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Ultima Generazione a processo, Montanari: “Non ostilità ma sensibilizzazione, Warhol si sarebbe divertito”

Durante l’udienza a Milano, il rettore Tomaso Montanari difende gli attivisti: le loro azioni puntano a sensibilizzare sui rischi del cambiamento climatico per i beni culturali

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Milano, 2 marzo 2026 – Si è tenuta oggi a Milano l’udienza che vede come imputati undici attivisti del movimento ambientalista Ultima Generazione, accusati per due azioni di protesta contro il cambiamento climatico. A testimoniare in difesa del gruppo è intervenuto Tomaso Montanari, storico dell’arte e rettore dell’Università per stranieri di Siena, che ha offerto una lettura del significato degli atti compiuti dagli attivisti.

Montanari: “Gli atti di Ultima Generazione tutelano il patrimonio culturale”

immagine

Durante l’udienza, Montanari ha spiegato che le azioni di Ultima Generazione non sono considerate dalla letteratura scientifica come atti ostili verso il patrimonio culturale, bensì come forme di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui rischi che corrono i beni culturali a causa del cambiamento climatico. “Quando l’articolo 9 della Costituzione dice ‘la Repubblica tutela’, non parla solo delle sovrintendenze, ma anche dei cittadini. Un cittadino che non si impegna è meno tutelante di chi, pur agendo in modo vistoso, richiama l’attenzione sul degrado irreversibile del patrimonio culturale”, ha affermato Montanari.

Il processo riguarda nello specifico due episodi: il lancio di otto chili di farina sulla macchina di Andy Warhol presso la Fabbrica del Vapore a Milano, avvenuto il 18 novembre 2022, e il lancio di vernice sull’Arco della Pace il 15 novembre 2023. In difesa degli imputati, Montanari ha introdotto il concetto di “risemantizzazione”, ovvero la capacità di attribuire nuovi significati ai monumenti storici, coerenti con quelli del passato. “Gli atti di Ultima Generazione non mirano a danneggiare i monumenti, ma a denunciare come monumenti e ambiente siano messi in pericolo dal cambiamento climatico, non dalle loro azioni”.

L’Arco della Pace e Andy Warhol: simboli reinterpretati

Sull’Arco della Pace, Montanari ha sottolineato come il monumento stesso abbia subito nel tempo diverse interpretazioni: “Nessuno ricorda esattamente le paci ottocentesche cui si riferisce, e il monumento è passato dall’essere un simbolo napoleonico a un simbolo anti-napoleonico in breve tempo. Oggi, i monumenti assumono anche il ruolo di voci mute a difesa del patrimonio stesso”. La “pace” viene così “risemantizzata” alludendo a quella necessaria tra l’umanità e la Terra.

Per quanto riguarda l’azione contro la macchina di Andy Warhol, Montanari ha osservato che “Warhol si sarebbe divertito molto”, poiché i metodi comunicativi usati da Ultima Generazione sono simili a quelli dell’artista: “Utilizzano i canali del discorso pubblico, della comunicazione per slogan tipica della pubblicità, analoghi a quelli di Warhol”.

Tomaso Montanari, noto storico dell’arte e saggista, è rettore dell’Università per stranieri di Siena dal 2021 e presidente del Comitato tecnico scientifico per le Belle Arti del Ministero della Cultura. È autore di numerosi saggi e collabora con importanti testate giornalistiche italiane, impegnandosi da anni nella difesa del patrimonio culturale e nella denuncia del suo degrado.

L’udienza milanese rappresenta un momento significativo nel dibattito sul ruolo delle forme di protesta ambientalista e sul delicato equilibrio tra tutela del patrimonio storico e necessità di mobilitazione civile per la salvaguardia del pianeta.

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