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Ghali critica i colleghi rapper: “Il silenzio sulla Palestina è complicità”

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Ghali

Ghali | Shutterstock

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Milano, 4 ottobre 2025 – Nel contesto di una crescente tensione internazionale e dei riflettori puntati sul conflitto in Palestina, emergono le forti prese di posizione di due tra i rapper più influenti della scena italiana: Ghali e Clementino. Entrambi, noti non solo per il loro talento musicale ma anche per il loro impegno sociale, hanno espresso pubblicamente il loro disappunto verso i colleghi del rap italiano che scelgono di mantenere il silenzio su una questione così delicata e complessa.

L’accusa di Ghali al rap italiano: un grido contro il silenzio

Ghali, nato a Milano da genitori tunisini e attivo dal 2011, è diventato uno dei volti più rappresentativi dell’hip hop italiano contemporaneo. Recentemente protagonista del Festival di Sanremo 2024 con il brano Casa mia, Ghali si è distinto anche per la sua capacità di unire sonorità pop, trap e rap, conquistando il pubblico e la critica. Sul tema della Palestina, ha usato parole durissime su Instagram, definendo il silenzio dei rapper italiani “la morte del genere”: “Se sei un rapper e non parli di Palestina puoi anche smettere di avercela con gli sbirri. Il silenzio dei rapper ha ucciso il genere. Ne è rimasto solo lo stile, il suono, la forma.” Per lui, non schierarsi equivale a sostenere un genocidio, e accusa i colleghi di preferire tacere per non perdere sponsor e visibilità.

Una bandiera della Palestina
Una bandiera della Palestina | Alanews.it

Lo sfogo di Clementino: “Lo sapete sa vuol dire essere rapper?”

Anche Clementino, originario di Avellino e attivo dal 1996, ha voluto prendere posizione con un messaggio altrettanto netto. Considerato uno dei pilastri storici del rap italiano, con numerose partecipazioni a Sanremo e un repertorio che mescola hip hop e pop rap, Clementino ha rivolto un pubblico rimprovero a chi, pur avendo successo commerciale, non si impegna sui temi sociali più urgenti. “Mettiteve scuorno. E voi sareste rapper? Lo sapete sa vuol dire essere rapper? Millantate la parola Hip Hop.” Il rapper campano sottolinea come non bastino i riconoscimenti o le passerelle di moda se manca l’autenticità e la presa di posizione politica.

Un appello per un rap impegnato e consapevole

La presa di posizione di Ghali e Clementino arriva nel giorno della manifestazione nazionale a Roma a sostegno della Flotilla e per la Palestina, un momento che ha visto mobilitazioni e manifestazioni anche nel resto del Paese. Entrambi gli artisti mettono in evidenza come il rap, nato come espressione di protesta e denuncia sociale, non possa oggi sottrarsi al confronto con temi globali e diritti umani. Il loro messaggio richiama a una responsabilità collettiva che va oltre la musica, invitando i colleghi a non cedere alla comodità del silenzio, pena la perdita di credibilità artistica e morale.

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