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“Napoleone è stato sconfitto in Russia da due batteri”: lo studio

Nuove analisi genetiche sui resti dei soldati francesi rivelano il ruolo cruciale di Salmonella e Borrelia nella disfatta napoleonica, riscrivendo la storia della campagna del 1812

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Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte / Wikicommons

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

A oltre due secoli dalla tragica campagna di Russia guidata da Napoleone Bonaparte nel 1812, nuovi studi scientifici stanno riscrivendo la storia di quella disastrosa ritirata, rivelando che non furono soltanto le condizioni ambientali a decimare la Grande Armata, ma anche due microrganismi infettivi che agirono silenziosamente come nemici invisibili.

La scoperta dell’Istituto Pasteur: batteri come protagonisti della disfatta napoleonica

Un recente studio condotto dall’Unità di Paleogenomica microbica dell’Istituto Pasteur, in collaborazione con il Laboratorio di Antropologia bioculturale dell’Università di Aix-Marseille e l’Università di Tartu in Estonia, ha analizzato il DNA estratto dai denti di 13 soldati francesi sepolti in una fossa comune a Vilnius, lungo la via della ritirata napoleonica. Grazie a tecniche di sequenziamento di nuova generazione applicate al DNA antico, gli scienziati hanno identificato la presenza di due agenti patogeni: Salmonella enterica sottospecie enterica (sierotipo Paratyphi C), responsabile della febbre paratifoide, e Borrelia recurrentis, il batterio che causa la febbre ricorrente trasmessa dai pidocchi.

Questi batteri, associati a sintomi debilitanti quali febbre alta, affaticamento e disturbi gastrointestinali, si sono rivelati probabili complici nel rapido declino fisico dei soldati, già indeboliti da fame, gelo e condizioni igieniche precarie. La loro coesistenza durante la campagna potrebbe aver aggravato in modo significativo la salute delle truppe, contribuendo a una mortalità altissima.

La battaglia di Borodino e la strategia militare: il contesto della campagna di Russia

La battaglia di Borodino, combattuta il 7 settembre 1812, rappresentò uno dei momenti più sanguinosi e cruciali della campagna. La Grande Armata, composta da oltre 250.000 soldati, affrontò l’esercito russo guidato dal generale Michail Kutuzov, con perdite complessive di circa 80.000 uomini tra morti e feriti. Nonostante una vittoria tattica di Napoleone, la battaglia non portò a uno sfondamento decisivo, e i russi si ritirarono ordinatamente verso Mosca.

La decisione di Napoleone di proseguire l’avanzata verso Mosca, piuttosto che stabilire i quartieri d’inverno a Smolensk o Vicebsk, si inserisce in un contesto strategico complesso, segnato da difficoltà logistiche, clima avverso e una resistenza russa sempre più efficace. L’incendio della città e la successiva ritirata disastrosa verso ovest segnarono l’inizio del tramonto del dominio napoleonico in Europa.

Grande Armata e la crisi sanitaria: un esercito decimato da malattie invisibili

La Grande Armata, istituita da Napoleone nel 1804 e simbolo del potere militare francese, fu duramente colpita in Russia non solo dalle condizioni estreme, ma anche da epidemie di malattie infettive. Sebbene precedenti ricerche avessero individuato tracce genetiche di altri patogeni come la Rickettsia prowazekii (agente del tifo) e Bartonella quintana (febbre delle trincee), il nuovo studio ha evidenziato la presenza di altri due batteri, suggerendo una complessità maggiore nelle cause della mortalità.

Gli studiosi sottolineano che, a causa del limitato numero di campioni analizzati (13 soldati su circa 500-600mila appartenenti alla Grande Armata), non è possibile quantificare con precisione il ruolo di questi agenti patogeni nella disfatta. Tuttavia, la ricerca rappresenta la prima prova genetica concreta della loro presenza, aprendo nuove prospettive nella comprensione dell’evoluzione delle malattie infettive e del loro impatto sulle popolazioni storiche.

Nicolás Rascovan, responsabile dell’Unità di Paleogenomica dell’Istituto Pasteur e autore principale dello studio, evidenzia come l’accesso ai dati genomici dei patogeni antichi permetta di tracciare percorsi evolutivi e dinamiche di diffusione, fornendo strumenti preziosi per affrontare meglio le sfide sanitarie contemporanee. Il lavoro sottolinea inoltre le difficoltà tecniche legate all’analisi del DNA patogeno estremamente frammentato nei resti umani antichi, richiedendo metodi innovativi per l’identificazione di microrganismi anche in presenza di segnali genetici molto deboli.

L’applicazione di queste scoperte al contesto della campagna di Russia getta nuova luce su uno degli episodi più tragici e decisivi della storia napoleonica, rivelando che la sconfitta non fu soltanto il risultato di strategie militari e condizioni ambientali, ma anche di una micidiale guerra invisibile contro malattie batteriche che decimarono le truppe francesi.

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