Uno scandalo ha recentemente colpito la compagnia compagnia aerea nazionale canadese Air Canada. Secondo quanto riportato da diverse testate internazionali – tra cui BBC e CNN – l’ex pilota Geoffrey Wall, 59 anni, avrebbe pilotato centinaia di voli internazionali, trasportando migliaia di passeggeri e guidato alcuni dei più grandi aerei della flotta, senza averne il titolo. E da ben 17 anni.
Lo scandalo Air Canada
L’uomo è stato incriminato con diverse accuse di frode e falsificazione di documenti. Un’indagine avrebbe scoperto che, tra il 2009 e il 2025, ha operato come comandante senza possedere la licenza di trasporto aereo (ATPL), obbligatoria per pilotare grandi aerei commerciali.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia regionale di Peel, Wall avrebbe effettuato oltre 900 voli nazionali e internazionali utilizzando documentazione ritenuta falsa per attestare qualifiche che in realtà non possedeva. Le autorità sostengono che il pilota disponesse di una regolare licenza commerciale. Licenza che era sufficiente per alcune attività di volo, ma non della certificazione richiesta per assumere il comando di velivoli come i Boeing 767, Boeing 777 e Boeing 787 Dreamliner.
Le indagini sul “finto” pilota
L’anomalia sarebbe emersa durante un controllo di routine effettuato da Transport Canada nel 2025. Gli ispettori avrebbero rilevato incongruenze nei documenti presentati dal pilota, facendo partire un’indagine che ha portato alla sua incriminazione.
Air Canada ha precisato che Wall è stato immediatamente rimosso dal servizio una volta scoperta la situazione. Il caso è stato segnalato volontariamente alle autorità competenti. La compagnia sostiene che la sicurezza dei passeggeri non sia stata compromessa, poiché tutti i piloti sono sottoposti a verifiche e addestramenti periodici molto rigorosi.
L’ex comandante di Air Canada indagato per frode
Gli investigatori ritengono che l’ex comandante abbia percepito circa 2,9 milioni di dollari canadesi durante il periodo in cui avrebbe svolto l’incarico. Oltre alle accuse di frode, gli viene contestato anche l’utilizzo di documenti contraffatti e la presentazione di una falsa denuncia relativa al presunto furto delle proprie credenziali professionali.
