Madrid, 19 maggio 2026 – Quel 14 dicembre 2024 nelle grotte di Montserrat sembrava solo un tragico incidente di montagna. Invece, oggi, la storia prende una piega inaspettata e drammatica. Jonathan Andic, figlio primogenito di Isak Andic, il fondatore di Mango, è stato arrestato con l’accusa di omicidio. Un colpo di scena che scuote profondamente la famiglia e l’intero mondo dell’imprenditoria spagnola. L’interrogatorio al tribunale di Martorell è in corso, mentre nuovi dettagli emergono, complicando ulteriormente il caso.
Isak Andic, 71 anni, era noto per la sua passione per l’alpinismo oltre che per essere un imprenditore di successo. Quel giorno si trovava a Collbató, nel massiccio di Montserrat, insieme a Jonathan. Secondo il racconto del figlio, camminavano distanti una cinquantina di metri. Poi, un rumore di pietre che si staccano e il padre che precipita da un salto di circa 150 metri. Jonathan non ha potuto fare altro che lanciare l’allarme chiamando il 112 intorno alle 13:00. All’inizio si era parlato di una tragica disgrazia, ma ora la faccenda ha preso una piega diversa.
Nuove testimonianze riaprono il caso: Jonathan indagato
Dopo l’archiviazione del gennaio 2025, alcune testimonianze e dettagli che non tornavano hanno spinto la magistratura a riaprire le indagini. Lo scorso novembre sono state ascoltate le sorelle di Jonathan, Judith e Sarah, il fratello Nahman e Toni Ruiz, presidente attuale di Mango. Le loro parole, insieme ad alcune contraddizioni nelle dichiarazioni di Jonathan, hanno portato all’iscrizione di quest’ultimo nel registro degli indagati. Il sospetto di un coinvolgimento diretto, mai confermato fino a oggi, si è fatto più forte. La famiglia continua a ribadire l’innocenza del figlio, ma i riflettori dei media si fanno sempre più intensi.
L’urto sull’impero Mango e sulla famiglia Andic
Fondata a Barcellona nel 1984, Mango è uno dei giganti europei del fast fashion, con una presenza forte anche in Italia. La famiglia Andic, tra le più influenti in Spagna, ha dovuto affrontare una riorganizzazione profonda dopo la morte improvvisa di Isak. Jonathan aveva preso in mano il timone del gruppo e della holding MNG, affiancato dalle sorelle Judith e Sarah, entrambe vicepresidenti. Ora, con l’arresto di Jonathan, si apre un capitolo nuovo e molto delicato per l’azienda e per le dinamiche familiari. I vertici restano prudenti e lasciano che la giustizia faccia il suo corso, mentre il mondo imprenditoriale segue con attenzione questa vicenda complessa e ancora tutta da chiarire.
