OpenAI, con sede a San Francisco, trasformerà ChatGPT in una super-app per aziende nelle prossime settimane. Intende introdurre strumenti per la programmazione, agenti autonomi e integrazioni con partner come Canva e Booking per aumentare i ricavi e spingere gli utenti verso funzionalità a pagamento. Secondo il Financial Times e fonti interne, la mossa, annunciata dopo la risoluzione della controversia legale con Elon Musk, mira a contrastare la concorrenza di Anthropic e del suo prodotto Mythos e riguarda modifiche all’interfaccia web e alle app per smartphone e Pc.
Il Financial Times riferisce che la trasformazione comprenderà strumenti per programmatori, agenti autonomi e nuovi prodotti pensati per la monetizzazione. Le fonti citano integrazioni con app esterne, con nomi come Canva e Booking. L’intervento tecnico toccherà sia la versione web sia le applicazioni mobili, con modifiche orientate a far emergere funzioni professionali e di produttività.
Thibault Sottiaux, indicato come ex responsabile di Codex e oggi a capo dei prodotti e della piattaforma di OpenAI, ha detto al Financial Times: «Andremo oltre l’interfaccia attuale. Stiamo costruendo qualcosa in cui ogni persona avrà un proprio agente personale, capace di assisterla in ogni aspetto della vita, sia privata sia lavorativa». Sottiaux ha aggiunto che l’assistente sarà accessibile da smartphone, Pc e Web e supporterà l’interazione vocale.
Le fonti descrivono agenti in grado di svolgere compiti ripetuti e concreti: organizzazione di viaggi, gestione di riunioni e calendari e altre attività delegabili dagli utenti. Non sono stati forniti dettagli tecnici su tempistiche precise oltre alla formula generale «nelle prossime settimane», né cifre sui ricavi attesi dai nuovi strumenti.
Obiettivi economici e preparazione all’Ipo
Il passaggio a una super-app risponde a due esigenze indicate dalle fonti: preparare l’azienda alla quotazione in borsa e creare flussi di ricavo più solidi rispetto all’offerta gratuita. ChatGPT ha attirato quasi 1 miliardo di utenti, ma gran parte degli accessi non genera entrate significative, una condizione che può rendere meno appetibile l’azienda per gli investitori in vista dell’Ipo.
Le scelte strategiche riportate dal Financial Times segnano un cambio di focus verso il mercato business, in parte ispirato da concorrenti come Anthropic. OpenAI, secondo le stesse ricostruzioni, punta a offrire prodotti a maggior valore aggiunto per attrarre capitale e dimostrare la sostenibilità del modello di business.
Il passaggio a una piattaforma che calibra funzioni gratuite e servizi a pagamento include un maggiore impiego di strumenti per professionisti: generazione di contenuti avanzata, tool per la programmazione e integrazioni con applicazioni terze. Le nuove interfacce dovrebbero indirizzare con più frequenza gli utenti verso queste aree a pagamento.
Come cambia l’esperienza d’uso
Dal punto di vista pratico, le modifiche previste riguarderanno l’interfaccia e l’esperienza d’uso: una nuova interfaccia web e aggiornamenti alle app mobili che metteranno in evidenza agenti e strumenti professionali. Gli agenti saranno progettati per operare su compiti ripetuti o complessi e per collegarsi a servizi terzi quando richiesto dall’utente, secondo le descrizioni fornite alle testate.
L’accesso sarà possibile da Pc e da smartphone e comprenderà funzioni di interazione vocale, come indicato da Sottiaux. Tra gli ambiti citati che potrebbero essere automatizzati figurano l’organizzazione di viaggi e riunioni, la gestione di calendari e la generazione di contenuti. Tra i partner esterni già menzionati vi sono Canva e Booking, che dovrebbero comparire tra le integrazioni iniziali.
La trasformazione è annunciata per le prossime settimane; al momento le informazioni pubbliche provengono dalle inchieste del Financial Times e da dichiarazioni interne riportate dalle stesse fonti. Data dell’articolo originale: 7 giugno 2026.

