Campobasso, 6 maggio 2026 – È stato trasferito nel carcere di Campobasso il 35enne sospettato dell’omicidio avvenuto nella notte a Bojano, in Molise. L’uomo, che risiede a pochi metri dalla cantina di proprietà della vittima, Nicola De Gregorio, è stato fermato dalle forze dell’ordine dopo che la lite degenerata in tragedia. La vittima, un uomo di 51 anni, è stata colpita ripetutamente con un oggetto contundente fino a perdere la vita.
I dettagli dell’omicidio a Bojano
Il fatto di sangue si è consumato nella frazione di Civita, all’interno della cantina di De Gregorio, dove si è consumata l’aggressione. Secondo quanto ricostruito, l’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una discussione per futili motivi. L’aggressore, esperto di arti marziali, ha colpito la vittima alla schiena e al volto, utilizzando anche un oggetto contundente.
Il 35enne è già noto alle forze dell’ordine per precedenti episodi di cronaca riguardanti maltrattamenti e risse. La cantina teatro del delitto è stata posta sotto sequestro a cura dei carabinieri di Bojano, che nella notte hanno sentito parenti e vicini di casa della vittima. La Scientifica ha effettuato i rilievi nel locale, mentre il corpo di De Gregorio è stato trasferito all’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove è stata disposta l’autopsia dalla Procura.
Le indagini in corso e il contesto locale
Il comune di Bojano, situato nella provincia di Campobasso e con circa 7.500 abitanti, è noto per il suo ricco patrimonio storico e per la sua posizione ai piedi del Monte La Gallinola. Le indagini proseguono sotto la direzione dell’autorità giudiziaria locale, con l’obiettivo di chiarire tutti gli aspetti che hanno portato all’omicidio. Al momento, l’uomo è in custodia cautelare in carcere mentre si attendono i risultati dell’autopsia sul corpo della vittima.
Le parole del 35enne dopo l’aggressione
Dopo l’aggressione mortale, il 35enne accusato del delitto si sarebbe presentato dai familiari della vittima raccontando quanto accaduto con una frase drammatica: “È successo quello che non doveva succedere”.
A ricostruire quei momenti è stata Paola De Gregorio, che ha parlato con i giornalisti davanti alla cantina dove si è consumato l’omicidio. Secondo il suo racconto, il presunto aggressore avrebbe inizialmente chiesto della legna a un vicino per potersi riscaldare. Nicola, descritto dalla sorella come una persona molto generosa, lo avrebbe notato e invitato a entrare per offrirgli un bicchiere di vino. Poco dopo sarebbe avvenuta l’aggressione.
La donna ha spiegato che, subito dopo il delitto, il 35enne avrebbe bussato alla porta della moglie della vittima per riferirle quanto accaduto. Secondo i familiari, l’uomo potrebbe aver agito in uno stato di alterazione causato da alcol o droga, un aspetto che sarà comunque chiarito dagli accertamenti investigativi.
Il figlio della vittima sarebbe stato tra i primi a entrare nella cantina dopo l’aggressione. “Ha trovato suo padre con il volto devastato, al punto da renderlo quasi irriconoscibile”, ha raccontato la sorella di Nicola, aggiungendo che l’uomo era seduto su una sedia e che l’attacco sarebbe avvenuto all’improvviso. La moglie, che si trovava al piano superiore mentre cucinava, non avrebbe sentito nulla.
La famiglia chiede ora giustizia. Paola De Gregorio ha inoltre sostenuto che il presunto responsabile avrebbe già creato problemi ad altre persone del paese e ha raccontato che, dopo aver ucciso suo fratello, avrebbe minacciato di morte anche il nipote.
