Nel dibattito sul conflitto in Medio Oriente, la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, ha offerto una lettura netta del ruolo della società civile nel contesto della missione della Flotilla diretta verso Gaza.
In una recensione pubblicata su Italianieuropei del libro “Flotilla. In viaggio per Gaza” firmato da Arturo Scotto, Albanese sottolinea come, in una fase di progressiva erosione del diritto internazionale, siano stati gruppi di volontari e attivisti a tentare di tutelare principi che gli Stati non riescono più a garantire.
Secondo la giurista, si tratta di un paradosso significativo del presente: soggetti civili che intervengono laddove le istituzioni pubbliche risultano assenti o inefficaci nel far rispettare la legalità internazionale.
La Flotilla e il confronto con l’esercito israeliano
Albanese evidenzia anche la dimensione umana della missione, definendola una forma di solidarietà concreta priva di retorica. Questo aspetto emergerebbe con maggiore forza nelle fasi di avvicinamento della Flotilla a Gaza e soprattutto nel momento del contatto con le forze militari israeliane.
La relatrice ONU descrive infatti l’esercito israeliano come “uno dei più brutali e impuniti del nostro tempo”, affermazione che collega agli episodi riportati nel libro: abbordaggi violenti, atti definiti come pirateria, privazioni di cibo e medicinali, oltre a insulti, pestaggi e altri trattamenti considerati degradanti.
Il riferimento alla condizione dei palestinesi
Nella sua analisi, Francesca Albanese mette in relazione quanto vissuto dagli attivisti con la condizione della popolazione palestinese, sostenendo che gli episodi subiti dalla Flotilla rappresenterebbero solo una minima parte di ciò che avviene quotidianamente sotto occupazione.
Richiama in particolare la situazione delle persone detenute nelle carceri israeliane, che definisce luoghi di gravi abusi, con riferimento all’inasprimento delle condizioni seguite all’ottobre 2023.
Il giudizio di Albanese su Arturo Scotto
Nelle conclusioni della recensione, Albanese esprime anche un giudizio su Arturo Scotto, descritto come un rappresentante politico che sceglie di appartenere alle istituzioni per convinzione e non per opportunismo.
Secondo la relatrice ONU, emerge una visione in cui la legittimità politica ultima sarebbe radicata nei popoli, più che nelle strutture istituzionali in sé.
