Roma, 24 febbraio 2026 – La Commissione parlamentare Antimafia ha dato il via libera alla relazione sulle attività investigative e le anomalie emerse nel filone riguardante il dossieraggio di esponenti politici e altri soggetti. Il documento, frutto di un’analisi approfondita di oltre 66mila pagine di atti provenienti dalla Procura di Roma, getta nuova luce su un sistema di gestione interno definito “tossico e complice” all’interno della Direzione Nazionale Antimafia (Dna).
Dossieraggio: il ruolo di Federico Cafiero de Raho nelle indagini
Al centro della relazione approvata figura la posizione di Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia dal novembre 2017 al febbraio 2022 e attualmente deputato del Movimento 5 Stelle nonché vice presidente della stessa Commissione. La relazione sottolinea come, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni, non si tratti di un quadro di “inconsapevolezza o mera superficialità”, ma di un coinvolgimento diretto e consapevole. Secondo il testo, de Raho avrebbe adottato o controfirmato provvedimenti riguardanti la gestione delle attività del Gruppo Sos coordinato da Laudati, conoscendo pienamente le prassi irregolari.
Gli atti e gli appunti prodotti dal gruppo di lavoro arrivavano sistematicamente sulla sua scrivania, dimostrando che il Procuratore nazionale antimafia era perfettamente al corrente delle dinamiche interne, senza alcun “tratto oscuro”. La relazione evidenzia altresì un deficit nelle indagini svolte dalle procure procedenti, che non avrebbero valutato con il rigore necessario la gravità dei comportamenti attribuiti a de Raho, lasciando in ombra il ruolo sistemico del vertice della Dna in quegli anni.
Il “caso Pasquale Striano” e le anomalie nella Dna
La relazione passa inoltre in rassegna il “caso Pasquale Striano”, tenente della Guardia di Finanza in servizio presso la Dna, che ha catalizzato l’attenzione sulle modalità operative irregolari nel trattamento delle informazioni e dei dossier. La Commissione ha rilevato un sistema preoccupante di gestione delle attività interne, caratterizzato da una complicità diffusa e da un’ampia mole di documenti e audizioni che hanno confermato le criticità strutturali.
Nonostante il via libera alla relazione, l’opposizione ha depositato una relazione di minoranza, sottolineando ulteriori aspetti da approfondire. La discussione parlamentare proseguirà nei prossimi giorni, con l’obiettivo di garantire trasparenza e rafforzare gli strumenti di controllo sui fenomeni di dossieraggio e sulle dinamiche interne agli uffici giudiziari coinvolti.
