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Colloqui USA-Iran: nuove aperture, ma resta alta la tensione

A Ginevra proseguono i colloqui sul nucleare tra USA e Iran, mediati dall’Oman. Progressi diplomatici ma persistono divergenze

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Colloqui USA-Iran

Colloqui USA-Iran | Pixabay @Ruma_Aktar - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Ginevra, 26 febbraio 2026 – Proseguono a ritmo serrato i colloqui indiretti tra USA e Iran a Ginevra, mediati dall’Oman, con l’obiettivo di trovare un accordo duraturo sul programma nucleare iraniano e la revoca delle sanzioni economiche. Dopo ore di confronto, emergono segnali di apertura da entrambe le parti, ma la tensione resta alta e molte questioni restano irrisolte.

Stati Uniti chiedono il disarmo nucleare e la consegna dell’uranio arricchito

Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, gli Stati Uniti hanno ribadito la richiesta che l’Iran smantelli i suoi tre principali siti nucleari e consegni tutto l’uranio arricchito in suo possesso. Washington insiste sulla necessità che qualsiasi accordo abbia carattere permanente, escludendo compromessi temporanei. Un funzionario statunitense ha confermato ad Axios che, pur riconoscendo i progressi fatti, restano numerosi dettagli da discutere e che Teheran dovrebbe tornare con proposte concrete entro un paio di settimane.

Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), Rafael Grossi, ha preso parte ai colloqui in qualità di osservatore tecnico, per assicurare maggiore precisione nelle verifiche e garantire che l’eventuale intesa sia sorretta da adeguati controlli.

Colloqui seri Tra USA e Iran, ma condizionati alla revoca delle sanzioni

Dal canto suo, il ministero degli Esteri iraniano ha definito i colloqui “molto seri” e ha sottolineato l’importanza di un’intesa che contempli la revoca delle sanzioni, che hanno gravemente colpito la popolazione iraniana. Un portavoce di Teheran ha precisato che la Repubblica islamica è disposta a negoziare purché i propri diritti siano rispettati, in particolare la garanzia che l’Iran non venga costretto a rinunciare completamente al proprio settore nucleare civile, utilizzato per scopi medici, agricoli e industriali.

Ali Shamkhani, rappresentante della Guida suprema, ha puntualizzato che un accordo è possibile se la richiesta americana si limita ad escludere lo sviluppo di armi nucleari, principio già sancito dalla fatwa del leader supremo Ali Khamenei.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha anche ribadito la necessità di porre fine alle minacce di forza da parte degli Stati Uniti, mentre la Russia ha confermato il proprio sostegno a Teheran nel difficile momento attuale, denunciando le “irresponsabili escalation di tensione” di Washington.

Il ministro degli Esteri omanita Badr Albusaidi, mediatore dei colloqui, ha espresso ottimismo per i progressi raggiunti, evidenziando uno “spirito costruttivo” e la definizione di “principi guida” per un accordo finale, sebbene resti ancora molto lavoro da fare prima del prossimo incontro.

Le trattative si muovono dunque su un terreno delicato, tra aperture sostanziali e resistenze reciproche, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione l’evolversi della situazione.

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