A oltre tre anni dall’uccisione di Thomas Bricca, arriva una nuova decisione giudiziaria che conferma quanto stabilito in primo grado. La Corte di Assise di Appello di Roma ha infatti ribadito le responsabilità degli imputati per il delitto del giovane di Alatri, assassinato nel gennaio 2023, lasciando invariate le pene già inflitte.
La sentenza rappresenta un passaggio importante in una vicenda che ha profondamente colpito la comunità locale e che continua a essere seguita con attenzione dai familiari della vittima.
Confermate le pene per Roberto e Mattia Toson
I giudici di secondo grado hanno confermato l’ergastolo nei confronti di Roberto Toson e la condanna a 24 anni di reclusione per il figlio Mattia Toson, entrambi imputati nel procedimento per l’omicidio di Thomas Bricca.
La decisione è arrivata al termine del processo d’appello celebrato nella capitale. In precedenza, la Procura generale aveva chiesto per entrambi gli imputati la pena del carcere a vita, ma la Corte ha scelto di mantenere il quadro sanzionatorio già definito nella sentenza di primo grado.
La reazione della madre di Thomas Bricca: “Sfinita ma soddisfatta”
Dopo la lettura del verdetto, la madre di Thomas Bricca, Federica Sabellico, ha espresso sentimenti contrastanti. Da un lato la stanchezza accumulata durante un lungo percorso processuale, dall’altro la soddisfazione per la conferma delle condanne.
La donna ha sottolineato l’importanza di continuare a cercare la verità e di ottenere piena giustizia per il figlio. Nelle sue dichiarazioni ha evidenziato come la famiglia sia pronta a proseguire la propria battaglia, ribadendo la necessità di restituire dignità alla memoria di Thomas.
Il padre di Thomas Bricca: “Nessuno ce lo restituirà, ma la giustizia ha fatto il suo corso”
In aula era presente anche il padre della vittima, Paolo Bricca. Al termine dell’udienza ha spiegato di aver sempre confidato in questo esito processuale.
Pur riconoscendo che nessuna sentenza potrà colmare il vuoto lasciato dalla perdita del figlio, ha accolto con favore la decisione della Corte, definendola un importante riconoscimento del percorso di giustizia intrapreso dalla famiglia.
Il ruolo delle intercettazioni nel processo
A commentare il verdetto è stato anche l’avvocato Nicola Ottaviani, legale della madre di Thomas Bricca. Secondo il professionista, le intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte nel corso delle indagini hanno avuto un peso significativo nell’accertamento delle responsabilità.
Il legale ha parlato di elementi che, nel loro insieme, avrebbero contribuito a delineare un quadro particolarmente rilevante per il procedimento. Pur ricordando che nessuna decisione giudiziaria può restituire la vita a un ragazzo di appena 18 anni, ha sottolineato come la conferma delle condanne rappresenti un passaggio fondamentale per il ripristino della legalità.
