Si chiama Salim El Koudri, ha 31 anni ed è il giovane fermato dalla polizia dopo aver lanciato la propria Citroen C3 contro alcuni pedoni in via Emilia, nel centro storico di Modena, intorno alle 16.30 di sabato 16 maggio 2026. L’attacco ha provocato otto feriti — cinque donne e tre uomini, quattro in condizioni gravi, una donna ha subito l’amputazione delle gambe — e si è chiuso con l’intervento di alcuni cittadini che hanno bloccato il conducente dopo che questi, sceso dall’auto schiantatasi contro una vetrina, aveva accoltellato un passante intervenuto per fermarlo. El Koudri è ora in stato di fermo con l’accusa di strage e lesioni aggravate.
Salim El Koudri, un profilo lontano dagli ambienti radicali
El Koudri è nato a Seriate, in provincia di Bergamo, il 30 marzo 1995, da una famiglia di origine marocchina. Cittadino italiano di seconda generazione, è cresciuto nel Modenese e da anni risiede a Ravarino. Risulta incensurato, senza precedenti segnalazioni alle forze dell’ordine. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, le verifiche sui dispositivi elettronici sequestrati non hanno fatto emergere collegamenti con ambienti estremisti, frequentazioni di moschee o contenuti riconducibili alla radicalizzazione islamica. L’ipotesi prevalente, riferiscono fonti investigative all’ANSA, è quella legata ai problemi mentali, anche se l’antiterrorismo della Dda di Bologna, guidato dal procuratore Paolo Guido, segue gli sviluppi insieme alla Procura di Modena e alla Digos.
Gli studi, il lavoro mancato e le cure interrotte nel 2022
Il giovane si era diplomato nel Modenese e aveva poi conseguito la laurea in Economia aziendale. Da tempo cercava un’occupazione stabile senza riuscire a trovarla. Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda il percorso sanitario: secondo quanto dichiarato in conferenza stampa dalla prefetta di Modena Fabrizia Triolo, El Koudri era stato in carico al Centro di salute mentale — secondo Adnkronos, la sede di Castelfranco Emilia — per disturbi schizoidi di personalità. “Già nel 2022 si era evidenziato uno stato di alterazione psichica“, ha spiegato la prefetta, “ma dopo il primo periodo di osservazione presso il centro sanitario se ne erano perdute le tracce“. Nel passato del 31enne non risulterebbero trattamenti sanitari obbligatori. Al momento dell’arresto era risultato negativo al test per alcol e sostanze stupefacenti.
L’interrogatorio di Salim El Koudri e le accuse
Davanti alla pm Monica Bombana e al procuratore Luca Masini, El Koudri si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Era confuso e frastornato, ha preferito non parlare“, ha riferito all’Adnkronos il suo legale, l’avvocato Francesco Cottafava. L’udienza di convalida del fermo è attesa per martedì. Le accuse a carico del 31enne sono di strage e lesioni aggravate dall’uso di un’arma da taglio.
Le visite istituzionali
Nella giornata di domenica il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno fatto visita ai feriti ricoverati all’ospedale Baggiovara di Modena e al Maggiore di Bologna. “Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente“, ha detto il capo dello Stato all’equipe medica. Sul fronte istituzionale, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha sottolineato come El Koudri “non avesse dato segni di squilibrio visibili” e “convivesse tranquillamente in paese“, rinviando agli accertamenti in corso ogni ulteriore valutazione sul movente.
