Sono arrivati in Italia gli attivisti della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla rimpatriati dalla Libia dopo le tensioni degli ultimi giorni nell’area di Sirte. Il gruppo è atterrato mercoledì mattina all’aeroporto di Roma Fiumicino con un volo proveniente da Istanbul, dopo essere stato trasferito da Misurata, città raggiunta sotto scorta militare in seguito allo sgombero dell’accampamento in cui si trovavano i volontari del convoglio terrestre diretto verso Gaza.
La missione, organizzata come carovana umanitaria di terra, era rimasta bloccata nei pressi di Sirte mentre cercava di proseguire il percorso verso l’Egitto e poi verso la Striscia. Secondo la ricostruzione fornita dagli attivisti e rilanciata da diversi media, il presidio sarebbe stato sgomberato con la forza da militari libici. I volontari hanno raccontato l’arrivo di camionette, uomini a volto coperto e momenti di forte tensione, fino al trasferimento forzato su pullman diretti a Misurata.
Flotilla, la missione interrotta in Libia e il rientro in Italia
Il convoglio terrestre della Global Sumud Flotilla puntava a raggiungere Gaza con aiuti umanitari, muovendosi attraverso il Nord Africa. La tappa libica, però, si è trasformata nel punto di arresto della spedizione. Dopo giorni di attesa e negoziati per ottenere il passaggio, la situazione è precipitata tra domenica e lunedì, quando una delegazione si è avvicinata a un checkpoint nella zona di Sirte per tentare una mediazione con le autorità locali.
Da quel momento, la missione ha dovuto fare i conti con due fronti: da una parte il rientro degli attivisti sgomberati dall’accampamento, dall’altra la sorte dei volontari fermati nella Libia orientale. Le autorità dell’area controllata dalle forze legate al generale Khalifa Haftar avrebbero contestato agli attivisti l’ingresso non autorizzato nella regione. Il ministero degli Esteri della Libia orientale ha sostenuto che le persone coinvolte stanno ricevendo assistenza e che le procedure si starebbero svolgendo nel rispetto della legge.
