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Milano, caso curve San Siro: a processo Mauro Russo e altri arrestati

L’inchiesta della DDA di Milano sul caso curve svela intrecci tra criminalità organizzata e ultras: i dettagli

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Caso curve a San Siro

Caso curve a San Siro | Pixabay @Medvedkov - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Milano, 30 luglio 2025 – Il Tribunale di Milano ha disposto il processo immediato per Mauro Russo, ex ultrà della curva Nord interista e figura centrale nell’inchiesta sulle infiltrazioni criminali nelle curve di San Siro. Russo, insieme ad altri cinque indagati, è finito sotto accusa per reati che vanno dall’estorsione all’usura, passando per il ricorso a false fatture. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano, ha fatto emergere un quadro inquietante di rapporti tra criminalità organizzata, ultrà e società sportive.

Il ruolo di Mauro Russo e le accuse di estorsione

Il gip Domenico Santoro, su richiesta dei pm Paolo Storari, Sara Ombra e Leonardo Lesti, ha disposto il rinvio a giudizio con rito immediato per Mauro Russo, che si trova agli arresti domiciliari. Russo è accusato di essere stato un presunto intermediario nell’estorsione ai danni dell’imprenditore Gherardo Zaccagni, noto come il “re dei parcheggi” attorno allo stadio di San Siro. In particolare, gli inquirenti contestano che Russo abbia imposto una “tassa per la tranquillità” di 4mila euro al mese per garantire una gestione senza intoppi dei parcheggi, collegata anche alla protezione da atti di violenza e danneggiamenti. La figura di Russo è emersa come quella di un vero e proprio “inventore del business” dei parcheggi, con accordi anche con funzionari pubblici e legami con personaggi della criminalità organizzata.

La ‘ndrangheta e la gestione illecita delle curve

La nuova tranche dell’inchiesta ha fatto emergere come la ‘ndrangheta abbia infiltrato i business delle curve di San Siro, con un intreccio di usura, estorsioni e rapporti con la dirigenza dell’Inter. Tra gli arrestati figurano anche esponenti legati alla cosca Bellocco, coinvolti nel tentativo di estromettere dal controllo della curva Nord l’ex capo ultrà Andrea Beretta, ora collaboratore di giustizia. L’inchiesta ha rivelato tassi di interesse usurari fino al 400% e un sistema di intimidazioni e minacce per mantenere il controllo delle attività illecite. Particolarmente significativo è il coinvolgimento di personaggi di spicco della curva Nord in rapporti con la società sportiva, come evidenziato da intercettazioni che riguardano il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti.

Il processo, fissato per il 20 novembre davanti alla sesta sezione penale del Tribunale di Milano, potrebbe vedere gli imputati optare per il rito abbreviato. Nel frattempo, l’inchiesta continua a far luce su un sistema di illegalità che minaccia la sicurezza e la regolarità nel mondo del calcio milanese.

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