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Fischi all’inno israeliano a Udine, applausi dalla tribuna contro le contestazioni

Clima teso allo stadio di Udine per Italia-Israele: proteste sugli spalti, cartelli contro la guerra e momenti di tensione anche in città durante il corteo

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Udine, 14 ottobre 2025 – Tensione e contestazioni hanno segnato l’atmosfera allo Stadio di Udine prima del calcio d’inizio della partita di qualificazione ai Mondiali 2026 tra Italia e Israele. Durante l’esecuzione dell’inno nazionale israeliano, una parte consistente della curva italiana ha reagito con fischi e si è girata di spalle, esprimendo così un chiaro segno di dissenso. Contestualmente, dalla tribuna centrale si sono levati forti applausi che hanno in parte coperto i fischi, proseguendo anche dopo la conclusione dell’inno come gesto di rispetto verso la nazionale ospite.

Fischi e protesta durante l’inno israeliano

immagine

Il gesto di protesta da parte degli ultras italiani non è un episodio isolato. Infatti, simili comportamenti si erano già verificati in precedenza, come durante la partita tra Italia e Israele disputata un anno fa alla Ferenc Puskas Arena di Budapest, dove circa 400 tifosi azzurri si erano girati di spalle all’inno israeliano. La partita di qualificazione mondiale si è svolta su campo neutro a Debrecen, in Ungheria, luogo scelto a causa della complessa situazione geopolitica in Medio Oriente che impedisce a Israele di giocare in casa.

Durante l’esecuzione dell’inno israeliano a Udine, oltre ai fischi, alcuni tifosi hanno esibito cartelli con la scritta “Stop”, una chiara richiesta di cessare il conflitto in corso nella Striscia di Gaza. Israele ha giocato la partita con il lutto al braccio, per ricordare le vittime di un recente attentato terroristico a Gerusalemme.

Minuto di silenzio e momenti di tensione in città

Dopo la contestazione, le due squadre hanno osservato un minuto di silenzio in memoria delle tre vittime dell’esplosione avvenuta nella mattinata in provincia di Verona. Il pubblico ha partecipato con grande rispetto a questo momento di raccoglimento.

Nel frattempo, nel centro di Udine, un corteo autorizzato di circa un centinaio di manifestanti ha sfociato in momenti di tensione con le forze dell’ordine. Gli scontri hanno richiesto l’intervento della polizia per ristabilire l’ordine pubblico.

Sul fronte sportivo, la partita di qualificazione tra Israele e Italia è stata caratterizzata da un risultato spettacolare, con un finale di 5-4 per gli azzurri, ottenuto in un clima di grande agitazione emotiva e tensione fuori dal campo.

Il c.t. italiano, Rino Gattuso, nella conferenza di vigilia aveva espresso parole di dolore e rispetto, sottolineando la difficoltà di giocare in un contesto segnato da sofferenza: “La situazione è nota a tutti. Fa male vedere quello che sta succedendo, persone e bambini che perdono la vita. Siamo qui per fare la partita e rispettare il nostro lavoro. C’è tanto rispetto e c’è tanto dolore”.

Questi eventi evidenziano come il calcio, in particolare nelle partite internazionali, si intrecci inevitabilmente con tensioni politiche e sociali, soprattutto in contesti di conflitto come quello israelo-palestinese, che continuano a influenzare anche la dimensione sportiva e l’esperienza dei tifosi.

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