“Sapete cosa succede se non andate a votare? Andrete all’inferno”. Donald Trump chiude così, tra provocazione e battuta, la convention repubblicana di Dallas, chiamando gli elettori del Gop alla mobilitazione in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.
Il presidente degli Stati Uniti ha trasformato il palco texano in un vero e proprio lancio della campagna per le midterm, chiedendo ai suoi sostenitori di comportarsi come se fosse lui stesso candidato. Al suo fianco JD Vance, che ha invece concentrato il proprio intervento sull’attacco ai Democratici, definiti il “partito dell’odio”.
Trump: “Fate finta che il mio nome sia sulla scheda”
«Andate a votare, fate finta che sia io a correre e che il mio nome sia sulla scheda», ha detto Trump. Il presidente ha poi invitato il pubblico ad alzare la mano e a ripetere una sorta di giuramento con l’impegno ad andare alle urne il prossimo 3 novembre.
Trump ha presentato il voto come decisivo per il futuro della sua agenda politica, sostenendo che un ritorno dei Democratici al potere avrebbe conseguenze pesanti per il Paese. “Se tornassero al potere lascerebbero liberi i criminali di rapinare, stuprare e uccidere”, ha affermato.
Il presidente ha inoltre rivendicato i risultati dei primi due anni del suo secondo mandato: “Ho mantenuto ogni singola promessa fatta e credo di aver fatto molto di più”.
Il “dividendo Trump” da 5mila dollari
Al centro della convention è tornata anche una delle proposte destinate a far discutere maggiormente nella campagna elettorale: 5mila dollari per gli americani in caso di vittoria repubblicana e mantenimento del controllo di Camera e Senato.
Trump ha ribattezzato la misura “Trump dividend”, ma restano ancora da chiarire finanziamento, platea dei beneficiari e modalità con cui potrebbe essere approvata.
La promessa era stata lanciata già nella prima serata della convention. Secondo le stime riportate dalla stampa statunitense, un assegno da 5mila dollari destinato a ogni adulto americano potrebbe avere un costo nell’ordine di 1.350 miliardi di dollari.
Vance contro i Democratici: “Sono il partito dell’odio”
Prima dell’intervento conclusivo di Trump, sul palco è salito JD Vance. Il vicepresidente ha definito i Democratici il «partito dell’odio», accusandoli di “disprezzare l’America” e sostenendo che il Paese non possa essere consegnato a un “gruppo di folli”.
Vance ha quindi rivendicato i risultati dell’amministrazione Trump e delineato la propria idea di futuro: aziende statunitensi con lavoratori americani, una maggiore produzione nazionale e famiglie in grado di permettersi una casa.
Dal pubblico sono arrivati anche cori rivolti direttamente al vicepresidente e alla possibile corsa alla Casa Bianca nel 2028. Vance non ha chiuso la porta: «Occupiamoci delle midterm, poi vedremo cosa succede».
La convention di Dallas si chiude così con Trump ancora al centro della strategia repubblicana, nonostante il suo nome non comparirà sulle schede di novembre, e con Vance sempre più proiettato verso il ruolo di possibile erede politico del presidente.
