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Sindacati in piazza a Firenze: “No allo scudo penale nella filiera della moda”

Sindacati e lavoratori manifestano nel cuore di Firenze contro la proposta di legge che potrebbe ridurre i controlli sulle aziende della moda, a rischio diritti e legalità

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Emanuele De Lucia di Emanuele De Lucia

Mi chiamo Emanuele De Lucia, sono giornalista professionista dal 2012, collaboro per Alanews dal 2017, amo raccontare le notizie per immagini ed emozioni dei protagonisti, in particolar modo seguire la cronaca e la politica

Firenze, 21 novembre 2025 – Protesta in piazza degli Antinori, nel cuore del distretto della moda fiorentina, dove i sindacati confederali hanno organizzato un flashmob per esprimere il proprio dissenso contro il cosiddetto scudo penale nel settore tessile e moda. L’iniziativa si focalizza sull’opposizione a una norma legislativa in discussione in Parlamento, che rischia di ridurre la responsabilità delle grandi aziende committenti, mettendo a repentaglio la tutela della legalità e dei diritti dei lavoratori.

La protesta dei sindacati contro la deresponsabilizzazione delle imprese

immagine

I rappresentanti sindacali del settore tessile hanno scelto un luogo simbolico, piazza degli Antinori, adiacente a via dei Tornabuoni, viale di prestigio dove hanno sede i maggiori marchi della moda italiana. L’obiettivo è quello di lanciare un messaggio chiaro: fermarsi prima che venga introdotta una norma che, secondo i sindacati, favorirebbe l’impunità delle aziende committenti rispetto a eventuali violazioni nelle filiere produttive. Il nodo centrale riguarda un emendamento presentato da Fratelli d’Italia, che propone l’adozione di una certificazione volontaria per la tracciabilità completa di ogni fase produttiva e di ogni soggetto coinvolto nella filiera della moda.

Per i sindacati, questa certificazione volontaria non sarebbe sufficiente a contrastare fenomeni come il caporalato e le irregolarità sul lavoro, anzi, potrebbe indebolire gli strumenti di controllo, riducendo la responsabilità diretta dei grandi marchi nei confronti dei subappalti e delle forniture. Il timore è che la volontarietà della certificazione possa tradursi in un “scudo penale” che assolve le imprese da eventuali omissioni nei controlli, penalizzando così i lavoratori più vulnerabili.

Il contesto normativo e le implicazioni per il settore moda

Il disegno di legge in esame al Parlamento suscita un intenso dibattito proprio per il suo impatto sulle modalità di gestione della responsabilità sociale e legale da parte delle aziende del settore moda, uno dei più rilevanti per l’economia italiana e internazionale. La proposta di introduzione di un sistema di certificazione volontaria, che sulla carta dovrebbe garantire la trasparenza e la tracciabilità, viene invece contestata per il rischio di diventare uno strumento inefficace o peggio, di alleggerire i doveri di controllo e vigilanza.

La manifestazione di oggi rappresenta una presa di posizione netta da parte dei sindacati confederali, che da sempre sono impegnati nella difesa dei diritti dei lavoratori e nella lotta contro lo sfruttamento e il lavoro nero, fenomeni ancora presenti nella filiera tessile e moda. L’attenzione è rivolta non solo alle condizioni lavorative, ma anche al rispetto delle normative che tutelano la legalità e la sicurezza sul lavoro.

Il presidio a Firenze si inserisce in un più ampio movimento di mobilitazione sindacale nel Paese, volto a contrastare ogni tentativo di deresponsabilizzazione delle imprese committenti, affinché venga mantenuta una rigida vigilanza sulle pratiche produttive e contrattuali, soprattutto nei settori strategici come quello della moda.

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