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Fnopi: “L’indagato nelle morti in ambulanza non è un infermiere iscritto all’Albo”

La FNOPI interviene sul caso delle morti sospette a Meldola, chiarendo la non appartenenza dell’indagato all’albo e richiamando i media alla corretta informazione

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Morti in ambulanza

Morti in ambulanza | Pixabay @bluebeat76 - alanews

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Roma, 14 aprile 2026 – La Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), insieme all’Ordine di Forlì-Cesena, interviene sulla vicenda giudiziaria legata alle morti sospette di alcuni anziani trasportati in ambulanza a Meldola, chiarendo il ruolo professionale della persona indagata.

FNOPI precisa: l’indagato per le morti in ambulanza non è un infermiere

La FNOPI sottolinea che la persona coinvolta nelle indagini non è iscritta all’Albo degli infermieri né è abilitata all’esercizio della professione infermieristica. Tale qualifica, infatti, richiede percorsi universitari specifici, il conseguimento di un titolo abilitante e l’iscrizione obbligatoria all’Ordine, oltre al rispetto del Codice deontologico. La Federazione ha chiesto alle testate giornalistiche che hanno impropriamente attribuito la qualifica di infermiere all’indagato di procedere a una immediata rettifica, e ha attivato il proprio ufficio legale per tutelare l’immagine della professione.

L’ordine professionale evidenzia che l’errata attribuzione di tale qualifica genera disinformazione e danneggia la credibilità di una categoria impegnata quotidianamente nel sistema di emergenza-urgenza. La FNOPI invita a una rigorosa verifica delle informazioni prima della pubblicazione per evitare di compromettere la fiducia dei cittadini e di alterare la corretta percezione di ruoli e responsabilità, soprattutto in un contesto delicato come quello degli eventi di Meldola.

Il dovere di verificare le qualifiche professionali

In diverse occasioni, la FNOPI ha denunciato come, per fretta o superficialità, i media attribuiscano impropriamente titoli professionali. Basterebbero pochi minuti per controllare l’iscrizione all’Albo tramite il sito ufficiale della FNOPI, uno strumento accessibile anche ai cittadini per verificare la legittimità dei professionisti sanitari. Questo è un passaggio fondamentale per rispettare il dovere di verifica giornalistica e tutelare l’onorabilità degli infermieri.

La Federazione ribadisce il suo sostegno alle famiglie delle vittime e manifesta vicinanza alle stesse, ricordando che il rispetto per il dolore e la verità dei fatti sono imprescindibili per tutta la comunità infermieristica italiana.

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