Guardie Rivoluzionarie avvertono: risposte severe a eventuali attacchi Usa
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno lanciato minacce di ritorsione contro le basi militari americane e le navi Usa nel Golfo in caso di attacchi contro petroliere e navi mercantili iraniane. Il comando della marina dei Guardiani ha dichiarato che qualsiasi offensiva contro le imbarcazioni iraniane comporterà un «ampio attacco» alle installazioni americane nella regione e a quelli che definisce nemici, con l’impiego di missili e droni già posizionati e pronti all’azione, in attesa solo dell’ordine di sparare.
Escalation militare nel sud del Libano: raid e intercettazioni israeliane
Il ministero della Salute libanese ha riferito che un raid israeliano a Saksakiyeh, nel sud del Libano, ha causato almeno sette morti, tra cui una minorenne, e quindici feriti, compresi tre minori. L’attacco è avvenuto nonostante un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Nel medesimo contesto, l’esercito israeliano ha annunciato di aver abbattuto un «obiettivo aereo sospetto» nell’area di operazioni nel sud del Libano, senza attivare allarmi sonori, secondo il protocollo militare.
Negoziazioni difficili tra Stati Uniti e Iran
Gli Stati Uniti e l’Iran stanno conducendo trattative per un accordo finalizzato a superare la crisi. L’inviato di Washington ha svolto incontri per facilitare un memorandum su un quadro di trattative più ampio. Tuttavia, la volontà di entrambe le parti di negoziare si scontra con la convinzione di aver conseguito una vittoria militare nel conflitto, complicando la capacità di compiere concessioni reciproche.
Rivisitazione del rapporto Usa-Stati del Golfo
Un ex funzionario statunitense ha sollecitato Washington a considerare gli Stati del Golfo come partner in egual misura, anziché come clienti, ricordando il diverso modus operandi americano in Europa, dove prevale un rispetto maggiore delle posizioni nazionali. Questo suggerisce un possibile cambiamento nell’approccio geopolitico degli Stati Uniti nella regione.
Cosa cambia ora per la regione e i soggetti coinvolti
La minaccia esplicita delle Guardie Rivoluzionarie di rispondere con attacchi sulle basi e navi Usa rappresenta un aumento tangibile del rischio di conflitto diretto. L’attività militare nel sud del Libano indica la persistenza di tensioni tra Israele e gruppi armati locali. I negoziati appaiono ancora fragili, con la convinzione di vittoria che limita la possibilità di compromessi. L’eventuale revisione del rapporto Usa-Golfo potrebbe influenzare le dinamiche regionali a medio termine.
Scenari futuri per la crisi Usa-Iran e il Medio Oriente
Se le minacce iraniane dovessero tradursi in azioni militari contro basi o navi americane, la risposta Usa potrebbe essere rapida e mirata, rischiando di innescare un’escalation militare in tutta la regione del Golfo. Qualora i negoziati tra Usa e Iran proseguissero, ma senza compromessi sostanziali, potrebbe instaurarsi una fase di tensione prolungata e instabilità diplomatiche.
Un eventuale rafforzamento delle alleanze strategiche tra Iran e Cina potrebbe modificare ulteriormente gli equilibri, spingendo gli Stati Uniti a rivedere la propria presenza nella regione per ragioni finanziarie e strategiche. Inoltre, un cambiamento nell’approccio Usa verso gli Stati del Golfo potrebbe ridefinire le alleanze e gli equilibri di potere locali.
Cosa resta da chiarire sulla crisi
È certo che le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato un ampio contrattacco in caso di attacchi contro le loro navi, e che Israele ha effettuato operazioni militari nel sud del Libano con vittime civili. Gli Stati Uniti stanno mediando con l’Iran, ma la forza di questa volontà negoziale è limitata dalla percezione di vittoria di entrambe le parti.
Non è ancora noto se e come gli attori coinvolti riusciranno a evitare un’escalation militare generalizzata o a trovare un accordo duraturo. Sarà decisivo monitorare le prossime mosse delle Guardie Rivoluzionarie e le risposte statunitensi, così come l’evoluzione degli incontri diplomatici in corso.
Un punto di osservazione aperto sulla presenza Usa nel Golfo
I prossimi sviluppi riguarderanno la gestione della presenza militare statunitense nella regione del Golfo, con particolare attenzione alla decisione riguardante un possibile riequilibrio finanziario e strategico. Come reagiranno le Guardie Rivoluzionarie a qualunque variazione di questa presenza sarà un indicatore chiave per il futuro equilibrio regionale.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 9 maggio
Nuove tensioni nella guerra in Iran mentre Washington attende la risposta ufficiale di Teheran alla proposta americana per porre fine al conflitto. Il segretario di Stato Marco Rubio conferma che gli Stati Uniti si aspettano un riscontro a breve, ma sul campo restano altissimi i rischi di escalation. L’agenzia iraniana Fars riferisce di “scontri sporadici” tra forze navali iraniane e statunitensi nello Stretto di Hormuz, area cruciale per il commercio energetico mondiale. Intanto cresce all’Onu il sostegno di Cina e Russia alla posizione iraniana.
Cosa sta succedendo nella guerra in Iran:
- Trump aspetta la risposta iraniana alla proposta di pace Usa
- Marco Rubio: Teheran dovrebbe rispondere entro poche ore
- Segnalati “scontri sporadici” tra Iran e Usa nello Stretto di Hormuz
- Cina e Russia aumentano il sostegno diplomatico all’Iran all’Onu
- Il Tesoro Usa sanziona altre 10 persone e società legate agli Ayatollah
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno avvertito che ogni attacco statunitense contro petroliere o navi mercantili iraniane sarà seguito da un «attacco severo» contro basi americane nella regione e contro «navi nemiche». Lo ha dichiarato il comandante delle forze navali delle Guardie Rivoluzionarie, secondo media iraniani.
L'esercito israeliano riferisce di aver abbattuto un «obiettivo aereo sospetto» individuato nell'area di operazioni dei soldati israeliani nel sud del Libano, secondo un comunicato militare. Non sono stati attivati allarmi sonori in base al protocollo.
Iran e Stati Uniti mostrano volontà di raggiungere un accordo, ma la convinzione di aver vinto il conflitto ostacola i negoziati, afferma Sina Azodi, direttore del programma di studi sul Medio Oriente alla George Washington University. Azodi spiega che entrambe le parti si presentano ai colloqui con la percezione di aver appena vinto la guerra, riducendo così la propensione a fare concessioni. L’Iran ha subito molti danni, ma ha raggiunto l’obiettivo di sopravvivere al conflitto, mentre la retorica di Trump sulla distruzione della marina iraniana riflette la convinzione statunitense di aver prevalso. Azodi ritiene che un’intesa sulla sospensione dell’arricchimento dell’uranio potrebbe sbloccare i negoziati.
Un comandante delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) ha dichiarato che missili e droni sono puntati su obiettivi americani e navi nemiche in attesa dell'ordine di fuoco. Il generale Sardar Mousavi dell'IRGC Aerospace Force ha riferito all'agenzia statale IRIB che «i missili e i droni spaziali sono bloccati su obiettivi americani nella regione e su navi nemiche». Mousavi ha aggiunto che attendono solo l'ordine per aprire il fuoco.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio e l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff hanno incontrato oggi a Miami il premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, riferisce Axios citando due fonti. L'incontro fa parte degli sforzi per raggiungere un accordo che ponga fine al conflitto in Iran. Ieri lo sceicco ha incontrato alla Casa Bianca il vicepresidente JD Vance. Usa e Iran stanno negoziando un memorandum di 14 punti per definire un quadro di trattative più ampie, con il Qatar come mediatore principale.
I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno minacciato di colpire siti statunitensi nella regione e «navi nemiche» in caso di attacchi contro le loro petroliere, riferiscono media iraniani. La minaccia segue i raid statunitensi contro due petroliere iraniane nel Golfo dell'Oman. «Ogni attacco contro petroliere e navi mercantili iraniane provocherà un pesante contrattacco contro centri americani e navi nemiche», hanno dichiarato.
Mark Kimmitt, ex sottosegretario di Stato Usa per gli affari politico-militari, invita Washington a rivedere il rapporto con gli stati del Golfo, trattandoli come partner e non come clienti. In un’intervista ad Al Jazeera, Kimmitt ha sottolineato che in Europa gli Stati Uniti agiscono come partner principali ma rispettano le diverse posizioni nazionali, mentre nel Golfo sono percepiti come leader con gli altri stati in posizione subordinata. Secondo Kimmitt, non esisterà mai una versione del Golfo della NATO, ma la filosofia di rispetto delle diverse opinioni dovrebbe essere adottata anche in quella regione.
Il comando della marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC) ha avvertito che ogni attacco a petroliere o navi commerciali iraniane sarà seguito da un ampio attacco contro le sue imbarcazioni e una base americana nella regione, riferisce l'agenzia statale IRIB News. Secondo IRIB, il comando ha dichiarato che «qualsiasi attacco a petroliere e navi commerciali iraniane sarà contrastato con un ampio attacco a una delle basi americane nella regione e alle navi nemiche». Le tensioni nello stretto rimangono elevate, con scambi di fuoco tra forze iraniane e statunitensi, mentre Donald Trump conferma che il cessate il fuoco è ancora in vigore.
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud sulle tensioni regionali e la stabilità. Al Thani ha riferito su X che hanno affrontato i rapporti bilaterali e «gli sviluppi nella situazione regionale, in particolare quelli legati al cessate il fuoco tra Stati Uniti e Repubblica islamica dell'Iran». Il ministro qatariota ha sottolineato l'importanza che tutte le parti partecipino agli sforzi di mediazione, avvertendo che una soluzione duratura dipende dal dialogo e dall'affrontare le cause profonde della crisi.
Mark Kimmitt, ex sottosegretario di Stato Usa per gli affari politico-militari, afferma che gli Stati Uniti devono riequilibrare la loro relazione con la regione del Golfo a causa della situazione finanziaria. «Francamente, gli Stati Uniti non possono più permettersi questa situazione», ha detto Kimmitt ad Al Jazeera, citando la cosiddetta Ferguson Rule, che indica il momento in cui il debito nazionale supera il budget della difesa. Secondo Kimmitt, gli Usa hanno raggiunto questo punto due anni fa e il piano del Dipartimento della Difesa per un budget da 1,5 trilioni di dollari lo allargherà ulteriormente. Ha precisato che non si tratta di un ritiro globale, ma di un riequilibrio necessario per diversi motivi.
La federazione calcistica iraniana ha annunciato che la nazionale maschile parteciperà ai Mondiali 2026, ma ha chiesto agli Stati Uniti, Messico e Canada di accettare alcune condizioni, secondo il sito ufficiale. La richiesta arriva dopo che il Canada ha negato l’ingresso al presidente della federazione per presunti legami con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, indicato come «gruppo terroristico» nel 2024. La partecipazione dell’Iran, in programma dall’11 giugno al 19 luglio, resta incerta a causa del conflitto in Medio Oriente iniziato a febbraio con l’attacco di Stati Uniti e Israele. La federazione ha sottolineato che parteciperà «senza rinunciare a credenze, cultura e convinzioni».
L'ambasciatore iraniano in Cina, Abdolreza Rahmani Fazli, ha affermato che i rapporti bilaterali tra Teheran e Pechino diventeranno «più estesi, profondi e multifaccettati» dopo la guerra, secondo un post su X. Fazli ha elogiato la Cina come «partner strategico e amico stretto» che ha sostenuto l'Iran nei momenti difficili. Le sue dichiarazioni arrivano mentre Teheran affronta crescenti pressioni internazionali, inclusa una blocco navale guidato dagli Stati Uniti.
Il presidente russo Vladimir Putin spera che il conflitto in Iran si concluda al più presto, ma avverte che in caso contrario il mondo ne pagherà le conseguenze, secondo quanto riferito da media russi. Putin ha definito la situazione «molto complessa» e ha sottolineato che la Russia si trova in una posizione difficile per i buoni rapporti sia con l'Iran sia con gli Stati del Golfo.
Le forze israeliane hanno ucciso almeno quattro persone in una serie di attacchi nel sud del Libano, secondo l'Agenzia Nazionale Libanese. Un drone israeliano ha lanciato un missile guidato contro una motocicletta vicino a negozi sulla strada Toul–Doueir, causando una vittima. Contemporaneamente, aerei israeliani hanno effettuato due raid lungo il fiume Zawtar. A Nabatieh, un bombardamento ha colpito un edificio nel quartiere al-Bayad, uccidendo tre giovani. Oggi il bilancio delle vittime attribuite a Israele supera le 23 persone.
Dania Thafer, direttrice esecutiva del Gulf International Forum, ha detto ad Al Jazeera che l’Iran difficilmente privilegerà gli interessi libanesi rispetto ai propri, nonostante i bombardamenti israeliani in Libano. «Non sono sicura che l’Iran metta i libanesi prima di sé», ha spiegato, sottolineando che Teheran ha mantenuto il cessate il fuoco per vantaggi propri mentre la popolazione libanese subisce i bombardamenti. Thafer ha aggiunto che sia l’Iran sia Israele hanno danneggiato il pubblico libanese, seppur in modi diversi, e ha definito Hezbollah un importante proxy di Teheran.
Hezbollah afferma di aver condotto tre attacchi contro le forze israeliane nel sud del Libano nelle ultime ore, secondo un comunicato diffuso sabato. Il gruppo riferisce di aver preso di mira truppe israeliane a Deir Seryan con razzi e di aver colpito un carro armato Merkava ad al-Bayyada. Inoltre, Hezbollah sostiene di aver bombardato con artiglieria veicoli militari e soldati israeliani a est di Khiam. In un messaggio su Telegram, il movimento ha definito gli attacchi «una difesa del Libano e del suo popolo in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte israeliana», secondo media locali.
L'Egitto ha espresso piena solidarietà al Bahrain e ha sostenuto le misure di sicurezza e legali adottate da Manama per tutelare la sicurezza interna, ha riferito il ministero degli Esteri egiziano su X. Il comunicato ha ribadito il rifiuto di qualsiasi tentativo di destabilizzare i Paesi della regione, sottolineando che la sicurezza del Bahrain e degli altri Stati del Golfo è parte integrante della sicurezza nazionale egiziana. La dichiarazione segue l'arresto di 41 persone legate ai Guardiani della Rivoluzione iraniani, con analoghi sostegni arrivati dal Kuwait, secondo fonti ufficiali.
Dania Thafer, direttrice del Gulf International Forum, ha dichiarato ad Al Jazeera che l'Iran ritiene il controllo dello Stretto di Hormuz una leva strategica più efficace rispetto al possesso di un'arma nucleare. Secondo Thafer, Teheran punta a utilizzare lo stretto per riportare gli Stati Uniti alla situazione precedente al conflitto, annullando così la motivazione principale che spinse Trump a considerare la guerra. Inoltre, l'Iran potrebbe impiegare lo Stretto di Hormuz come strumento di pressione per ottenere compensazioni dagli Stati del Golfo, riferisce la stessa esperta.
Il ministero della Salute del Libano ha comunicato che almeno sette persone sono morte e 15 sono rimaste ferite nell'attacco israeliano a Saksakiyeh, nel sud del Paese, secondo Al Jazeera. Le vittime erano famiglie in fuga da Jibshit che cercavano rifugio a Saksakiyeh quando l'edificio è stato colpito, riferisce la giornalista Zeina Khodr.
Il governo libanese ha definito le priorità per i negoziati con Israele, secondo fonti ufficiali. Presidente e primo ministro puntano a consolidare il cessate il fuoco e garantirne il rispetto nel sud del Libano e nel resto del Paese. Tra le richieste principali figurano un calendario chiaro per il ritiro delle truppe israeliane, il ritorno dei detenuti e la ricostruzione delle aree colpite, in particolare nei 55 centri del sud interessati da demolizioni sistematiche. Il governo sottolinea inoltre l’importanza del sostegno internazionale per la smilitarizzazione della regione.
L'esercito israeliano riferisce che un proiettile lanciato dal Libano è caduto in territorio israeliano senza causare vittime, definendo l'episodio una violazione del cessate il fuoco. Secondo un post su X, gli allarmi sono scattati nell'area di Ramat poco prima dell'impatto. L'esercito ha attribuito il lancio a Hezbollah, definendolo «un'altra violazione degli accordi di cessate il fuoco» da parte del gruppo armato. Hezbollah non ha rilasciato commenti sull'accaduto.
Morgan Stanley stima che le riserve petrolifere globali siano diminuite di quasi 270 milioni di barili tra il primo marzo e il 25 aprile. Secondo un rapporto Bloomberg, il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha interrotto i flussi dal Golfo, riducendo una riserva strategica fondamentale. Questa riduzione limita la capacità di governi e industrie di assorbire l'impatto di oltre un miliardo di barili di offerta petrolifera interrotta dal 28 febbraio.
Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno affermato di aver colpito depositi di armi di Hezbollah e un sito di lancio droni nel sud del Libano, secondo fonti militari. L'esercito israeliano ha spiegato che il sito era utilizzato dal «Partito di Dio» per attacchi con droni contro le forze israeliane. In precedenza, le Idf hanno distrutto due lanciarazzi pronti all'uso, uno dei quali impiegato in un attacco contro truppe israeliane nel sud del Libano.
Raid israeliani continuano a colpire il sud del Libano, secondo media locali. A Tiro si registrano esplosioni e sorvoli di droni e caccia, con un attacco recente nel villaggio di Bydas vicino ad Abbassiyeh. Le forze di protezione civile libanesi stanno ancora intervenendo su un edificio colpito a Saksakieh, dove si trovavano sfollati, e il bilancio delle vittime è in aumento. Israele ha inoltre colpito veicoli in movimento, tra cui una motocicletta nel distretto di Nabatieh, causando la morte di un padre e della figlia, e altri mezzi sulla strada principale vicino a Saadiyat.
Le forze israeliane hanno attaccato diverse località nella West Bank occupata sabato, tra cui Deir Jarir e il campo profughi di Jalazone a nord di Ramallah, riferiscono media locali. Nel frattempo, coloni hanno assaltato il villaggio di Khirbet Samra nella Valle del Giordano, secondo un corrispondente. L'incursione a Deir Jarir è avvenuta dopo un attacco di coloni contro un'abitazione nel villaggio, aggiungono fonti sul posto.
Hadja Lahbib, responsabile della gestione delle crisi per l'Unione Europea, ha chiesto un maggiore accesso umanitario nel sud del Libano, dove Israele continua i raid e Hezbollah risponde con attacchi, nonostante un cessate il fuoco in vigore. Lahbib ha denunciato che «ospedali e ambulanze sono stati presi di mira e giornalisti attaccati per il loro lavoro», sottolineando che «non c'è giustificazione» e che il diritto umanitario internazionale deve essere rispettato, secondo quanto riferito in conferenza stampa. Il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti è entrato in vigore il 17 aprile, ma Israele mantiene truppe fino a 10 chilometri dentro il territorio libanese, invitando i civili a non tornare.
Le forze israeliane hanno effettuato una nuova serie di raid aerei nel sud del Libano nell'ultima ora, riferiscono media regionali. Un corrispondente di Al Jazeera segnala attacchi a Safad al-Battikh nel distretto di Bint Jbeil e a Budyas nel distretto di Sour. L'Agenzia nazionale libanese ha inoltre riportato che aerei israeliani hanno colpito per la seconda volta in meno di un'ora il quartiere al-Bayad a Nabatieh. Non si registrano al momento notizie su vittime.
Ebrahim Azizi, presidente della commissione sicurezza nazionale e politica estera del parlamento iraniano, ha avvertito Bahrain per il sostegno a una risoluzione Usa sullo Stretto di Hormuz. Azizi ha scritto su X che i governi, inclusi piccoli Stati come Bahrain, rischiano «gravi conseguenze» per aver appoggiato l’iniziativa americana. L’esponente iraniano ha esortato a non chiudere «per sempre le porte dello Stretto di Hormuz».
I media russi in esilio Meduza e Mediazona stimano circa 352 mila soldati russi morti nel conflitto in Ucraina entro la fine del 2025, secondo quanto riferisce il New York Times. La cifra è stata diffusa il 9 maggio, giorno della parata russa per la vittoria sulla Germania nazista. Se confermata, la stima indicherebbe un bilancio complessivo di caduti russi e ucraini vicino a mezzo milione, rendendo la guerra la più sanguinosa in Europa dopo la Seconda guerra mondiale. L’analisi si basa su un archivio di morti confermate raccolto da Mediazona e dal servizio russo di monitoraggio.
Coloni israeliani hanno costretto una famiglia palestinese a riesumare il corpo del padre e a seppellirlo altrove vicino a Jenin, in Cisgiordania occupata, secondo fonti locali. Hussein Asasa, ottantenne, è morto venerdì per cause naturali ed è stato sepolto nel cimitero del villaggio con permessi dell'esercito israeliano, riferisce la famiglia. Poco dopo la sepoltura, i residenti hanno avvertito che i coloni avevano chiesto di rimuovere la tomba, sostenendo che la terra fosse destinata all'insediamento. Mohammed Asasa, figlio della vittima, ha detto a Reuters che i coloni hanno minacciato di usare un bulldozer per distruggere la tomba, spingendo la famiglia a riesumare il corpo per evitare ulteriori profanazioni.
Il Kuwait ha espresso solidarietà a Bahrain e ha sostenuto Manama dopo la scoperta di un'organizzazione collegata ai Guardiani della Rivoluzione iraniani, secondo un comunicato del ministero degli Esteri kuwaitiano pubblicato su X. Il ministero ha elogiato «l'efficienza dell'apparato di sicurezza del Bahrain e la sua vigilanza nel contrastare le trame contro la sicurezza del Regno». La dichiarazione segue l'annuncio del ministero dell'Interno di Bahrain sull'arresto di 41 persone accusate di appartenere a un gruppo legato alle forze iraniane.
Il ministero della Salute libanese riferisce che un attacco israeliano ha ucciso almeno sette persone, tra cui una minorenne, nella città di Saksakiyeh nel sud del Libano. Secondo la stessa fonte, il raid nel distretto di Sidone ha ferito altre 15 persone, tra cui tre minorenni. L’attacco è avvenuto durante il cessate il fuoco in corso tra Israele e Hezbollah, secondo media locali.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato che, dal 13 aprile, le forze Usa hanno respinto 58 navi mercantili e ne hanno messe fuori uso quattro nell'ambito del blocco navale ai porti iraniani. Secondo un post su X, il Centcom ha confermato che il blocco navale contro l'Iran continua a essere applicato pienamente per impedire l'ingresso e l'uscita delle imbarcazioni.
L'esercito israeliano ha condotto oggi diversi raid in Libano, causando almeno 18 morti nonostante il cessate il fuoco in vigore da tre settimane, secondo fonti locali. Le forze israeliane hanno inoltre ordinato lo sfollamento forzato in nove centri del sud del paese e avvertito di nuovi attacchi. Tra le vittime si contano due persone a Nabatieh, tra cui un uomo siriano e sua figlia, tre a Nahrain, tre a Saadiyat, tre a Haboush e sette a Saksakiyeh, compreso un bambino.
Tre soldati israeliani sono rimasti feriti dopo l'esplosione di un drone attribuito a Hezbollah nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano, secondo l'esercito israeliano. Uno dei feriti è in condizioni gravi, riferisce Haaretz. L'esercito ha aggiunto che sabato diversi droni esplosivi hanno attraversato il confine e alcuni sono caduti all'interno del territorio israeliano. Le difese aeree israeliane hanno abbattuto più proiettili lanciati contro le truppe in operazioni nel sud del Libano.
Israele ha costretto quasi 40.000 palestinesi a lasciare le loro abitazioni in Cisgiordania dall'inizio del 2025, secondo le Nazioni Unite. Farhan Haq, portavoce aggiunto del Segretario generale Onu, ha citato dati dell'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari durante un briefing a New York. Haq ha sottolineato che le demolizioni in corso da parte di israeliani continuano a causare sfollamenti, con 42 palestinesi, tra cui 24 bambini, sfrattati solo nella prima settimana di maggio. Fonti Onu riferiscono che forze israeliane e coloni armati compiono attacchi sistematici nelle città della Cisgiordania, sotto protezione militare, colpendo civili e abitazioni.
Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno discusso modalità per rafforzare la cooperazione nell’ambito dell’Accordo di partenariato economico globale tra i due Paesi, riferisce l’agenzia ufficiale WAM. I due leader hanno esaminato anche le evoluzioni in Medio Oriente e le loro implicazioni per la sicurezza regionale e internazionale. La conversazione ha toccato inoltre la partecipazione degli Emirati alla SAHA Expo 2026 di Istanbul, evento dedicato alla difesa e all’aerospazio, e il suo ruolo nel promuovere la cooperazione internazionale in questi settori.
Il Dipartimento di Stato americano ha imposto sanzioni a tre aziende cinesi per aver fornito immagini satellitari utilizzate dall'Iran in attacchi contro forze statunitensi in Medio Oriente, secondo una nota ufficiale. La decisione arriva pochi giorni prima della visita del presidente Donald Trump a Pechino per incontrare Xi Jinping. Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che le misure mirano a ritenere responsabili le società per il sostegno strategico offerto a Teheran. Le aziende coinvolte sono Meentropy Technology (nota come MizarVision), The Earth Eye e Chang Guang Satellite Technology.
Avinash Kishore, ricercatore dell’International Food Policy Research Institute, ha detto ad Al Jazeera che il governo indiano ha contenuto i prezzi di fertilizzanti e carburante nonostante lo shock globale causato dalla guerra Usa-Israele contro l’Iran. Kishore ha aggiunto che «se la crisi continua, ci saranno problemi» per la regione, compresi Bangladesh e Pakistan, dove si avvertono già alcune carenze. Secondo il ricercatore, il deprezzamento delle valute locali farà aumentare i costi delle importazioni, come l’olio commestibile.
Iran ritiene che la questione nucleare debba essere affrontata dopo la fine del conflitto, secondo un piano in 14 punti riferito da fonti diplomatiche. Il paese collega ogni progresso negoziale alla cessazione delle ostilità su tutti i fronti, in particolare nel sud del Libano e con Hezbollah. Iran afferma di controllare completamente lo Stretto di Hormuz e chiede la revoca del blocco statunitense in cambio di un allentamento del controllo. Infine, Teheran richiede garanzie che la guerra non riprenda prima di affrontare il dossier nucleare.
Israele ha colpito con violenza il sud del Libano, causando almeno 12 morti, secondo la Difesa Civile libanese. I soccorritori hanno recuperato sette corpi e cinque feriti a Saksakiyeh, mentre prosegue la ricerca di sei dispersi sotto le macerie. L'edificio colpito ospitava famiglie sfollate, e l'attacco avviene nonostante un presunto cessate il fuoco in vigore, secondo fonti locali.
In un colloquio con il Corriere della Sera, il presidente Donald Trump ha confermato di «stare ancora prendendo in considerazione» il ritiro delle truppe statunitensi dalle basi italiane, secondo quanto riferisce la corrispondente Viviana Mazza. Trump non ha voluto commentare la lettera di risposta dell’Iran né lo spostamento di truppe dalla Germania verso il fronte orientale della Nato. Sul post di un articolo di Salvini, il presidente ha spiegato di averlo condiviso perché «lo riteneva appropriato». Trump ha inoltre sottolineato che «l’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei», pur affermando di essere sempre stato vicino al Paese.
Il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e il collega egiziano Badr Abdelatty hanno parlato al telefono degli sviluppi regionali, riferisce il ministero degli Esteri qatariota. La conversazione si è concentrata sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e sugli sforzi per la de-escalation, finalizzati a migliorare sicurezza e stabilità nella regione. Sheikh Mohammed ha sottolineato la necessità che tutte le parti rispondano positivamente alla mediazione in corso per affrontare le cause della crisi con mezzi pacifici e dialogo, ha aggiunto la nota. I due ministri hanno inoltre discusso la cooperazione bilaterale e le modalità per rafforzare i rapporti tra i due Paesi.
L'esercito israeliano ha individuato un drone esplosivo lanciato dal gruppo Hezbollah nel territorio israeliano vicino al confine con il Libano. Secondo le forze armate, non si registrano danni né vittime. Le squadre sono al lavoro per rimuovere il dispositivo dall'area, riferiscono fonti militari.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che l'Europa intende mantenere attiva l'alleanza NATO nonostante le tensioni con il presidente Usa sulla guerra contro l'Iran, secondo quanto riferito da media tedeschi. Merz ha riconosciuto le differenze esistenti ma ha sottolineato che l'obiettivo comune è porre fine al conflitto e impedire all'Iran di sviluppare armi nucleari. «Questo è un obiettivo condiviso tra America ed Europa», ha aggiunto durante una conferenza stampa con il primo ministro svedese Ulf Kristersson.
La Royal Navy britannica invia la nave da guerra HMS Dragon in Medio Oriente in vista di una possibile missione internazionale per sbloccare lo Stretto di Hormuz, riferisce un portavoce del Ministero della Difesa alla Press Association. «Possiamo confermare che HMS Dragon sarà schierata in Medio Oriente per posizionarsi in anticipo in vista di una futura missione multinazionale per proteggere la navigazione internazionale», ha detto il portavoce. La nave lascia il Mediterraneo orientale, dove era impegnata nella difesa delle basi britanniche a Cipro.
La Banca mondiale ha ampliato a 800 milioni di dollari il pacchetto di aiuti all’Egitto per affrontare le difficoltà economiche legate al conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha riferito Stéphane Guimbert, direttore della divisione per Egitto, Yemen e Gibuti. Il finanziamento, approvato venerdì dal consiglio della Banca, include anche una garanzia britannica da 200 milioni e mira a sostenere la creazione di posti di lavoro nel settore privato, la stabilità macroeconomica e la transizione ecologica. Guimbert ha spiegato che l’aumento da 500 a 800 milioni è dovuto «all’incertezza nella regione e allo shock che l’Egitto, come altri Paesi, sta affrontando a causa della guerra in Iran». Il prestito prevede un tasso d’interesse di circa il 6%, una durata di 30 anni e un periodo di grazia prima dell’inizio dei rimborsi, condizioni non disponibili nei mercati commerciali. Questa operazione è la seconda di un programma in tre fasi; la prima è stata approvata a giugno 2024, mentre la terza è prevista per il prossimo anno. Secondo fonti ufficiali, anche altri finanziatori, tra cui la Asian Infrastructure Investment Bank, dovrebbero fornire supporto complementare.
Muhaned Seloom, docente di politica internazionale al Doha Institute, spiega che l'Iran cerca qualcosa di più dagli Stati Uniti rispetto al semplice ritorno allo status quo, secondo Al Jazeera. Washington ha alternato approcci diplomatici e militari, afferma Seloom, che sottolinea come gli Usa mantengano un equilibrio tra deterrenza, capacità offensive e diplomazia. L'Iran, invece, dispone principalmente del controllo dello Stretto di Hormuz e risulta più debole rispetto all'inizio del conflitto a febbraio.
L'Iran ha reso noti i dettagli sulle ferite riportate da Mojtaba Khamenei durante i raid aerei che hanno ucciso suo padre, l'allora Guida Suprema Ali Khamenei, secondo un video diffuso dall'agenzia Nour e citato dal Wall Street Journal. Mazaher Hosseini, coordinatore delle riunioni governative di alto livello, ha confermato che Mojtaba ha subito ferite alla rotula, alla schiena e un piccolo taglio dietro l'orecchio, già medicato e nascosto dal turbante. Hosseini ha aggiunto che le condizioni di salute di Mojtaba Khamenei sono in miglioramento e che il problema alla schiena si è già risolto. Fonti statunitensi non hanno confermato queste informazioni.
Muhanad Seloom, docente di politica internazionale al Doha Institute, afferma che la guerra Usa-Israele contro l’Iran ha influenzato gli interessi economici e strategici della Cina. Seloom ha detto ad Al Jazeera che Pechino non è intervenuta a sostegno dell’Iran per evitare rischi «molto costosi», ma non ha neppure lasciato Teheran isolata per non far sembrare che agisca solo Washington nel sistema internazionale. Il docente ha ricordato che la Cina ha già esercitato il diritto di veto su risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu contro l’Iran. Seloom non prevede un sostegno militare cinese a Teheran, pur ipotizzando un possibile supporto tecnico da parte di aziende cinesi sanzionate dagli Usa.
Israele prevede di rilasciare oggi Thiago Avila e Saif Abukeshek, attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti da oltre una settimana, secondo l'ong israeliana Adalah. Il comunicato precisa che saranno consegnati alle autorità per l'immigrazione e resteranno in custodia in attesa della deportazione.
La guerra contro l'Iran, avviata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio 2026, potrebbe concludersi con un ritiro americano, secondo analisti internazionali. Il conflitto rischia di provocare gravi danni alle infrastrutture energetiche e idriche della regione, con conseguenze globali prolungate. La strategia di Washington e Tel Aviv prevedeva un attacco mirato a indebolire la leadership iraniana e il programma nucleare, ma fonti esperte ritengono che l'Iran possa infliggere costi insostenibili per gli Stati Uniti.
Una ragazza è deceduta all'ospedale governativo Nabih Berri di Nabatieh dopo un attacco con droni israeliani, riferisce l'Agenzia Nazionale Libanese. Secondo la stessa fonte, il padre della giovane è stato ucciso sul colpo durante un triplice raid mentre viaggiavano in moto vicino alla scuola superiore al-Sabah. L'attacco ha colpito la zona con tre ondate successive di droni.
La Federazione calcistica iraniana (FFIRI) ha confermato che la nazionale maschile parteciperà al Mondiale 2026, ma ha chiesto ai paesi ospitanti Stati Uniti, Messico e Canada di accettare alcune condizioni, secondo quanto riferito dal sito ufficiale della FFIRI. La richiesta arriva dopo che il Canada ha negato l’ingresso al presidente della federazione per i suoi presunti legami con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, indicato come gruppo terroristico nel 2024. La partecipazione dell’Iran al torneo, in programma dall’11 giugno al 19 luglio, è rimasta incerta dopo l’escalation del conflitto con gli Stati Uniti. «Parteciperemo senza rinunciare alle nostre convinzioni, cultura e valori», ha dichiarato Mehdi Taj alla televisione di Stato.
L'Iran ha imposto un blackout quasi totale di internet che dura da 11 settimane, secondo il gruppo di monitoraggio NetBlocks. La misura di censura limita gravemente l'accesso a informazioni e comunicazioni per la popolazione, spiega NetBlocks in un post su X. La connessione fortemente ridotta ha danneggiato attività lavorative e imprese in tutto il paese.
Il ministero dell'Interno di Bahrain ha arrestato 41 persone sospettate di legami con i Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC), riferisce l'agenzia di stato BNA. Le autorità hanno intensificato la repressione contro presunti sostenitori iraniani nel paese. Inoltre, Bahrain ha revocato la cittadinanza a decine di persone accusate di appoggiare attacchi iraniani e di «colludere con entità straniere», secondo fonti ufficiali.
Il ministero della Salute di Gaza ha riferito che nelle ultime 24 ore quattro persone sono morte e 15 sono rimaste ferite durante gli attacchi israeliani sull’enclave. È stato recuperato anche il corpo di una vittima di raid precedenti, ha aggiunto il ministero. Da ottobre 2023, l’inizio del conflitto, il totale dei morti a Gaza ha raggiunto almeno 72.736, con 172.535 feriti, secondo il ministero. Inoltre, dal cessate il fuoco di ottobre 2025, sono stati registrati 850 morti e 2.433 feriti, sempre secondo la stessa fonte.
L'Unione Europea manifesta «profondo allarme» per le condizioni di salute dell'attivista e premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi, detenuta in Iran, secondo un portavoce del Servizio di Azione Esterna Ue. L'Unione invita le autorità iraniane a garantire urgentemente cure mediche adeguate alla Mohammadi. Il portavoce ricorda che le accuse contro di lei derivano dalla sua attività pacifica a favore dei diritti umani e chiede il suo rilascio immediato e incondizionato. L'Ue sollecita inoltre il rilascio di tutte le persone arrestate durante le proteste, nel rispetto degli obblighi internazionali dell'Iran.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato i suoi omologhi in diversi Paesi per illustrare la posizione di Teheran sui colloqui di pace con gli Stati Uniti, riferisce Hamid Reza Gholamzadeh, direttore del think tank Diplohouse di Teheran. Araghchi si trovava a Pechino una settimana prima del viaggio previsto del presidente Donald Trump nella capitale cinese. Secondo Gholamzadeh, l'Iran sta coordinando con la Cina la vendita di petrolio, compresi i barili già presenti in acque internazionali, nonostante il blocco imposto dagli Usa e le restrizioni sulle rotte marittime. Il ministro ha inoltre discusso della situazione nello Stretto di Hormuz e delle misure proposte da Teheran per controllare il traffico e garantire la sicurezza, aggiunge la fonte.
Rania Khalek, analista politica, ha detto ad Al Jazeera che i colloqui di pace tra Israele e Libano con Hezbollah non prevedono risultati concreti. Secondo Khalek, il governo israeliano sa che il Libano non può disarmare Hezbollah e neanche l'esercito israeliano può farlo. L'analista ha aggiunto che il presidente Trump punta a una «operazione fotografica» per vantarsi di un accordo storico, ma la pace non arriverà finché Israele continuerà a occupare e bombardare il Libano, ha concluso Khalek.
Un uomo è stato ucciso e la figlia ferita in un attacco con droni israeliani a triplice raffica nella città meridionale libanese di Nabatieh, riferisce l'Agenzia Nazionale Libanese. Secondo la fonte, le vittime viaggiavano in moto vicino alla scuola superiore Al-Sabah quando sono state colpite dal primo attacco, seguite da altri due. La figlia è stata sottoposta a intervento chirurgico a Nabatieh, aggiunge l'agenzia.
Israele non rispetta il limite geografico che si era imposto nel sud del Libano, secondo media locali. Nove ordini di evacuazione forzata sono stati emessi fino a sabato nella città di Tiro, sulla costa mediterranea. I raid aerei e il fuoco di artiglieria hanno colpito un'ampia area, inclusi Tiro e Nabatieh, a nord del fiume Litani, confine della cosiddetta zona cuscinetto israeliana. Le demolizioni di abitazioni proseguono a Bint Jbeil, mentre il ministero della Salute libanese segnala almeno 50 morti nelle ultime 24 ore, uno dei bilanci più gravi dall'inizio del cessate il fuoco di fine aprile.
Almeno tre persone sono morte in un attacco aereo israeliano nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, secondo la National News Agency libanese. L'agenzia riferisce che le vittime viaggiavano in auto quando sono state colpite vicino alla scuola superiore Martyr Mohammed Saad, tra Burj Rahhal e al-Abbassieh.
Le importazioni di petrolio greggio della Cina sono calate del 20% ad aprile, attestandosi a 38,5 milioni di tonnellate, il livello più basso da luglio 2022, secondo dati doganali. La Cina acquista circa metà del suo petrolio dal Medio Oriente, dove la chiusura dello stretto ha ridotto il traffico di petroliere, riferiscono fonti ufficiali. Le importazioni di gas naturale sono scese del 13% a 8,42 milioni di tonnellate nello stesso periodo, senza distinzione tra gas liquefatto e gas da pipeline. Nei primi quattro mesi del 2024, le importazioni di greggio restano comunque superiori dell'1,3% rispetto allo scorso anno, a 185,3 milioni di tonnellate.
Rania Khalek, analista politica a Beirut, sostiene che i negoziati di cessate il fuoco tra Israele e Libano non sono considerati seri nel paese, secondo Al Jazeera. Khalek spiega che molti libanesi vedono questi incontri non come trattative, ma come colloqui di resa. Secondo l’esperta, le discussioni si concentrano sul disarmo di Hezbollah anziché sulla sovranità libanese o sulla protezione dei civili. Khalek aggiunge che la comunità sciita, la più colpita dagli attacchi e dagli sfollamenti, non è rappresentata nei negoziati.
Milan Uhrik, eurodeputato, ha chiesto un'indagine sull'attacco che ha ucciso decine di bambini a Minab, in Iran, all'inizio della guerra tra Usa e Israele contro il Paese, secondo media iraniani. Uhrik ha parlato a Bruxelles durante una commemorazione davanti all'ambasciata iraniana, sottolineando che le azioni militari contro civili in Gaza, Libano e Beirut indicano una capacità di colpire non combattenti per scopi strategici. L'eurodeputato ha definito l'operazione premeditata e ha chiesto un'inchiesta immediata e imparziale, definendo l'attacco un crimine di guerra. Uhrik ha inoltre inviato una lettera alla Commissione europea, criticando la debolezza delle istituzioni e dei leader europei nel non aver avviato indagini.
La compagnia Central Insurance of Iran ha annunciato che presto saranno disponibili fondi per risarcire le auto danneggiate nel conflitto con Stati Uniti e Israele, secondo media locali. I responsabili di Central Insurance e Iran Insurance stimano che circa 30.000 veicoli siano stati colpiti. I risarcimenti per danni inferiori a 30 milioni di toman (circa 387 dollari) sono già stati erogati, mentre quelli superiori saranno gestiti a breve.
Israele ha lanciato raid aerei nelle periferie di Nabatieh e nei comuni di Aroun e Kafr Tibnit, riferisce Al Jazeera Arabic. Secondo la stessa fonte, droni israeliani hanno colpito anche al-Mansouri, Burj Rahhal e Nabatieh al-Fawqa. Ulteriori aggiornamenti saranno forniti appena disponibili.
L'ex vicepresidente Usa Kamala Harris ha criticato la guerra degli Stati Uniti e Israele contro l'Iran durante un evento del Partito Democratico a Las Vegas, definendola «bullshit», secondo media locali. Harris ha affermato che «questa guerra in Iran, che il popolo americano non vuole e che non è stata autorizzata dal Congresso, non avrebbe dovuto essere avviata». Ha inoltre contestato le dichiarazioni sulla distruzione totale, definendole «tutte bugie».
Diverse organizzazioni umanitarie marittime hanno segnalato il trauma e l'isolamento che subiscono i marittimi bloccati nel Golfo da oltre due mesi a causa del conflitto in corso, secondo fonti del settore. La International Maritime Organization riferisce che almeno 11 marittimi sono stati uccisi durante gli attacchi legati alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Gavin Lim, responsabile del Crisis Response Network della Sailors’ Society, ha raccontato ad AFP il caso di un equipaggio colpito da un attacco, che ha vissuto momenti di paura estrema. Le organizzazioni evidenziano tra i 20.000 marittimi bloccati sintomi di ipervigilanza, esaurimento, solitudine, depressione e ansia.
Mohamad Elmasry, docente al Doha Institute, spiega che il ritardo iraniano nella risposta alle proposte Usa per un accordo provvisorio in Medio Oriente potrebbe derivare da diverse ragioni. Secondo Elmasry, l'Iran potrebbe voler mostrare di controllare la situazione e di avere più margini di manovra. Inoltre, gli iraniani valutano con attenzione alcuni punti della proposta americana e necessitano di ulteriori discussioni prima di rispondere. Elmasry sottolinea che gli Stati Uniti sono meno esperti in negoziati diplomatici e mostrano impazienza, mentre l'Iran adotta un approccio più paziente e consapevole della complessità del processo.
L’ambasciatore turco Ahmet Yildiz ha invitato Israele a fermare le «azioni illegali» nei territori occupati, secondo fonti Onu. Yildiz ha denunciato «gli attacchi continui contro il popolo palestinese, i loro diritti, la loro terra, la loro sicurezza e dignità», sottolineando l’urgenza di affrontare le cause profonde del conflitto. In qualità di presidente dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica, ha presentato la dichiarazione del gruppo durante la riunione «Arria formula» del Consiglio di Sicurezza dedicata a Cisgiordania e Gerusalemme Est. Ha condannato «l’espansione degli insediamenti, i piani di annessione, il terrorismo dei coloni e le violazioni contro i luoghi sacri islamici e cristiani, in particolare la moschea di Al-Aqsa», chiedendo inoltre la fine delle violazioni del cessate il fuoco a Gaza.
Secondo fonti iraniane, Teheran propone un piano in tre fasi per negoziare una fine permanente della guerra su tutti i fronti, inclusa la presenza di Hezbollah in Libano. Gli Stati Uniti, tramite il segretario di Stato Marco Rubio, hanno escluso di riconoscere un ruolo di garanzia per l’Iran su Hezbollah. Teheran insiste inoltre su garanzie contro la ripresa del conflitto, da ottenere tramite il Consiglio di Sicurezza Onu, e sulla revoca del blocco statunitense con la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Abdullah bin Zayed bin Sultan Al Nahyan, per affrontare le tensioni nella regione, secondo un comunicato del ministero degli Esteri di Mosca. La discussione si è concentrata sulla situazione nello stretto di Hormuz e sulle iniziative in corso alle Nazioni Unite. Lavrov ha sottolineato l’importanza di sostenere i negoziati tra Iran e Stati Uniti per evitare un’escalation che provocherebbe vittime civili e danni alle infrastrutture. I due ministri hanno concordato di mantenere il dialogo per favorire un accordo duraturo, riferisce il ministero russo.
L'esercito israeliano ha ordinato lo sfollamento forzato di residenti in nove località del sud del Libano, avvertendo di imminenti attacchi. In un post su X, le forze israeliane hanno annunciato un intervento «deciso» nelle aree indicate, sottolineando che chi rimane «espone la propria vita a pericolo». Le località coinvolte sono Tayr Debba, Al-Abbasiyeh, Burj Rahhal, Maroub, Barish, Arzun, Jennata (Tiro), Al-Zrariyeh e Ain Baal, secondo fonti ufficiali.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha dichiarato che l'Iran sta ancora esaminando la proposta americana e risponderà «al momento opportuno», secondo media locali. Baghaei ha sottolineato che le scadenze fissate da politici statunitensi «non significano nulla» per Teheran, che procede al proprio ritmo. La complessità tecnica del testo e la necessità di coinvolgere tutte le istituzioni, tra cui il parlamento guidato da Mohammad Bagher Ghalibaf, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) e il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, rallentano il processo.
L'artiglieria israeliana ha bombardato le periferie di Kafr Tibnit, Al-Nabatieh Al-Fouqa e Harrayf nel sud del Libano, riferisce un corrispondente di Al Jazeera Arabic. Un drone israeliano ha inoltre attaccato la città di Al-Nabatieh al-Fawqa. Secondo media locali, le informazioni sugli attacchi sono in aggiornamento.
L'intelligence statunitense attribuisce a Mojtaba Khamenei un ruolo centrale nella definizione della strategia bellica iraniana, insieme ad altri alti funzionari, secondo la Cnn che cita fonti dei servizi segreti americani. Le fonti indicano che, nonostante la frammentazione del regime, la Guida Suprema contribuisce probabilmente a indirizzare i negoziati con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto. L'intelligence non ha però individuato la posizione attuale di Khamenei, gravemente ferito all'inizio della guerra e assente in pubblico da allora. Secondo le stesse fonti, la Guida Suprema evita dispositivi elettronici e comunica solo tramite visite dirette o messaggi recapitati da corrieri.
L'esercito israeliano ha colpito 85 infrastrutture di Hezbollah in diverse zone del Libano, secondo un comunicato militare. Tra gli obiettivi figurano depositi di armi, lanciarazzi e edifici a uso militare. Il comunicato riferisce inoltre che Hezbollah ha lanciato razzi contro le forze israeliane nel sud del Libano nelle ultime 24 ore, senza causare feriti.
Il centro studi Derasat, sponsorizzato dal governo del Bahrein, ha individuato Russia e Stati Uniti tra i principali beneficiari economici del conflitto in Iran, insieme a diverse aziende private. Secondo Abdullah Alabbassi, dirigente di Derasat, il rapporto elenca cinque «vincitori» e cinque «perdenti» del conflitto, analizzando gli extra incassi e i costi supplementari generati dalla guerra. Il documento è in continuo aggiornamento e fornisce dati significativi sull'impatto economico del conflitto, riferisce Alabbassi durante un seminario organizzato dall'Ispi e dal Doha Forum a Milano.
Mojtaba Khamenei, nuovo leader supremo iraniano, svolge un ruolo cruciale nella definizione della strategia bellica del paese, secondo l'intelligence Usa riportata dalla Cnn. Le fonti citate evidenziano una struttura di potere frammentata in Iran, con Khamenei coinvolto anche nei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto. Khamenei non è apparso in pubblico dopo un attacco che gli avrebbe causato gravi ferite, alimentando dubbi sulla sua salute e sul suo ruolo nella leadership, riferiscono media internazionali.
La Russia invita gli Stati Uniti e il Bahrain a ritirare una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza Onu che chiede all'Iran di porre fine al blocco nello Stretto di Hormuz, riferisce l'agenzia Tass. Il vice ministro degli Esteri russo Alexander Alimov ha dichiarato al quotidiano Izvestia che Mosca «non può sostenere» il testo, sostenuto anche da Stati del Golfo. Alimov ha aggiunto che la bozza presentata da Russia e Cina invita invece le parti a cessare le ostilità, evitare l'uso della forza e risolvere le controversie con il dialogo. La risoluzione Usa-Bahrain è appoggiata da Kuwait, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, secondo il servizio stampa Onu.
La Cina ha incrementato del 15% le esportazioni di alluminio ad aprile rispetto allo stesso mese del 2023, secondo dati doganali riportati da Reuters. L'agenzia attribuisce la crescita alle tensioni tra Stati Uniti e Israele con l'Iran, che hanno di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz e limitato l'offerta globale. Le spedizioni di alluminio non lavorato e prodotti correlati hanno raggiunto 598 mila tonnellate ad aprile, mentre da inizio anno hanno superato i 2 milioni di tonnellate. Gli analisti prevedono un anno positivo per le esportazioni cinesi, spinte anche dalla corsa delle fabbriche a soddisfare ordini esteri in vista di possibili aumenti dei costi globali.
Hassan Rasouli, membro del Consiglio Supremo dei Riformisti iraniani, ha definito «guerra psicologica» gli sforzi del presidente Trump per creare divisioni tra i vertici di Teheran, secondo l’agenzia ufficiale IRNA. Rasouli ha aggiunto che Stati Uniti e Israele puntano a «vincere senza sparare un colpo», ma ha sottolineato che l’Iran mostra un’immagine «coerente, unita e pronta a difendersi». Secondo lui, gli aggressori non hanno raggiunto alcuno degli obiettivi prefissati.
Secondo fonti della Cia citate dalla Reuters, i raid statunitensi non hanno compromesso in modo definitivo i siti nucleari iraniani. Il Washington Post riferisce che l'Iran può mantenere il blocco dello stretto di Hormuz per tre-quattro mesi, conservando il 75% dei lanciatori e il 70% dei missili. Gli analisti riconoscono l'impatto degli attacchi sulle infrastrutture, ma sottolineano la capacità di Teheran di resistere nel medio termine.
Saeed Iravani, rappresentante iraniano all'Onu, ha avvertito il Consiglio di Sicurezza che «le continue azioni militari statunitensi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz potrebbero produrre conseguenze catastrofiche» oltre la regione, secondo una lettera inviata all'Onu. Iravani ha condannato gli attacchi Usa contro due petroliere iraniane e altre località costiere nello Stretto di Hormuz, avvenuti giovedì sera. Secondo l'agenzia Mehr, ha definito «atto di pirateria» l'attacco e il blocco navale, denunciandoli come violazione del cessate il fuoco.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha dichiarato che si aspetta a breve una risposta dall’Iran alla proposta americana per porre fine al conflitto. Rubio ha espresso ottimismo sul fatto che la replica di Teheran possa favorire i negoziati diplomatici per la pace. Fonti ufficiali riferiscono che Rubio ha invitato a seguire il rapporto completo sull’evoluzione della situazione.
Hezbollah afferma di aver compiuto 26 attacchi contro forze israeliane nel sud del Libano da giovedì pomeriggio, mentre Israele intensifica i raid che venerdì avrebbero causato oltre 30 morti. Secondo fonti ufficiali, l’ambasciatore iraniano all’Onu Amir Saeid Iravani ha chiesto all’assemblea di condannare «inequivocabilmente» il blocco Usa ai porti iraniani e gli attacchi alle petroliere, definendoli un’escalation pericolosa e illegale. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha annunciato che Washington attende una risposta di Teheran entro venerdì sul cessate il fuoco.
Fonti palestinesi riferiscono di una nuova ondata di arresti e violenze da parte di coloni israeliani nella Cisgiordania occupata venerdì sera. A Beit Fajjar, coloni hanno aggredito un uomo palestinese sulla sua terra e gli hanno rubato il cellulare. Quattro palestinesi sono stati arrestati a Battir mentre camminavano vicino a una ferrovia. A Silted, i residenti hanno affrontato i coloni provocando scontri. A Khirbet Shuweika, un uomo e suo figlio sono stati feriti con oggetti appuntiti e ricoverati. A Tuqu, le forze israeliane hanno sparato gas lacrimogeni e granate stordenti contro fedeli in uscita dalla moschea, arrestandone alcuni.
Le forze israeliane hanno effettuato una serie di raid e arresti nella Cisgiordania occupata venerdì sera, mentre coloni hanno attaccato palestinesi, riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Coloni hanno incendiato una casa nel villaggio di al-Lubban Asharqiya, a sud di Nablus, e i vigili del fuoco palestinesi sono intervenuti per spegnere le fiamme. A Jenin, le forze israeliane hanno costretto i residenti di al-Asa’asa a riesumare e spostare la salma di un uomo palestinese, sostenendo che il luogo originario fosse vicino a un insediamento illegale. La Mezzaluna Rossa palestinese ha curato due persone per inalazione di gas lacrimogeni dopo l'intervento delle forze israeliane nell'area di Burak Sulayman, a sud di Betlemme.
L'ambasciata iraniana in Sudafrica ha preso in giro il Dipartimento della Difesa Usa per la pubblicazione di documenti sugli oggetti volanti non identificati (UFO), ordinata dall'ex presidente Donald Trump, in un post satirico su X. Il messaggio sostiene che Trump abbia voluto «distrarre l'opinione pubblica dalla guerra contro l'Iran», secondo quanto riporta il profilo ufficiale dell'ambasciata.
Il Dipartimento del Tesoro Usa ha imposto sanzioni a 10 individui e società in Medio Oriente, Asia ed Europa orientale per aver facilitato l'approvvigionamento di armi e materie prime destinate ai droni Shahed e al programma missilistico balistico iraniano. Lo ha annunciato l'Ufficio per il controllo dei beni esteri (Ofac), che ha definito l'azione parte della campagna «Economic Fury». Il Dipartimento di Stato ha inoltre colpito quattro entità legate alle attività convenzionali iraniane. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha sottolineato la prosecuzione «implacabile» delle misure sotto la guida del presidente Donald Trump.
L’amministrazione del presidente Donald Trump resta ottimista sul raggiungimento di un accordo con l’Iran per porre fine al conflitto, ma Teheran non ha ancora risposto formalmente all’ultima proposta statunitense, riferiscono fonti ufficiali. L’atteggiamento di Teheran verso la proposta e la possibilità di compromessi significativi restano al centro delle analisi, secondo media internazionali. L’agenzia ISNA ha diffuso immagini di navi ancorate nello stretto di Hormuz, vicino a Bandar Abbas, nel sud dell’Iran.
Secondo fonti locali, a Gaza la guerra non è mai finita nonostante il cessate il fuoco ufficiale. I bombardamenti proseguono, molte famiglie restano sfollate e i bisogni essenziali sono ancora irraggiungibili. Bisan Owda racconta che la vita quotidiana è segnata dalla distruzione e dall’incertezza, con bambini che vanno a scuola sotto il fuoco e famiglie che vivono in tende tra le macerie. Per molti, il mare resta uno dei pochi luoghi di respiro: «Gli israeliani non possono distruggere il mare», afferma Owda.
I futures sul petrolio Brent sono saliti fino al 3% venerdì a causa degli scontri tra Stati Uniti e Iran nello stretto di Hormuz, ma hanno poi ridotto i guadagni grazie all’ottimismo su un possibile accordo tra Washington e Teheran, riferisce Reuters. Il Brent ha chiuso a 101,29 dollari al barile, in aumento dell’1,23%, mentre il WTI ha terminato a 95,42 dollari, con un rialzo dello 0,64%. John Kilduff di Again Capital ha spiegato che il mercato è incerto ma si aspetta un’intesa imminente o una ripresa del conflitto.
Danny Danon, ambasciatore israeliano all’Onu, ha definito «deludenti ma non sorprendenti» le richieste di Regno Unito e Francia di fermare le violenze dei coloni e le espropriazioni in Cisgiordania, in un post su X. Danon ha accusato i due Paesi di ipocrisia per «distrarre l’attenzione su Giudea e Samaria» mentre non affrontano il terrorismo interno. Ha aggiunto che «è comodo concentrarsi sulla violenza dei coloni e diffondere menzogne su Israele» mentre gli ebrei temono di camminare per le strade di Londra e Parigi. I coloni sono cittadini israeliani che vivono illegalmente su terre palestinesi occupate dal 1967.
Simon Karam, avvocato e ex ambasciatore libanese negli Stati Uniti, guiderà la delegazione del Libano ai prossimi colloqui con Israele, definiti «l'inizio formale delle negoziazioni», secondo Al Jazeera. Il presidente libanese Joseph Aoun ha dato istruzioni precise alla delegazione, riferisce la corrispondente Zeina Khodr. Il Dipartimento di Stato Usa ha annunciato che i colloqui si terranno il 14 e 15 maggio per avanzare verso un accordo di pace e sicurezza.
Il Dipartimento del Tesoro americano ha imposto sanzioni a 10 persone e società in Medio Oriente, Asia ed Europa orientale per aver facilitato gli approvvigionamenti di armi e materiali per droni Shahed e missili balistici iraniani, secondo l'Ufficio per il controllo dei beni esteri (Ofac). L'Ofac ha dichiarato di continuare a smantellare queste reti di supporto, mentre il Dipartimento di Stato ha colpito quattro entità legate alle attività di armi convenzionali iraniane. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha definito la campagna «Economic Fury» come un'azione determinata contro i leader dei pasdaran, «intrappolati come topi su una nave che affonda», secondo una nota ufficiale.
Hezbollah ha affermato di aver effettuato 26 attacchi contro le forze israeliane nel sud del Libano da giovedì pomeriggio, secondo media locali. Il gruppo ha citato un attacco missilistico contro un carro armato israeliano vicino a Deir Siryan, il bombardamento di un’avanzata israeliana su Haddatha e un attacco contro soldati a Labbouneh. Hezbollah ha rivendicato di aver causato perdite tra le forze israeliane senza specificarne il numero. Venerdì è stato uno dei giorni più letali di raid aerei israeliani nel sud del Libano dall’inizio del conflitto con Hezbollah il 2 marzo, con oltre 2.700 morti e almeno 8.500 feriti in Libano.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco con l'Iran è ancora «in vigore», secondo fonti ufficiali. Gli Emirati Arabi Uniti hanno riferito di aver abbattuto droni e missili lanciati dall'Iran, mentre esplosioni sono state segnalate in tutto il paese durante operazioni difensive. Teheran ha accusato Washington di violare la tregua con attacchi, secondo media locali.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha deriso la minaccia nucleare di Donald Trump definendola una «grottesca assurdità», secondo un post su X. Il messaggio include un estratto del film satirico di Stanley Kubrick «Il dottor Stranamore», che racconta il lancio accidentale di un attacco nucleare. Trump aveva avvertito che in caso di fallimento del cessate il fuoco «ci sarà una grande esplosione in Iran».
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti non rilascia commenti su un possibile recente attacco a Kharg, principale terminal petrolifero iraniano, riferisce l'Associated Press. L'agenzia cita immagini satellitari della settimana scorsa che mostrano una fuoriuscita di petrolio prima degli ultimi raid Usa contro navi e siti costieri iraniani tra giovedì e venerdì. Secondo una fonte della società di intelligence marittima Windward AI, la chiazza si estende su circa 71 chilometri quadrati nelle acque vicino a Kharg. Le cause della fuoriuscita restano al momento ignote.
L'ambasciatore iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, ha definito «illegali» le azioni militari Usa nel Golfo e nello Stretto di Hormuz, in una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza e al segretario generale Antonio Guterres. Iravani ha avvertito che tali operazioni rappresentano un’«escalation pericolosa» che minaccia la stabilità regionale e la pace internazionale, e ha attribuito agli Stati Uniti la «piena responsabilità» per eventuali conseguenze catastrofiche. Le forze Usa hanno dichiarato di aver disabilitato due petroliere iraniane che tentavano di violare il blocco americano sui porti iraniani. Iravani ha chiesto all’Onu di sollecitare Washington a rispettare il diritto internazionale e a evitare ulteriori provocazioni.
