“Non ingigantirei e non mi pare che dobbiamo farne la materia di discussione della settimana della moda”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto così a Milano alle domande di Gioia Giudici per ANSA sul caso delle gonne, arrivato agli appuntamenti della moda a pochi giorni dalle parole di Antonio Tajani. Dopo le scuse del ministro degli Esteri, una battuta di Roberto Vannacci ha suscitato ulteriori reazioni, anche nel centrodestra. Meloni ha mantenuto la posizione espressa già dopo il primo intervento di Tajani, quando aveva parlato di “una frase uscita male” e invitato a non ingigantire il fatto.
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Le parole di Tajani a Formello e le scuse da New York
La discussione è cominciata alla manifestazione Itaca a Formello. Tajani ha usato la scelta della moglie come metafora per spiegare il tema dell’affidabilità: al figlio avrebbe consigliato una donna «meno appariscente, più affidabile, più seria». Nel suo intervento il ministro ha fatto riferimento anche alla “buona madre di famiglia”.
L’accostamento tra l’aspetto di una donna e la sua affidabilità ha provocato una forte reazione politica e sui social. Il confronto si è concentrato sul modo in cui le donne vengono rappresentate nel linguaggio politico, a partire dalle caratteristiche indicate dal ministro nella metafora sulla scelta di una moglie.
Le scuse di Antonio Tajani sono arrivate da New York, dove il ministro si trovava per l’Assemblea generale dell’Onu: “Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto”. Tajani ha precisato di non avere mai pensato di offendere le donne e ha rivendicato il proprio impegno politico sui diritti femminili.
Tra gli esempi richiamati dal ministro c’è stata la scelta di nominare due donne come ambasciatrici in Iran e Afghanistan. Le scuse non hanno però chiuso la discussione, ripresa poi durante un’intervista televisiva a Vannacci.
La battuta di Vannacci e il gesto delle senatrici
L’eurodeputato e leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, ospite di Start su Sky TG24, è stato interpellato sulle dichiarazioni del ministro degli Esteri. La sua risposta ha spostato il confronto sull’abbigliamento: «Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna».
Vannacci ha poi spiegato di aver risposto “con altrettanta leggerezza” a quella che considerava una domanda leggera. Ha sostenuto di non essere un “bacchettone” e ha aggiunto che, secondo lui, non è un capo di abbigliamento a qualificare una donna. Successivamente, sui social, ha scritto di amare le donne e di considerarle «un dono dell’universo”.
La battuta ha suscitato nuove reazioni, anche all’interno del centrodestra. Al Senato, alcune senatrici dell’opposizione hanno scelto di presentarsi in gonna a Palazzo Madama: un gesto simbolico per rivendicare la libertà di vestirsi senza essere giudicate.
L’intervento di Meloni a Milano è arrivato dopo questo nuovo passaggio della polemica. Già sulle prime parole di Tajani la presidente del Consiglio aveva dichiarato: “Penso che sia semplicemente una frase uscita male, non ingigantirei il fatto”.
La Cei, attraverso il segretario generale Giuseppe Baturi, ha richiamato alla necessità che ogni sguardo e ogni parola rivolti alle donne siano improntati al rispetto.
