Il 26 maggio 2026 la Procura di Modena ha chiesto ufficialmente un incidente probatorio per disporre una perizia psichiatrica su Salim El Koudri, il 31enne arrestato con l’accusa di strage e lesioni aggravate dopo i fatti avvenuti dieci giorni fa lungo via Emilia.
Cos’è successo il 16 Maggio 2026
Sono passati esattamente dieci giorni da quando Salim El Koudri, 31enne bergamasco residente a Modena, è stato arrestato con l’accusa di strage e lesioni aggravate dopo aver investito sette persone lungo via Emilia e aver tentato di accoltellarne un’altra.
Nelle settimane successive sono emersi dei dettagli: tra il 2022 e il 2024, El Koudri aveva avuto contatti con un centro di salute mentale a Castelfranco Emilia per sintomi compatibili con la schizofrenia, senza mai sottoporsi a trattamenti obbligatori e interrompendo volontariamente le cure.
La richiesta della perizia psichiatrica per El Koudri
La Procura di Modena ha chiesto la perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere dell’indagato al momento del fatto; un elemento chiave che può cambiare radicalmente le carte in tavola nel processo. La richiesta al Gip è il primo passo per ottenere un parere tecnico che aiuti a definire la responsabilità penale e a valutare eventuali attenuanti o aggravanti.
L’avvocato difensore Fausto Gianelli ha accolto con favore l’iniziativa, precisando che non si tratta di un modo per sottrarre El Koudri alle sue responsabilità, ma di un accertamento “opportuno, utile e necessario” per valutare le sue reali condizioni e i reali moventi.
Il sindaco Mezzetti: “Azioni legali contro l’odio social”
A latere delle indagini, la vicenda ha scatenato un’ondata di violenza verbale online che il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha deciso di non lasciare impunita. Come riporta Tgcom24, il primo cittadino ha annunciato che presenterà denuncia contro insulti, diffamazioni e ricostruzioni false ricevute sui social nei suoi confronti, in quelli del ministro Piantedosi, degli inquirenti e persino di una delle vittime ricoverate, precisando che gli eventuali risarcimenti ottenuti dalle cause saranno interamente devoluti ai feriti.
“Perché ci sono gli attentatori che emulano altri attentatori, ma ci possono essere anche altre menti malate che di fronte a tutto questo odio possono pensare di vendicarsi direttamente“, conclude il sindaco.
Le prossime settimane saranno decisive: l’esito della perizia psichiatrica determinerà la direzione del processo e chiarirà effettivamente se dietro quel 16 Maggio ci sia stato un atto lucido e premeditato o meno.
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