«Siamo tornati a essere vulnerabili», avverte l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sei anni dopo la pandemia da Covid-19, il mondo sembra camminare sul filo del rasoio. Un rapporto del Global Preparedness Monitoring Board dipinge un quadro inquietante: nuove infezioni in aumento, più aggressive e letali, e un clima geopolitico sempre più instabile. È un momento delicato, quasi critico, proprio mentre a Ginevra si apre la settantanovesima Assemblea Mondiale della Salute. Qui si giocheranno le mosse decisive per il futuro della sanità globale.
A maggio, nella Repubblica Democratica del Congo, è scattato l’allarme per un nuovo focolaio di Ebola. Circa 300 persone sono state contagiate, con almeno un centinaio di vittime. Tra i casi, ci sarebbero anche cittadini statunitensi, secondo indiscrezioni confermate in parte dai Centers for Disease Control and Prevention . L’ambasciata americana a Kampala, in Uganda, ha sospeso temporaneamente il rilascio dei visti, un segnale della serietà della situazione. Il contagio si muove in una regione già fragile, dove la rapida diffusione rischia di superare le capacità di intervento locali. Questo episodio mette di nuovo in luce quanto sia urgente un coordinamento internazionale efficace e risorse adeguate per gestire tempestivamente le emergenze sanitarie.
L’Oms in ristrutturazione: la sfida di mantenere la stabilità finanziaria
L’Oms sta vivendo una profonda riorganizzazione, resa necessaria dopo il ritiro degli Stati Uniti, che erano il suo principale finanziatore. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha detto che il processo è ormai concluso e ha portato a una situazione di stabilità, anche se ottenuta con scelte difficili, tra tagli al budget e riallocazioni delle risorse. Quattro anni fa, la decisione di aumentare i contributi degli Stati membri si è rivelata decisiva: oggi coprono già il 90% del bilancio biennale in corso. Rimane però aperta la questione del restante 10%, per cui Ghebreyesus chiede un impegno maggiore da parte dei Paesi. Garantire solidità finanziaria è fondamentale per affrontare le crisi attuali e quelle future, sostenendo programmi di prevenzione e intervento indispensabili.
Pandemie e condivisione dei dati sui patogeni: un accordo ancora lontano
Uno dei temi caldi all’Assemblea riguarda il Pathogen Access and Benefit Sharing System , un accordo pensato per regolare la condivisione di dati e materiali biologici sui patogeni emergenti, insieme alla distribuzione equa dei benefici che ne derivano. Nonostante le aspettative, i negoziati non sono ancora arrivati a una conclusione in questa sessione. Ghebreyesus però si dice fiducioso che presto si troverà un’intesa. Questo trattato è cruciale per una risposta globale più coordinata e giusta, evitando ritardi e protezionismi che possono mettere a rischio la lotta contro le pandemie future. In un momento in cui le minacce infettive aumentano e diventano più aggressive, la sua approvazione è un passo strategico imprescindibile.
