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Migranti, 146 persone salvate da Emergency: “Auspichiamo assistenza necessaria per il futuro”

Sbarco a Savona dopo tre salvataggi nel Mediterraneo centrale: tra i migranti anche minori e donne in gravidanza. Emergency chiede maggiore attenzione alle vulnerabilità.

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Davide Di Carlo di Davide Di Carlo

Mi chiamo Davide Di Carlo e sono nato ad Avezzano (Aq) nel 1986. Sono un giornalista pubblicista e dal 2022 collaboro con l’agenzia media Alanews, per la quale mi occupo di politica come videomaker. Sono appassionato di Medio Oriente e nell’aprile del 2019 è uscita una mia pubblicazione universitaria dal titolo ‘Storia e sistema dei media in Libano’. Nel 2020 è stato pubblicato un mio romanzo dal titolo ‘Aida. La primavera in inverno’. Entrambe le opere sono uscite grazie alla casa editrice Aracne editrice. In passato sono stato assistente universitario per il corso ‘Teorie e tecniche del giornalismo’ all’Università di Tor Vergata dove ho avuto modo di tenere il corso ‘Laboratorio di giornalismo’

Savona, 11 agosto 2025 – Sono sbarcati nella serata di ieri al porto di Savona i 146 migranti soccorsi dalla nave Life Support di Emergency, impegnata nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. La missione, condotta tra il 6 e il 7 agosto, ha visto tre distinti interventi di salvataggio in acque internazionali al largo della Libia, che hanno permesso di mettere in salvo un gruppo di persone in condizioni critiche e con situazioni di estrema vulnerabilità.

Tre operazioni di soccorso in acque internazionali

La nave Life Support, un Supply Vessel adattato per attività di ricerca e soccorso (SAR), ha effettuato tre operazioni di salvataggio tra la notte del 6 e la mattina del 7 agosto. Il primo intervento ha riguardato 31 persone a bordo di un gommone in difficoltà, provenienti da paesi come Burkina Faso, Camerun, Gambia, Ghana, Guinea, Costa d’Avorio, Mali, Nigeria, Senegal e Somalia, con la presenza di una donna incinta e di undici minori non accompagnati. Successivamente, sono stati soccorsi altri 47 naufraghi, tra cui tre minori, a bordo di un’imbarcazione sovraffollata e priva di giubbotti salvagente.

L’ultimo e più delicato intervento ha coinvolto un’imbarcazione in vetroresina che si è avvicinata a grande velocità alla Life Support, con manovre pericolose e persone che, nel tentativo di aggrapparsi alla nave, sono cadute in acqua. Il team di soccorso ha immediatamente lanciato salvagenti e calato il gommone per recuperare i naufraghi, tra cui una persona priva di conoscenza evacuata d’urgenza con un elicottero della Guardia Costiera per gravi condizioni mediche.

Il comandante della nave, Domenico Pugliese, ha sottolineato la complessità della missione e la difficoltà legata all’assegnazione del porto di sbarco, situato a tre giorni di navigazione dalla zona di soccorso. “Ringrazio le autorità per il supporto e auspico che le sofferenze delle persone a bordo siano considerate nelle future assegnazioni”, ha dichiarato.

Vite segnate dalla guerra e dalla fuga

A bordo della Life Support, oltre alle operazioni di soccorso, il team di Emergency ha raccolto le testimonianze di uomini, donne e minori provenienti da contesti di grave crisi. Tra i 146 migranti vi sono 20 minori non accompagnati, inclusa una ragazza, e 4 donne adulte, una delle quali incinta.

Ousmane Thiame, mediatore culturale a bordo, ha raccontato storie di fuga da paesi martoriati da conflitti e povertà, come Sudan, Afghanistan, Bangladesh, Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Eritrea, Gambia, Ghana, Guinea, Mali, Nigeria, Senegal e Somalia. Tra queste, spicca il racconto di un giovane che ha tentato per nove anni di raggiungere l’Europa, subendo torture in Libia, e quello di un altro ragazzo sudanese fuggito dalla guerra a Khartoum.

La Life Support di Emergency, con il suo equipaggio di 28 persone tra marittimi, medici, infermieri e mediatori culturali, è impegnata da dicembre 2022 in operazioni continuative di salvataggio nel Mediterraneo centrale, avendo soccorso complessivamente oltre 3.000 persone. L’impegno proseguirà nei prossimi giorni con una nuova missione, con l’obiettivo di rispondere al drammatico bisogno di assistenza nelle rotte migratorie più pericolose al mondo.

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