L’Italia celebra oggi, martedì 2 giugno 2026, uno degli anniversari più significativi della sua storia contemporanea. La festa della Repubblica non è soltanto una giornata di celebrazioni, bensì anche un momento per ricordare la scelta che, ottant’anni fa, cambiò definitivamente l’assetto istituzionale del Paese. Nel 1946 milioni di italiani furono chiamati alle urne per decidere il futuro dello Stato, scegliendo tra monarchia e repubblica. Da quel voto nacque l’Italia democratica che conosciamo oggi.
Il referendum che chiese di scegliere tra repubblica e monarchia
Per comprendere il significato della Festa della Repubblica bisogna tornare ai giorni del 2 e 3 giugno 1946. L’Italia usciva dalla Seconda Guerra Mondiale profondamente segnata dal conflitto e da oltre vent’anni di dittatura fascista. In quel contesto si svolse un referendum istituzionale senza precedenti, durante il quale i cittadini furono chiamati a scegliere se mantenere la monarchia dei Savoia oppure dare vita a una repubblica.
Per la prima volta parteciparono al voto anche le donne, in una consultazione destinata a segnare la storia nazionale. L’affluenza raggiunse circa l’89% degli aventi diritto e il risultato premiò la repubblica con il 54,3% delle preferenze, contro il 45,7% ottenuto dalla monarchia. In termini assoluti, oltre dodici milioni di elettori votarono per il cambiamento, mentre circa dieci milioni scelsero la continuità con il passato.
I risultati furono resi noti il 10 giugno, ma la proclamazione ufficiale arrivò soltanto il 18 giugno, quando la Corte di Cassazione confermò la vittoria della repubblica. Nel frattempo re Umberto II aveva già lasciato l’Italia per l’esilio.
Quando la Festa della Repubblica venne modificata
La prima celebrazione della nuova ricorrenza si svolse il 2 giugno 1947. Due anni più tardi, con la legge n. 260 del 1949, la Festa della Repubblica divenne ufficialmente una festività nazionale.
La situazione cambiò però nel 1977, durante una fase di forte difficoltà economica per il Paese. Per contenere i costi e favorire la produttività, il governo decise di modificare diverse festività civili. Anche il 2 giugno venne coinvolto nel provvedimento: la celebrazione perse la sua collocazione fissa e fu spostata alla prima domenica di giugno.
Per oltre vent’anni la Festa della Repubblica non venne quindi celebrata nella sua data originaria. Soltanto nel 2001, grazie all’iniziativa dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il 2 giugno tornò a essere festa nazionale a tutti gli effetti.
Festa della Repubblica, le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario
L’edizione del 2026 assume un valore particolare perché coincide con gli ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana. Per questo motivo il programma delle celebrazioni è particolarmente ricco.
La giornata si apre tradizionalmente all’Altare della Patria, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rende omaggio al Milite Ignoto con la deposizione di una corona d’alloro in memoria dei caduti. Successivamente l’attenzione si sposta su via dei Fori Imperiali, teatro della storica parata militare alla presenza delle più alte cariche dello Stato.
Sfilano reparti delle Forze Armate, delle forze dell’ordine, della Croce Rossa e dei Vigili del Fuoco, in una manifestazione che rappresenta uno dei momenti simbolici della ricorrenza. A chiudere la cerimonia è il tradizionale passaggio delle Frecce Tricolori, che colorano il cielo di Roma con i colori della bandiera italiana.
Musei aperti e iniziative per i cittadini
Le celebrazioni non si limitano agli eventi istituzionali. In occasione della Festa della Repubblica, numerosi luoghi della cultura aprono gratuitamente le proprie porte ai visitatori.
Per tutta la giornata del 2 giugno è infatti possibile accedere senza biglietto ai musei statali di Roma e del Lazio, oltre che a diversi parchi archeologici e complessi monumentali. Un’iniziativa che consente ai cittadini e ai turisti di partecipare alla ricorrenza anche attraverso la valorizzazione del patrimonio storico e artistico nazionale.
Ottant’anni dopo quel referendum che segnò la fine della monarchia e l’inizio della Repubblica, il 2 giugno continua dunque a rappresentare uno dei simboli più importanti dell’identità democratica italiana, ricordando una scelta che ha contribuito a definire il volto del Paese contemporaneo.
