L’Iran ha sospeso i colloqui e ogni comunicazione con gli Stati Uniti a causa delle operazioni militari israeliane in Libano, considerate una violazione del cessate il fuoco nel territorio libanese. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasnim, citando fonti ufficiali.
La delegazione negoziale iraniana ha interrotto gli scambi tramite mediazione, sottolineando che il cessate il fuoco era una condizione preliminare per la pace, ora ritenuta violata su più fronti. I negoziatori iraniani hanno chiesto la cessazione immediata delle operazioni israeliane sia a Gaza sia in Libano, oltre al ritiro dalle aree occupate nel Libano meridionale.
La sospensione delle trattative rimarrà in vigore finché Teheran non riceverà risposte a queste richieste.
L’Iran è pronto a chiudere lo stretto di Hormuz
Secondo il rapporto di Tasnim, l’Iran e i suoi alleati nell’Asse della resistenza — tra cui Hezbollah in Libano, Hamas nella Striscia di Gaza e gli Houthi in Yemen — hanno annunciato l’intenzione di chiudere lo Stretto di Hormuz.
Hanno inoltre minacciato di aprire nuovi fronti, incluso lo Stretto di Bab el Mandeb nel Mar Rosso, una via fondamentale per il commercio marittimo internazionale.
Negli ultimi mesi le forze armate iraniane hanno più volte indicato la possibilità di estendere il conflitto a scenari strategici come lo Stretto di Bab el Mandeb, in risposta alle azioni israeliane e dei loro alleati.
Queste dichiarazioni segnalano un aumento della tensione con possibili ripercussioni sul traffico commerciale globale e sull’equilibrio militare nella regione.
Pezeshkian e il nodo del transito nello Stretto di Hormuz
In un contesto parallelo, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affrontato il tema della sicurezza marittima durante un colloquio telefonico con la premier giapponese Sanae Takaichi. Nel corso della conversazione, Teheran ha ribadito la propria disponibilità a garantire il transito delle navi giapponesi nello Stretto di Hormuz, considerato uno dei passaggi strategici più delicati per il commercio globale.
Il presidente iraniano ha sottolineato che il Paese è pronto a facilitare il passaggio sicuro delle imbarcazioni, pur evidenziando come le principali difficoltà derivino dalle restrizioni imposte dagli Stati Uniti sul traffico marittimo e sugli scambi commerciali iraniani.
Diplomazia sotto pressione e accuse reciproche
Pezeshkian ha inoltre ribadito che l’Iran continua a dichiararsi disponibile al dialogo per la risoluzione delle controversie internazionali, ma ha accusato le altre parti coinvolte di non rispettare gli impegni presi.
Secondo la sua ricostruzione, le tensioni sarebbero alimentate da ripetute violazioni del cessate il fuoco e da azioni destabilizzanti attribuite a Israele, con il sostegno degli Stati Uniti. Una dinamica che, secondo Teheran, rende sempre più difficile il mantenimento di canali diplomatici stabili nella regione.
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