Zakaria Ben Haddi, 21 anni, nato in Italia da genitori marocchini e residente a Vimercate, è stato fermato dalla procura di Milano con l’accusa di terrorismo internazionale. L’indagine, coordinata dal pm Alessandro Gobbis e dal procuratore Marcello Viola, si basa su post pubblicati sui social in cui Ben Haddi avrebbe espresso sostegno ad attentati terroristici di matrice islamica contro “i cristiani” e “l’occidente”. Nei contenuti si fa riferimento anche all’episodio di Modena del 15 maggio, quando Salim El Koudri ha investito sette persone con l’auto.
Le indagini della Digos hanno raccolto “gravi indizi di colpevolezza”, sostenendo che Ben Haddi avrebbe accelerato la propria radicalizzazione e dichiarato la disponibilità al martirio. Il fermo è stato disposto in attesa della decisione del gip Rossana Mongiardo, prevista entro il 6 giugno.
Nell’ambito della stessa inchiesta sono state eseguite perquisizioni anche su altri soggetti accusati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa. Durante l’interrogatorio, assistito dall’avvocato Paola Morelli, Ben Haddi ha negato l’intenzione di compiere attentati, affermando che i contenuti pubblicati erano a scopo divulgativo.
