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Iran, Unicef: “Accesso limitato a cure essenziali per 2,2 milioni di bambini”

Danni a ospedali e scuole aggravano la crisi umanitaria in Iran, con milioni di minori esposti a rischi sanitari e psicologici. L’UNICEF chiede stop alle ostilità

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Una sede dell'Unicef

Una sede dell'UNICEF | Pixabay @olrat - alanews

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Roma, 8 aprile 2026 – L’UNICEF denuncia che in Iran circa 10 milioni di persone, tra cui 2,2 milioni di bambini, stanno subendo gravi difficoltà nell’accesso all’assistenza sanitaria essenziale a causa dei danni inflitti a 442 strutture sanitarie. Il conflitto in corso ha inoltre compromesso l’integrità di oltre 760 scuole, aggravando ulteriormente la situazione dei più giovani.

Impatto devastante sulle infrastrutture sanitarie e scolastiche: il rapporto Unicef

Secondo quanto riferito dall’UNICEF, i bambini in Iran sono esposti a molteplici pericoli, non solo fisici ma anche psicologici, derivanti dallo stress e da crescenti minacce agli edifici e servizi fondamentali per la loro sopravvivenza e sviluppo. L’effetto cumulativo degli attacchi, dell’instabilità e dell’interruzione dei servizi essenziali sta compromettendo non solo la sicurezza immediata dei minori, ma anche la loro salute, crescita e benessere a lungo termine.

L’agenzia dell’ONU ha richiamato l’attenzione sul fatto che il diritto internazionale umanitario vieta espressamente di colpire infrastrutture civili indispensabili per la sopravvivenza dei bambini. In questo contesto, l’UNICEF ha rinnovato il suo appello per una cessazione immediata delle ostilità in tutta la regione, invitando tutte le parti coinvolte a rispettare rigorosamente i propri obblighi legati al diritto internazionale umanitario.

Il contesto regionale e le tensioni nel Golfo

Le difficoltà umanitarie in Iran si inseriscono in un quadro più ampio di tensioni nel Medio Oriente. Negli ultimi mesi, la Repubblica islamica ha lanciato oltre 5.600 attacchi, tra missili e droni kamikaze, contro i Paesi del Golfo e la Giordania, in una strategia di attrito mirata a consolidare la propria influenza regionale. Questa situazione ha provocato divisioni profonde tra le monarchie sunnite: mentre Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti adottano una linea dura, temendo che una tregua rafforzi Teheran, Paesi come Oman, Qatar e Kuwait si mostrano più inclini al dialogo e alla moderazione, cercando di evitare un conflitto aperto.

Questa instabilità condiziona ulteriormente la possibilità di garantire servizi essenziali alla popolazione iraniana, in particolare ai bambini, che rappresentano il segmento più vulnerabile nella crisi in corso. L’UNICEF prosegue così nel suo impegno per tutelare i diritti e la salute dei minori colpiti dal conflitto, sottolineando la necessità di proteggere le infrastrutture civili e di salvaguardare la vita dei bambini in ogni circostanza.

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