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Pandemie, accordo storico per la gestione globale

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Alanews.it

Redazione di Redazione

Dopo tre anni di negoziati, gli Stati membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno raggiunto un accordo storico per fronteggiare future pandemie. Viene introdotto il Pabs per la condivisione di dati sui patogeni, assicurando accesso equo a vaccini e prodotti sanitari. L’assemblea dell’Oms si riunirà a maggio

Dopo tre anni di discussioni e trattative serrate, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha finalmente raggiunto un accordo storico per affrontare le future pandemie. Questa intesa segna un passo cruciale verso una gestione globale delle emergenze sanitarie. L’accordo è stato annunciato attraverso un comunicato stampa dell’organizzazione, evidenziando come rappresenti un’importante evoluzione negli sforzi globali per rendere il mondo più sicuro di fronte a minacce sanitarie. La bozza sarà sottoposta all’assemblea mondiale della salute a maggio.

Creazione del Pabs per la condivisione di patogeni

Al centro dell’intesa c’è la creazione di un meccanismo innovativo per la condivisione di agenti patogeni, denominato Pabs (Pathogen Access and Benefit Sharing). Questa piattaforma permetterà una rapida condivisione dei dati sui patogeni con le aziende farmaceutiche, facilitando così lo sviluppo tempestivo di vaccini e terapie. Questo aspetto ha suscitato dibattiti accesi durante le negoziazioni, in particolare per le preoccupazioni espresse dai Paesi in via di sviluppo, che temevano di rimanere esclusi dall’accesso a vaccini e trattamenti, come accaduto all’inizio della pandemia di Covid-19.

Maggiore equità nell’accesso alle risorse sanitarie

Il Pabs rappresenta una promessa di maggiore equità nell’accesso alle risorse sanitarie. I Paesi si sono impegnati a fornire rapidamente dati sui patogeni emergenti, mentre i prodotti sanitari sviluppati a partire da queste informazioni dovranno essere distribuiti in modo più giusto. L’intesa prevede che i produttori donino almeno il 10% dei prodotti sanitari legati alle pandemie all’Oms, con un ulteriore 10% disponibile a prezzi accessibili. Tuttavia, la partecipazione al programma rimane volontaria e le modalità di attuazione necessitano ulteriori negoziazioni.

Rispettare la sovranità dei Paesi

Un altro punto critico riguarda i trasferimenti tecnologici, che non saranno obbligatori ma auspicati, nel rispetto delle decisioni tra i vari Stati. L’accordo suggerisce la creazione di una rete logistica per garantire un accesso più ampio ai prodotti sanitari, promuovendo la priorità alla condivisione di tali risorse in base ai bisogni di salute pubblica. Nonostante l’impatto significativo di questo accordo, esso rispetta la sovranità dei singoli Paesi, evitando di imporre misure vincolanti come divieti di viaggio o obblighi vaccinali. Al contrario, i Paesi sono incoraggiati a sviluppare piani nazionali per la prevenzione delle pandemie, che includono vaccinazioni di routine, gestione dei rischi biologici e prevenzione della resistenza antimicrobica.

Questo storico accordo è frutto di un lavoro intenso svolto dall’Intergovernmental Negotiating Body, che ha condotto 13 incontri formali e innumerevoli negoziazioni informali. La proposta finale sarà votata all’assemblea dell’Oms, che si terrà dal 19 maggio 2025. Le parole del direttore generale dell’Oms, Dr. Tedros Ghebreyesus, risuonano forti: “Le nazioni del mondo hanno fatto la storia oggi a Ginevra”, evidenziando l’importanza di un impegno collettivo per affrontare le sfide sanitarie globali. L’accordo non solo segna un passo avanti nella lotta contro le pandemie, ma rinnova la speranza in un multilateralismo efficace, dimostrando che la cooperazione internazionale è non solo possibile, ma necessaria.

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