I numeri dell’epidemia di Ebola in Congo continuano a salire di ora in ora. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale e Medici Senza Frontiere parla di una corsa contro il tempo.
Ebola: allarme in crescita
L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a peggiorare. Le autorità congolesi segnalano un incremento a 904 casi sospetti nella parte orientale del Paese, principalmente nella provincia di Ituri, epicentro dell’epidemia. Il bilancio dei decessi resta incerto: il Ministero delle Comunicazioni congolese indica 119 decessi sospetti, ma i numeri diffusi a livello regionale ne contano fino a 220
Considerando anche i casi oltre confine, il quadro è ancora più grave: hanno superato quota mille i casi accertati di Ebola tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda. Nelle ultime ore tre volontari della Croce Rossa sarebbero deceduti dopo aver mostrato sintomi compatibili con il raro virus Bundibugyo, contratto mentre si prendevano cura di alcuni cadaveri risultati solo in seguito infetti. Lavoravano nella città congolese di Mongwalu, considerata l’epicentro dell’epidemia.
Sistemi sanitari al collasso
Il contesto rende la risposta estremamente difficile. La maggior parte dei casi si è verificata nell’Ituri, dove quasi un milione di persone è sfollato a causa di un conflitto decennale tra le etnie Lendu ed Hema. Medici Senza Frontiere ha denunciato che l’insicurezza nell’Ituri si è aggravata, costringendo medici e infermieri alla fuga e lasciando le strutture sanitarie al collasso. Gli sfollamenti di massa alimentano il timore di una diffusione nei grandi campi profughi, dove le condizioni igienico-sanitarie sono fragili e l’accesso alle cure è limitato.
“La sfida oggi è riuscire a curare i pazienti malati da Ebola, riuscire a tracciare i loro contatti e allo stesso tempo riuscire a garantire i servizi essenziali e l’accesso alle cure per altre malattie come la malaria, il colera e l’HIV”, afferma Valeria Greppi, capo progetto di Medici Senza Frontiere a Goma.
L’Ebola porta ad attacchi ai centri di cura
Alla crisi si aggiungono gli attacchi ai centri di cura. Nella città di Mongbwalu alcuni giovani hanno fatto irruzione in un ospedale chiedendo i corpi di due parenti, costringendo il personale a evacuare i pazienti sotto i colpi d’arma da fuoco. L’episodio è avvenuto pochi giorni dopo che altri centri di cura erano stati dati alle fiamme.
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