Leonardo Maria Del Vecchio torna a parlare dell’Opa sul Fatto Quotidiano e chiarisce le intenzioni dietro la possibile acquisizione della testata. Intervenuto ai microfoni di RTL 102.5, l’imprenditore ha risposto alle resistenze sulla vendita, rivendicando il valore del pluralismo dell’informazione e assicurando di non voler interferire con l’indipendenza editoriale del giornale. Nel corso dell’intervista ha anche raccontato un retroscena inedito su Marco Travaglio e un mancato confronto televisivo da Lilli Gruber.
“L’Opa sul Fatto Quotidiano per me è un grande onore“, ha dichiarato Del Vecchio, spiegando le ragioni del suo interesse per il quotidiano. “Salvare un brand così storico, che ha una customer base così influente, un engagement così forte, è il terzo giornale online a livello di views, per me è un qualcosa che…”.
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Il rifiuto alla vendita e la risposta di Del Vecchio
Durante la conversazione, il conduttore ha ricordato all’imprenditore la contrarietà alla vendita espressa dal Fatto Quotidiano. “Hai un problema Leonardo, non te lo vendono”, gli ha fatto osservare.
Del Vecchio ha risposto senza considerare definitiva quella posizione: “È una prima reazione dovuta dal fatto che ancora non c’è stato un piano di investimento, non c’è stato un dialogo“.
Secondo l’imprenditore, dunque, le resistenze sarebbero legate anche alla mancanza di un confronto diretto sulle prospettive economiche e industriali dell’operazione. Le sue parole non confermano l’esistenza di una trattativa già avviata, ma mostrano la volontà di mantenere aperta la possibilità di un dialogo.
“Mi interessa il pluralismo dell’informazione”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il rapporto tra proprietà editoriale e libertà d’informazione. Del Vecchio ha spiegato di considerare il confronto con posizioni differenti un’opportunità, anziché un ostacolo.
“A me interessa la dialettica, il dibattito, ma il dibattito costruttivo“, ha affermato. E ha aggiunto: “Le voci fuori dal coro, o comunque le voci che non sono allineate a un mio pensiero, che comunque nessuno mi ha mai chiesto, sono voci dalle quali io posso solo imparare”.
L’imprenditore ha quindi ribadito il concetto riferendosi direttamente al direttore del quotidiano: “Non ci devo andare a cena con Marco Travaglio, ma quello che mi interessa è il pluralismo dell’informazione“.
Una posizione con cui Del Vecchio ha voluto prendere le distanze dall’idea che un eventuale ingresso nella proprietà del Fatto Quotidiano possa tradursi nella volontà di modificarne la linea editoriale.
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I conti del Fatto Quotidiano e il tema della continuità aziendale
Nel corso dell’intervista è stata affrontata anche la situazione economica del quotidiano. Il conduttore ha richiamato il comunicato diffuso in risposta al rifiuto della vendita, facendo riferimento alla necessità di quattro milioni di euro e a un possibile rischio per la continuità aziendale.
Un passaggio che ha riportato l’attenzione sull’utilizzo del verbo “salvare” da parte di Del Vecchio, distinguendo l’ipotesi di un investimento finalizzato al sostegno economico della testata da quella di un’acquisizione orientata al controllo dell’informazione.
L’imprenditore ha risposto richiamando la propria esperienza nel settore editoriale, citando la partecipazione nel QN, e sostenendo di non aver mai esercitato pressioni sulle redazioni.
“Io non ho mai interferito con la redazione, non ho mai dato nessuna direzione né editoriale né politica“, ha dichiarato.
Del Vecchio ha quindi spiegato quale sarebbe, secondo lui, la priorità di un investimento nell’editoria: restituire centralità al lavoro giornalistico e valorizzare le professionalità delle redazioni.
“Quello che ho sempre voluto mantenere e ristabilire è l’onore e la passione”, ha affermato, parlando della necessità di restituire alle grandi firme il riconoscimento che meritano e di permettere loro di tornare a essere “i fari del domani“.
Il retroscena su Travaglio e Lilli Gruber
Nonostante le divergenze che potrebbero emergere intorno all’operazione, Del Vecchio ha ribadito la propria considerazione personale nei confronti del direttore del Fatto Quotidiano.
“Io stimo profondamente Travaglio“, ha dichiarato, prima di raccontare un episodio legato a una precedente apparizione televisiva.
Il riferimento è a un’intervista da Lilli Gruber, durante la quale era stato affrontato anche il tema della morfina. Del Vecchio ha rivelato che avrebbe voluto proprio Travaglio accanto a sé durante la trasmissione.
“Alla Gruber io quello che avevo chiesto era una cosa: avere Travaglio accanto a me come ci sei tu in questo momento“, ha raccontato.
Il confronto, tuttavia, non si è mai concretizzato. “E il mio ufficio stampa non l’ha voluto”, ha aggiunto, precisando che il rifiuto sarebbe arrivato dal proprio staff e non da quello del giornalista.
Il racconto si inserisce in una vicenda che, oltre agli aspetti economici, coinvolge il tema dell’autonomia delle redazioni e del rapporto tra editori e giornalisti. Del Vecchio continua a manifestare interesse per il Fatto Quotidiano, ma resta da capire se le parti avvieranno un confronto concreto e se l’ipotesi di acquisizione potrà trasformarsi in un’operazione effettiva.
