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Washington valuta nuove basi legali per mantenere i dazi, negoziati in corso con l’Ue

Dopo la sentenza della Corte Suprema USA, Washington valuta nuove basi legali per mantenere i dazi e punta a un accordo con l’UE per evitare ritorsioni commerciali

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Dazi USA-Ue

Dazi USA-Ue | Pixabay @gettinthere - alanews

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Bruxelles, 23 febbraio 2026 – Alla luce della recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha bocciato l’utilizzo dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) come base giuridica per i dazi, l’amministrazione americana sta valutando alternative normative per mantenere in vigore le tariffe commerciali precedenti. Il rappresentante degli Stati Uniti per il Commercio, Jamieson Greer, ha riferito ai ministri del Commercio del G7 l’intenzione di ricollegare i dazi ad altre leggi statunitensi, evitando in tal modo incertezze e potenziali rimborsi alle aziende esportatrici straniere.

Alternative leggi per la giustificazione dei dazi

Tra le opzioni considerate vi sono il Trade Expansion Act del 1962 e il Trade Act del 1974, che conferiscono al presidente statunitense poteri per intervenire sulle politiche tariffarie. In particolare, Donald Trump ha già impiegato la sezione 232 del Trade Expansion Act per imporre dazi su automobili, acciaio e rame. Altre misure includono:

  • La sezione 122 del Trade Act, che consente dazi globali fino al 15% per un massimo di 150 giorni in caso di squilibri della bilancia dei pagamenti.
  • La Section 301 del Trade Act, utilizzata per introdurre tariffe a seguito di indagini su pratiche commerciali ritenute sleali o in violazione di accordi internazionali; questa è stata applicata durante il primo mandato Trump contro la Cina e, lo scorso anno, contro il Brasile.
  • La Section 338 del Trade Act del 1930, che permette l’imposizione di dazi in risposta a discriminazioni ingiustificate da parte di altri Paesi.

USA e Unione Europea verso un’intesa sui dazi

Parallelamente alle questioni legali interne, gli USA e l’Unione Europea stanno conducendo negoziati per un possibile accordo commerciale che prevede una tariffa unica al 15%, ispirata al modello dell’intesa tra USA e Giappone. Fonti europee indicano che, sebbene i dazi sull’acciaio verso l’UE resterebbero al 50%, si sta lavorando per ridurre le tariffe su altri settori, inclusi quelli dell’automotive.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente americano Donald Trump hanno manifestato ottimismo sui progressi, mentre Bruxelles mantiene aperto il dialogo con Washington affinché l’accordo sia raggiunto entro l’estate, evitando così l’entrata in vigore delle contromisure europee da 93 miliardi di euro, attualmente sospese fino al 7 agosto.

Il rappresentante Usa per il Commercio ha sottolineato la volontà di agire rapidamente per evitare nuove incertezze, ribadendo che non si prevedono rimborsi per le imprese straniere colpite dai dazi. Intanto, il confronto sul commercio resta centrale anche nel contesto del G7, con l’Italia che, in qualità di presidente di turno nel 2024, continua a promuovere un dialogo costruttivo sui temi economici globali.

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