10 giugno 2026- A Roma il II Rapporto di Andos e Crea Sanità sugli effetti del tumore al seno sulla qualità di vita è stato presentato oggi. L’analisi, condotta su 1.590 partecipanti, descrive ricadute fisiche, psicologiche, relazionali e occupazionali.
Il documento indica che sintomi e problemi possono durare anni dopo la diagnosi e propone percorsi di presa in carico integrata con l’uso sistematico dei Patient‑Reported Outcomes.
Salute mentale: depressione e ansia nelle pazienti con tumore al seno
Circa un terzo delle donne con tumore della mammella presenta sintomi depressivi clinicamente rilevanti. L’ansia risulta la componente più diffusa: 21,2% segnala livelli moderati, 10,9% livelli severi e 47,9% sintomi lievi. Accanto a questo emergono affaticamento, disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione. Vengono inoltre riferiti isolamento percepito e perdita di autostima. Le preoccupazioni più citate riguardano il rischio di recidiva, gli effetti collaterali dei trattamenti e il futuro dei familiari: tra il 65–75% delle intervistate considera questi aspetti di impatto importante.
Relazioni e sessualità: i numeri del disagio riferito
Lo stress di coppia aumenta per il 52% delle pazienti dopo la diagnosi o durante le cure. La sfera dell’intimità risente in modo marcato: il 67% riporta problemi sessuali significativi, che possono persistere anche dopo la fine dei trattamenti. Le scelte di vita cambiano: oltre il 45% dichiara modifiche “abbastanza rilevanti” ai propri progetti e il 22% un impatto “molto” o “moltissimo” rilevante. Nella fascia under 40, il 58,1% riferisce di aver rinunciato alla maternità.
Lavoro e tutele: interruzioni, riduzioni e cambi di ruolo
Il versante occupazionale registra uno stop per circa il 10% del campione, che interrompe del tutto lavoro o formazione. Più di 1 su 5 riduce le ore e circa il 6% cambia ruolo o occupazione. Le difficoltà sono riportate più spesso tra lavoratrici dipendenti con contratti a tempo determinato e indeterminato. Dalle risposte emergono differenze legate ai trattamenti: la chemioterapia si associa a criticità maggiori nel breve periodo, mentre l’ormonoterapia tende a generare problemi che si protraggono nel tempo.
Le richieste dal fronte clinico e associativo
Le indicazioni organizzative arrivano dalle istituzioni coinvolte. Federico Spandonaro, presidente del Comitato scientifico di Crea Sanità, ha evidenziato conseguenze organizzative, sociali ed economiche che richiedono investimenti in percorsi strutturati e continuità assistenziale. In parallelo, Barbara Polistena, direttore scientifico di Crea Sanità, ha ricordato che il disagio emotivo può oltrepassare la fase acuta delle cure e necessita di un approccio multidisciplinare. Sul fronte del supporto, Flori Degrassi, presidente nazionale Andos, ha chiesto che il sostegno psiconcologico e sociale diventi «parte integrante del percorso di cura» e non un servizio accessorio. Massimo Di Maio, presidente Aiom, ha sottolineato il ruolo dei Patient‑Reported Outcomes per orientare terapie più centrate sulla persona.
Campione e incidenza: dati di base
Nel campione hanno completato il questionario 1.051 donne su 1.590 coinvolte. La neoplasia colpisce ogni anno oltre 53mila persone. Il rapporto propone l’adozione sistematica dei Patient‑Reported Outcomes all’interno di percorsi di presa in carico integrati.
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