Era quasi l’alba di una giornata qualunque a Genova, quando la tranquillità dei giardini del Museo Chiossone è stata spezzata da una scena agghiacciante. Poco prima delle 10 del mattino, una ragazza di passaggio ha notato qualcosa che non poteva ignorare: un uomo che trascinava un corpo legato, come un macabro carico. Il cuore del centro storico si è trasformato in un teatro di paura. I carabinieri sono intervenuti in fretta, bloccando il sospetto e avviando le indagini su un omicidio che ha lasciato la città sotto shock.
La vittima è un italiano di 49 anni, senza fissa dimora, noto in zona per la sua condizione di emarginazione. Dai primi accertamenti emerge che l’aggressore, un senegalese, avrebbe colpito più volte l’uomo con una bottiglia durante una lite avvenuta poco prima del ritrovamento. Le telecamere di sicurezza del parco hanno ripreso la colluttazione e ora le immagini sono al centro delle indagini dei carabinieri del nucleo investigativo. Gli investigatori stanno cercando di capire cosa abbia scatenato la furia e ricostruire esattamente la dinamica dell’episodio.
Le parole della sindaca di Genova Salis
A poche ore dal fatto, la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha espresso dolore e vicinanza alla vittima. Nel suo messaggio ufficiale, ha sottolineato che un episodio così grave, che vede coinvolta una persona fragile e ai margini, deve spingere la città a reagire con concretezza e non fermarsi al semplice sgomento. Salis ha lanciato un appello: serve un lavoro coordinato tra istituzioni, forze dell’ordine e comunità per sorvegliare meglio gli spazi pubblici, intercettare il disagio sociale e combattere l’esclusione. Ha ribadito l’urgenza di siglare i Patti per la sicurezza, strumenti fondamentali per un impegno costante nella tutela dei cittadini e nella prevenzione di tragedie come questa. “Genova non può voltarsi dall’altra parte – ha detto – deve prendersi cura di chi vive ai margini, di chi è fragile, soprattutto in quei luoghi della città spesso dimenticati.”
