È scomparso improvvisamente a 70 anni Gianclaudio Bressa, figura di lungo corso della politica italiana che ha attraversato diverse stagioni della sinistra riformista, dal periodo dell’Ulivo fino al Partito Democratico.
Nel corso della sua carriera è stato più volte deputato e senatore, oltre a ricoprire incarichi di governo come sottosegretario nei governi guidati da Romano Prodi, Massimo D’Alema e Giuliano Amato. Tra il 1990 e il 1993 ha inoltre svolto il ruolo di sindaco di Belluno, città con cui ha mantenuto un forte legame nel corso degli anni.
Una lunga carriera tra Ulivo, Margherita e Partito Democratico
Bressa è stato tra i protagonisti delle esperienze politiche che hanno segnato la stagione del centrosinistra italiano, a partire dai Popolari e Democratici per Prodi, formazione in cui ha ricoperto anche il ruolo di numero due dietro a Sergio Mattarella.
È stato tra i fondatori dell’Ulivo e ha poi proseguito il suo impegno politico nella Margherita e successivamente nel Partito Democratico, all’interno dell’area Areadem guidata da Dario Franceschini, con cui lo legava un rapporto di amicizia personale.
Nel suo percorso parlamentare ha avuto anche ruoli di rilievo nelle commissioni, tra cui quello di capogruppo del Partito Democratico nella commissione Affari Costituzionali della Camera, distinguendosi per le posizioni critiche nei confronti della riforma costituzionale promossa dal governo Berlusconi.
Autore di diverse pubblicazioni, ha firmato anche un volume dedicato al tema delle riforme istituzionali, tra cui il libro “Quel pasticciaccio brutto della riforma costituzionale”, scritto in opposizione alle modifiche promosse dall’allora ministro Roberto Calderoli.
Appassionato di montagna, Gianclaudio Bressa lascia due figli.
