Nuovo clamoroso cambio di casacca nel panorama politico italiano. La deputata Laura Ravetto ha ufficialmente annunciato il suo addio alla Lega di Matteo Salvini per aderire a “Futuro Nazionale”, la formazione politica guidata da Roberto Vannacci. Un addio pesante che apre di fatto l’ultima fase della legislatura, caratterizzata dalle manovre dei parlamentari in vista delle imminenti elezioni politiche del 2027. L’avvocato di origini cuneesi, in Parlamento dal lontano 2006, segna così una nuova svolta nel suo percorso, dopo aver militato a lungo in Forza Italia prima di approdare tra i salviniani nel 2018.
Dalla rivoluzione liberale all’ossessione per il voto
Inizialmente considerata un’esponente ultra-liberal ai tempi della sua militanza azzurra, la deputata ha progressivamente spostato il suo baricentro politico verso destra. Quando scelse il Carroccio, giustificò la decisione affermando che Forza Italia avesse ormai esaurito la propria spinta propulsiva e che fosse Salvini a incarnare la vera rivoluzione liberale. Da allora, tra le tante correnti interne al partito di Via Bellerio, Laura Ravetto si è sempre distinta come una salviniana di ferro. Chi la conosce da vicino racconta però che, negli ultimi mesi, la parlamentare fosse letteralmente ossessionata dalle discussioni sulla nuova legge elettorale e dalle reali chance di una sua rielezione.
Le reazioni nella Lega e l’ipotesi del posto sicuro
L’uscita di scena della deputata non è stata accolta come una buona notizia all’interno del partito, anche se non manca chi, tra le fila leghiste, ha preferito esultare per l’addio. La vicenda è stata commentata in diretta televisiva a L’Aria che Tira su La7 dall’eurodeputata Silvia Sardone, che ha ridimensionato il caso parlando di pura opportunità politica. Secondo Sardone, con l’attuale sistema elettorale basato su liste bloccate, i passaggi di poltrona a ridosso del voto sono ormai la norma. L’europarlamentare ha concluso affermando che, evidentemente, Laura Ravetto non riteneva di avere sufficienti garanzie di ricandidatura da parte dei vertici della Lega, ipotizzando che presto nuovi ingressi compenseranno la sua perdita.
