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Fifa esclude l’espansione a 64 squadre per il Mondiale 2030: “Nessun piano ufficiale”

Dopo il vertice di New York con i leader sudamericani, la FIFA ribadisce cautela sull’ipotesi di un Mondiale a 64 squadre nel 2030: priorità a qualità e sostenibilità

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Gianni Infantino

Gianni Infantino / shutterstock @Asatur Yesayants

Vittorio De Bellaro di Vittorio De Bellaro

Nato a Bologna nel 1996 è un giornalista specializzato in informazione digitale. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, ha iniziato a collaborare con alcune redazioni online occupandosi di cronaca e attualità. Negli ultimi anni ha concentrato il suo lavoro sul giornalismo web, seguendo l’evoluzione dei nuovi media e delle piattaforme digitali. Oggi cura contenuti, interviste e approfondimenti per testate e format che puntano a raccontare la realtà con un linguaggio fresco ma affidabile.

New York, 24 settembre 2025 – Nonostante un recente incontro tra il presidente della FIFA, Gianni Infantino, e una delegazione di alto livello proveniente dal Sud America, non sono previsti piani ufficiali per espandere il Mondiale 2030 a 64 squadre in occasione della centesima edizione del torneo.

Il vertice di New York e la posizione ufficiale della FIFA

Martedì scorso, negli uffici della FIFA situati nella Trump Tower di New York, Infantino ha incontrato i capi di Stato di Uruguay e Paraguay, il presidente della Confederazione Sudamericana di calcio (CONMEBOL), e i presidenti delle federazioni di Argentina, Uruguay e Paraguay. Si è trattato della prima discussione formale sul tema, dopo che la proposta era stata avanzata informalmente dalla Federazione calcistica uruguaiana durante un incontro del Consiglio FIFA lo scorso marzo.

Tuttavia, la posizione ufficiale della FIFA rimane quella di esaminare ogni proposta con tutti gli stakeholder, ma senza un impegno concreto verso l’espansione a 64 squadre. Fonti interne rivelano un certo scetticismo sul fatto che un ulteriore allargamento del torneo sia realmente sostenibile. Il prossimo Mondiale 2026 sarà il primo a disputarsi con 48 squadre, mentre l’edizione del 2030 sarà già rivoluzionaria per la sua organizzazione su sei nazioni distribuite su tre continenti: Paraguay, Uruguay e Argentina ospiteranno le prime tre partite in onore delle origini sudamericane del torneo del 1930, per poi trasferire la maggior parte della manifestazione in Marocco, Spagna e Portogallo.

Mondiale 2030: no all’espansione a 64 squadre

Il Consiglio FIFA si riunirà a Zurigo il prossimo mese, ma l’ampliamento a 64 squadre non figura tra i punti all’ordine del giorno. Secondo una fonte interna, “Gianni Infantino non otterrebbe mai l’approvazione del Consiglio per questa proposta, anche volendo.” La maggioranza degli esponenti, soprattutto in Europa, ritiene che un torneo con 64 squadre rischierebbe di compromettere la qualità della competizione, con troppe partite poco competitive e un impatto negativo sul modello di business della FIFA.

L’espansione favorirebbe soprattutto la CONMEBOL, con i suoi dieci membri che potrebbero qualificarsi tutti, rispetto ai sei posti diretti previsti per il prossimo torneo, più la possibilità di un ulteriore slot tramite playoff interconfederali. Fonti vicine all’incontro di New York hanno riferito che Paraguay, Uruguay e Argentina si sono dette pronte a ospitare tutte le partite della fase a gironi.

Le reazioni a livello internazionale e le riforme di Infantino

L’idea di un Mondiale a 64 squadre era già stata proposta nell’aprile 2024, suscitando un immediato contraccolpo. Il presidente UEFA Aleksander Ceferin l’ha definita una “cattiva idea” che potrebbe abbassare il livello del torneo e snaturare le qualificazioni. Anche il presidente della CONCACAF, Victor Montagliani, si è detto contrario, pur riconoscendo che la FIFA possa studiare la questione. Entrambi ricoprono anche la carica di vicepresidenti FIFA, sottolineando la rilevanza del loro giudizio.

Parallelamente, la FIFA sta valutando modifiche anche per la Coppa del mondo per club, che dal 2025 passerà a un formato a 32 squadre, con un possibile svolgimento biennale e premi monetari molto elevati, come dimostrato dalla vittoria del Chelsea che nel 2024 ha incassato 85 milioni di sterline.

Gianni Infantino e il suo ruolo nella FIFA

Gianni Infantino, nato a Briga (Svizzera) nel 1970 da genitori italiani, è presidente della FIFA dal 2016. Avvocato specializzato in diritto sportivo, ha ricoperto ruoli chiave nell’UEFA prima di salire al vertice della federazione mondiale. Durante il suo mandato ha promosso l’espansione del Mondiale a 48 squadre a partire dal 2026, l’introduzione del VAR nel 2018, e ha sostenuto riforme importanti come il rafforzamento delle tutele verso le calciatrici, tra cui norme minime di maternità.

Rieletto nel 2023 con mandato fino al 2027, Infantino ha anche ampliato il ruolo sociale della FIFA attraverso iniziative come FIFA Football for Schools e collaborazioni con enti internazionali per sfruttare il calcio come strumento di progresso sociale. Il suo impegno è stato riconosciuto a livello internazionale, anche come primo presidente FIFA invitato a un summit del G20 nel 2018.

In questo contesto, l’ipotesi di un Mondiale a 64 squadre appare ancora molto lontana dall’essere realizzata, nonostante l’interesse e le pressioni provenienti da alcune federazioni sudamericane. La FIFA continua a gestire con cautela ogni proposta, bilanciando l’espansione del gioco con la qualità e la sostenibilità economica del torneo più seguito al mondo.

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