Alessandro “Billy” Costacurta, icona del Milan e del calcio italiano, rompe il silenzio su un dolore profondo e a lungo taciuto che ha segnato la sua famiglia: la morte della sorella Isabella all’età di soli tre anni per meningite nel lontano 1962. Una tragedia che ha lasciato ferite insanabili, al punto da condizionare, per decenni, la vita della madre. «Mia sorella muore di meningite all’età di tre anni, era la prima figlia dei miei, muore nel 62 all’ospedale di Gallarate. Da quel momento mia madre fa fatica a riprendersi. Credo abbia sofferto per tutta la sua vita», rivela Costacurta nel podcast “One More Time”, offrendo uno spaccato inedito e commovente della sua storia personale.
Il trauma subito ha avuto conseguenze estreme e durature. La madre di Costacurta, infatti, per ben quattro decenni ha rifiutato di mettere piede in un ospedale. «Mia madre non aveva mai voluto parlare. Mia madre per 40 anni non è entrata in un ospedale, perché la ferita è sempre stata molto aperta per lei», racconta l’ex difensore. Dietro questa scelta radicale, una convinzione dolorosa: la madre ha sempre ritenuto che ci fosse stata negligenza da parte della struttura sanitaria. «Ha sempre pensato che ci sia stata negligenza e questo l’ha portata a una scelta radicale: non avere più a che fare con ospedali, medici, dottori, infermieri».
Costacurta sorella meningite
Nel corso della conversazione, Costacurta ha toccato anche il rapporto con il padre, figura dal carattere più algido e meno propenso alle effusioni, ma capace di trasmettere insegnamenti preziosi. Un consiglio paterno, in apparenza “banale”, si è poi rivelato fondamentale in un momento iconico della sua carriera: il rigore tirato contro la Francia ai Mondiali del ’98. «Mio padre mi disse: ‘Perché non hai il coraggio di dire no? Devi provarlo, è un’emozione’», ricorda Costacurta. Un suggerimento che lo ha spinto ad affrontare quella passeggiata dal centrocampo al dischetto, davanti a “un miliardo e cento milioni di persone”: «Mi sono goduto la passeggiata», ammette, sottolineando l’emozione indelebile di quel momento.
Curiosamente, l’ex difensore del Milan riflette anche sulla “scelta più coraggiosa” della sua vita, identificandola, paradossalmente, come la meno audace. Il riferimento è alla sua lunga e fedele permanenza al Milan. Nel 2002, infatti, Costacurta rifletté sull’eventualità di lasciare i rossoneri per un’esperienza negli Stati Uniti con i MetroStars, un’opportunità bloccata dal richiamo del Milan, che lo rivolle per sostituire un difensore e trattare l’acquisto di Nesta. «Probabilmente lì non sono stato così coraggioso da dire di no a Galliani», confessa. «Avrei dovuto avere il coraggio di dire no. Perché avrei due Coppe Campioni e due scudetti in meno, ma forse sarei una persona diversa, forse migliore. Non ho avuto il coraggio di cambiare la mia vita. Il mio pensiero è: se avessi cambiato, adesso sarei così, sarei diverso? Come sarei? Forse meglio».
Da allenatore a commentatore: il ritiro dal Mantova
Non solo la carriera da calciatore, ma anche l’esperienza da allenatore è stata oggetto di un’analisi onesta e trasparente. Costacurta ha ricordato la sua esperienza sulla panchina del Mantova, durata appena tre mesi. Una decisione difficile, ma presa con consapevolezza. «Ho allenato il Mantova, ma dopo tre mesi mi sono dimesso. Non era il mio lavoro», spiega. «Faccio il bene dei ragazzi se vado via adesso, perché la mente mi andava a mio figlio e mia moglie. Non sono stato né un buon allenatore, né un buon marito, né un buon padre. Quella è stata una scelta coraggiosa, quella di dimettermi e abbandonare una carriera che avrebbe potuto darmi tante soddisfazioni. Sono molto contento della scelta fatta». Oggi, Costacurta si dedica con successo alla carriera di commentatore televisivo, ribadendo la sua “libertà” e la possibilità di trascorrere più tempo con la famiglia.
Pippo Inzaghi e l’ansia pre-partita
Un aneddoto curioso e divertente riguarda la gestione dell’ansia pre-partita, che vedeva Costacurta come un calciatore “regolare” rispetto ad alcuni suoi compagni di squadra. Tra questi, spiccava un nome eccellente: Filippo “Pippo” Inzaghi. Costacurta rivela un lato meno noto dell’ex attaccante: «Ho avuto dei compagni che prima della partita andavano 3-4 volte in bagno e non riuscivano a dormire. Io invece andavo in bagno regolarmente e riuscivo a riposare. Pippo Inzaghi questa tensione la esplicitava correndo spesso in bagno prima delle partite e poi alla fine riusciva a performare benissimo». Un ritratto umano di campioni, con le loro insicurezze e i loro stratagemmi per affrontare la pressione del campo.
L’amore per Martina Colombari: “La donna più bella del mondo”
Infine, Costacurta si è lasciato andare a una dichiarazione d’amore forte e appassionata per la moglie, Martina Colombari, con cui condivide una relazione trentennale. «La scelta di stare 30 anni con Martina è una conseguenza. Io inviterei tutti a svegliarsi la mattina con il sorriso di Martina. È una forza della natura», afferma con trasporto. «Faccio di tutto per tenermi quella donna che mi dà questa energia e quella gioia, sono innamorato pazzo di Martina. Lei mi fa stare bene, mi fa stare libero. È la donna più bella del mondo». Un omaggio commosso e sincero a una compagna di vita che, a quanto pare, rappresenta un pilastro fondamentale nel suo equilibrio personale e professionale.
