il pubblico in un viaggio chiamato “Paradiso”, strutturato in quattro atti, dove si sono intrecciate figure bibliche e omaggi al cinema. Non un semplice concerto, ma un racconto teatrale che ha attraversato generazioni, toccando il cuore di giovani innamorati e spettatori più maturi. La serata si è chiusa con un messaggio potente: “E così persero il cielo e con esso il diritto all’eterno, condannati a vivere una vita soltanto. Comuni Immortali”. A Roma si respirava già l’attesa per il prossimo appuntamento, fissato nel 2027, quando la città tornerà a vibrare di nuovo sotto il segno di Lauro e della sua folla.

Sul palco dell’Olimpico, Lauro non ha voluto limitarsi a suonare. Ha costruito una vera e propria narrazione, quasi un film, che si sviluppa attraverso le sue canzoni. “Ho tanti brani che sono entrati nella vita delle persone”, ha spiegato, sottolineando il legame profondo che la sua musica ha creato. La tournée è partita da Rimini e si è diffusa negli stadi, con tre date importanti a giugno: il 7 e il 10 a Roma, il 15 a Milano. E non finisce qui: nel 2027 sono in programma dieci nuovi appuntamenti, compreso il sold out del 30 giugno all’Olimpico, a cui si aggiungerà un bis il giorno dopo.

Il concerto è stato un viaggio visivo e sonoro che ha preso spunto dal Paradiso terrestre: Eva tra le divinità, il serpente tentatore con la mela, la caduta all’inferno e la risalita con la purificazione nella Fontana di Trevi, chiaro omaggio alla celebre scena di Fellini ne “La dolce vita”. Questo gioco di immagini regala allo spettatore una doppia chiave di lettura, spirituale e culturale insieme, che dà nuova forza ai brani.

Dietro le quinte, Lauro ha raccontato che il cortometraggio proiettato nasce da un progetto suo con il team, che potrebbe aprire la strada a un futuro nel cinema. Un modo nuovo per arricchire la sua arte e offrire al pubblico un’esperienza più completa, fatta non solo di canzoni ma di un racconto organico e profondo.

Antonello Venditti, il cuore di Roma sul palco con Lauro

Tra i momenti più emozionanti della serata c’è stata la presenza di Antonello Venditti, vero simbolo della musica romana e voce di una generazione. Lauro ha parlato con sincerità del legame con Venditti, raccontando di essere cresciuto ascoltando la sua musica, come tanti italiani.

Insieme hanno cantato “Che tesoro che sei”, un brano in uscita e la storica “Notte prima degli esami”, con Venditti al pianoforte. Non è stato solo un duetto, ma un gesto carico di significato: un omaggio a un’icona della Capitale e a un pezzo di storia condivisa. Lauro ha definito Venditti “la nostra adolescenza” e la città stessa.

La scelta di invitare Venditti dice molto della maturità artistica di Lauro: niente provocazioni, solo un rispetto profondo per le radici e la cultura romana, un ponte tra passato e presente costruito davanti a migliaia di persone.

Da una lunga gavetta all’Olimpico: la consacrazione di Achille Lauro

Il debutto all’Olimpico è una tappa cruciale per Lauro, frutto di anni di lavoro e sacrifici. Ha ricordato come all’inizio nessuno gli aprisse le porte, costretto a prendere in affitto locali e pagare di tasca propria per esibirsi, infilando da solo le proprie canzoni nelle scalette. La sua musica è sempre stata sincera, e questo ha creato un legame forte con il pubblico. Oggi quel percorso si traduce in una tournée sold out e in un progetto che coinvolgerà gli stadi di tutta Italia nei prossimi anni. Il tutto confermato non solo dall’entusiasmo a Roma, ma anche dal sold out anticipato per l’Olimpico del 2027, che ha già spinto a fissare una seconda data.

Anche lo spettacolo riflette questa crescita: meno provocazioni rispetto agli esordi, ma ugualmente intenso e capace di coinvolgere. La cura nella narrazione visiva dimostra come Lauro abbia affinato la sua arte, mettendo al centro la musica senza rinunciare a un racconto visivo potente. Il concerto di Roma è stato più di un evento musicale: è la storia di un artista che celebra la sua città, la sua gente e se stesso, guardando con fiducia a un futuro pieno di nuove sfide e appuntamenti.

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