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OpenAI diventa società a scopo di lucro: Microsoft ne compra il 27%

La svolta societaria di OpenAI apre a nuovi scenari nel settore dell’intelligenza artificiale: partnership strategiche, investimenti miliardari e sfide sulla sostenibilità finanziaria

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Il logo di OpenAI

Il logo di OpenAI | Photo by Jernej Furman licensed under CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.en) - Alanews.it

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

New York, 28 ottobre 2025 – OpenAI ha completato la sua trasformazione in una società a scopo di lucro, segnando una svolta significativa nella sua struttura societaria. Fondata nel 2015 come ente no profit da Sam Altman e altri investitori della Silicon Valley (tra cui Elon Musk), la società si è evoluta in una “public benefit company” (PBC), un modello che combina obiettivi di profitto con la missione di creare un impatto positivo per il bene pubblico.

La nuova struttura societaria di OpenAI

Con questa trasformazione, la fondazione no profit che originariamente controllava OpenAI ha ottenuto una quota pari al 26-27% nella nuova entità, chiamata OpenAI Group PBC. La società ha inoltre assegnato a Microsoft una quota rilevante, pari al 27%, mentre il restante 47% è distribuito tra dipendenti, ex dipendenti e altri investitori. Nonostante la partecipazione significativa di Microsoft, il controllo formale rimane alla no profit, che nomina il consiglio di amministrazione e definisce la missione strategica.

La partnership con Microsoft si inserisce in un contesto molto più ampio, che vede OpenAI impegnata in accordi miliardari con importanti aziende tecnologiche come Nvidia, Amd e Oracle, per sostenere la sua infrastruttura di calcolo e potenza necessaria allo sviluppo e alla diffusione di ChatGPT e altre soluzioni di intelligenza artificiale. Questi contratti, complessivamente superiori a mille miliardi di dollari, comprendono l’acquisto di chip, servizi cloud e capacità di data center.

L’impatto e le sfide finanziarie

OpenAI, valutata circa 500 miliardi di dollari, conta oggi oltre 700 milioni di utenti settimanali di ChatGPT e prevede per il 2025 ricavi compresi tra 12 e 20 miliardi di dollari. Tuttavia, l’azienda continua a registrare perdite significative e a ricorrere a finanziamenti tramite prestiti e venture capital, accumulando debiti per decine di miliardi di dollari. Questa dinamica ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità finanziaria a lungo termine, in un mercato in rapida evoluzione e altamente competitivo.

La trasformazione di OpenAI in società a scopo di lucro rappresenta dunque una mossa strategica per garantire risorse adeguate alla crescita e alla competitività, pur mantenendo un impegno dichiarato verso la creazione di un’intelligenza artificiale che possa apportare benefici estesi all’umanità. Microsoft, pur con una quota considerevole, continua a definire il proprio ruolo come partner tecnologico e finanziario, senza detenere il controllo diretto della società.

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