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Forze armate del Venezuela distruggono basi di narcoterroristi al confine amazzonico

Le forze armate venezuelane intensificano le azioni nella regione amazzonica, sequestrando materiale militare e colpendo gruppi legati al narcotraffico e alla guerriglia

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Nicolas Maduro, il presidente del Venezuela

Nicolas Maduro, il presidente del Venezuela | Shutterstock

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Caracas, 29 ottobre 2025 – Le forze armate del Venezuela hanno annunciato un’importante operazione militare contro presunti gruppi narcoterroristi nella regione amazzonica meridionale del Paese. L’esercito ha comunicato di aver distrutto due accampamenti logistici riconducibili al gruppo Tancol (Terroristi Narco-Colombiani Armati) operanti lungo il confine con la Colombia, un’area da tempo teatro di attività illecite e tensioni crescenti.

Venezuela, operazioni contro i narcotrafficanti e sequestri

Il generale Domingo Hernández Larez, comandante operativo delle Forze Armate Nazionali Bolivariane (Fanb), ha reso noto tramite un messaggio su Telegram che un’unità di combattimento congiunta ha condotto l’azione militare distruggendo i campi usati dai narcoterroristi per invadere il territorio del Venezuela. Durante l’operazione è stato anche sequestrato del materiale militare e volantini riconducibili all’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), gruppo guerrigliero colombiano legato a attività di guerriglia e narcotraffico.

Questa iniziativa si inserisce in un contesto di crescente tensione militare nella regione, aggravata dal massiccio dispiegamento di forze statunitensi nel Mar dei Caraibi. Gli Stati Uniti, tramite il Comando Sud della Marina, hanno spiegato la loro flotta con l’obiettivo dichiarato di contrastare il traffico di droga verso il loro territorio. Tuttavia, il governo chavista guidato da Nicolás Maduro interpreta questa mossa come una provocazione militare e un tentativo di destabilizzazione interna, denunciando un’aggressione su più fronti.

Il clima di tensione nel Mar dei Caraibi

Negli ultimi mesi, la regione ha visto un’escalation di operazioni militari, con raid statunitensi contro imbarcazioni venezuelane sospettate di trasportare sostanze stupefacenti, che hanno provocato decine di morti. Il presidente Maduro ha risposto con un appello alla mobilitazione della Milicia Nacional Bolivariana, schierando milioni di miliziani in difesa della sovranità nazionale. Il governo degli Stati Uniti, da parte sua, non riconosce Maduro come legittimo presidente e continua a indicarlo come responsabile di traffico di droga e terrorismo.

Il quadro rimane quindi estremamente complesso e caratterizzato da un intreccio di questioni di sicurezza, accuse reciproche e un dispiegamento militare senza precedenti nella regione caraibica, che alimenta il rischio di un conflitto più ampio. Le operazioni dell’esercito venezuelano contro i gruppi narcoterroristi come i Tancol e l’ELN rappresentano solo un tassello di questa intricata e delicata situazione geopolitica.

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