Nato in una famiglia imbevuta d’arte e di musica – tra la madre soprano Edvige, il padre tenore Glauco e il fratello Franco – Giorgio Bracardi apprese fin da giovane l’arte delle note, diventando pianista e compositore per la RCA negli anni ’60, fino a calcare il palco del Festival di Sanremo come autore. Tuttavia, fu l’incontro con il mondo radiofonico e televisivo a consacrare il suo straordinario talento comico. Entrato nella storia della cultura pop italiana grazie alla trasmissione culto Alto gradimento, ideata con Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Mario Marenco, Bracardi diede vita a una galleria di macchiette surreali e indimenticabili, tutte segnate da una vena di irresistibile follia e nervosismo. Dal grottesco “uccellaccio del Nicaragua” Scarpantibus al petulante giornalista Max Vinella, passando per l’esaltato gerarca Ermanno Catenacci, l’emicranico dirigente Rai dottor Marsala e l’improbabile farmacista Onorato Spadone, i suoi personaggi e i loro tormentoni sono diventati veri e propri classici della comicità italiana.
Fra televisione, musica e doppiaggio
La sua carriera è proseguita con eclettismo e genio sregolato. Nel 1979 conquistò il pubblico nei panni del veemente monarchico Prof. Aurelio Marcellini con il celebre tormentone «Chettefrega?», personaggio riproposto poi nel Pranzo in TV di Luciano Rispoli. Negli anni ’80 rinnovò il fortunato sodalizio con Arbore nel capolavoro televisivo Quelli della notte, partecipò a Pronto, chi gioca? come Fausto Rossi e condusse Chiappala chiappala su Rai 2. Negli anni ’90 e 2000 continuò a sorprendere: fu l’irriverente “Lucio Smentisco” a Striscia la notizia, tra i volti del programma cult Stracult di Marco Giusti, e prestò la sua inconfondibile voce al personaggio di Cattivik nell’omonima serie animata. Autore e interprete di brani ironici come Via Veneto e In Galera!, Bracardi lascia il ricordo di un artista unico, capace di trasformare il parossismo e il nonsense in pura poesia comica.