Volodymyr Zelensky non usa la parola “sconfitta”, eppure i dati che cita sono durissimi. Al Guardian ha parlato di una Russia che, mese dopo mese, perde più di 30mila soldati: tra morti e feriti gravi, il bilancio supera le 20mila vittime, forse anche di più. Un prezzo altissimo, che segna una chiara perdita di terreno per Mosca. Per il presidente ucraino, questa continua emorragia di uomini racconta senza filtri una realtà: il Cremlino non sta affatto vincendo. L’isolamento politico e militare in Europa e negli Stati Uniti sembra consolidarsi ogni giorno di più.
Negli ultimi mesi la Russia ha provato a rafforzare le sue alleanze in Moldavia, Armenia e persino in Azerbaigian, puntando su candidati filo-Cremlino. Ma tutti questi tentativi sono finiti in un nulla di fatto. Zelensky sottolinea come Mosca stia perdendo non solo terreno, ma anche peso politico ed economico, finendo sempre più isolata in Europa e negli Stati Uniti.
La debolezza di Mosca emerge anche nei suoi tentativi falliti di influenzare la regione, ostacolati da governi e popolazioni che si allontanano sempre di più dal Cremlino. Il costo è alto: la Russia rischia di perdere credibilità e capacità di incidere sulla scena geopolitica.
Stati Uniti, tensioni e nuovi scenari
Zelensky non risparmia critiche, soprattutto riguardo ai rapporti con gli Stati Uniti e in particolare al presidente Donald Trump: “Putin mente, gioca con te e con la Casa Bianca”. L’Ucraina è comunque grata per il sostegno militare americano che ha aiutato Kiev nei primi mesi del conflitto. Ma con l’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente, soprattutto con l’Iran, l’attenzione degli Usa si è spostata, indebolendo un po’ il flusso di aiuti verso l’Ucraina.
Il presidente ucraino segnala inoltre come il suo Paese non abbia mai ricevuto un sostegno paragonabile a quello degli alleati del Golfo o di Israele. Per questo chiede una maggiore collaborazione europea per sviluppare un sistema antimissilistico alternativo a quello americano, offrendo in cambio l’esperienza ucraina nell’uso dei droni da combattimento, un patrimonio tecnologico prezioso per la Nato e i partner europei.
Divisioni interne in Russia e crisi economica
Secondo Zelensky, la chiave per la vittoria sarà quando la popolazione russa capirà davvero il costo della guerra, che non è solo lontano, ma colpisce anche loro. Il presidente parla di profonde divisioni all’interno della cerchia ristretta di Putin: metà dei consiglieri vorrebbe andare avanti con il conflitto, l’altra metà spinge per la pace.
Sul fronte economico, le difficoltà di Mosca sono ormai evidenti: le sanzioni stringono, le entrate calano e le spese militari pesano sempre di più. Una situazione che mette il Cremlino sull’orlo del collasso.
Diplomazia in movimento: Macron, Trump e il G7
Intanto Zelensky è impegnato su più fronti diplomatici per cercare una via d’uscita. Ha avuto un confronto importante con Emmanuel Macron, con cui ha rivisto strategie e programmato i passi da seguire in vista del prossimo G7 in Francia. L’obiettivo è chiaro: sfruttare ogni occasione per spingere la diplomazia e provare a mettere fine al conflitto.
Sul fronte Usa, Zelensky ha condiviso sui social la telefonata con gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, definendo l’incontro “molto positivo”. I due si sono detti pronti a impegnarsi con forza già nelle prossime settimane per rilanciare il dialogo.
Regno Unito, re Carlo III e un invito a Kiev
Sul versante europeo, il legame con il Regno Unito resta solido. Zelensky ha pubblicato su X la foto e le parole che raccontano il suo “ottimo colloquio” con re Carlo III al Castello di Windsor. Il presidente ha ringraziato la monarchia e il popolo britannico per il sostegno costante e non ha nascosto il desiderio di invitare il sovrano a Kiev già nel 2024, anche se la sicurezza resta un nodo da sciogliere.
Il rapporto stretto tra leader, simboli e paesi alleati continua a essere un tassello fondamentale nella strategia ucraina per rafforzare i sostegni e spingere verso una soluzione diplomatica della guerra.
