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Giornalisti in sciopero contro il precariato: “Dignità, contratto e tutele per la professione”

La mobilitazione nazionale del 28 novembre vede unite testate e freelance per chiedere il rinnovo del contratto, salari adeguati e regole sull’uso dell’intelligenza artificiale

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Marco Vesperini di Marco Vesperini

Mi chiamo Marco Vesperini, classe 1989, sono di Porto Sant’Elpidio, un paesino sulla costa marchigiana. Giornalista pubblicista, collaboro con Alanews dal 2023 e con ilfattoquotidiano.it dal 2016. Mi occupo principalmente di cronaca, politica e cultura

Roma, 27 novembre 2025 – Si prepara a una giornata di mobilitazione importante il mondo del giornalismo italiano, con lo sciopero nazionale indetto dalla Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) per il 28 novembre. La protesta, proclamata dalla Giunta esecutiva della Fnsi, coinvolgerà giornalisti dipendenti e lavoratori autonomi, con uno stop dalle ore 6 per 24 ore (anticipato alle 5:30 per la Rai). Un’iniziativa che arriva dopo quasi un ventennio dall’ultimo sciopero per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto nel 2016.

Le ragioni dello sciopero: dignità e diritti per i giornalisti

immagine

Il Consiglio nazionale della Fnsi si è riunito a Roma, in piazza dei Santi Apostoli, insieme ai rappresentanti dell’Esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti (Cnog), dell’Unione nazionale Giornalisti pensionati, dell’Usigrai, nonché di Inpgi e Casagit, per lanciare l’appello alla mobilitazione. Il sindacato chiede un rinnovo immediato del contratto nazionale Fnsi-Fieg, con l’obiettivo di tutelare i diritti acquisiti e garantire condizioni dignitose al lavoro giornalistico, sia per i professionisti più esperti sia per le nuove generazioni.

Al centro delle rivendicazioni, il riconoscimento economico e normativo del ruolo fondamentale del giornalismo nella democrazia italiana, ma anche regole certe per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle redazioni. La segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, ha sottolineato che “gli editori vogliono tagliare il costo del lavoro sui giovani e anche sugli anziani e questo non lo possiamo consentire”. Costante ha evidenziato come dal 2016 a oggi gli stipendi dei giornalisti abbiano perso circa il 20% del potere d’acquisto, un dato confermato dall’Istat e descritto come “drammatico”.

Mobilitazioni diffuse e sostegno dalla categoria

In concomitanza con lo sciopero, nelle principali città italiane si terranno iniziative promosse dalle Associazioni regionali di Stampa, con il supporto dei Comitati di redazione e degli Ordini regionali dei giornalisti. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, ha dichiarato che “i colleghi sono pronti ad aprire una stagione di lotta importante per ottenere quei diritti che altrimenti non ci verranno mai dati”. Bartoli ha inoltre rimarcato l’importanza di un’informazione credibile, che non può prescindere da giornalisti autonomi e da retribuzioni dignitose, condannando la precarizzazione e lo sfruttamento dei collaboratori.

La Federazione Nazionale Stampa Italiana, fondata nel 1908 e oggi guidata da Alessandra Costante (segretaria generale) e Vittorio Di Trapani (presidente), rappresenta il sindacato unico dei giornalisti italiani e ha il compito di negoziare i contratti collettivi con le organizzazioni datoriali del settore editoriale. La mobilitazione del 28 novembre si inserisce in un contesto di crescente attenzione sulle condizioni di lavoro nel mondo dell’informazione, in un momento in cui si intrecciano sfide tecnologiche, economiche e sociali.

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